Pasquino, avanti tutta!

 

Aldo Bianchini

Lo scorso aprile fummo convocati, io ed un altro collega, dai Carabinieri di Salerno, i quali, a norma di procedura, provvidero ad identificarci a seguito della querela per diffamazione presentata dall’attuale rettore dell’università di Salerno, Raimondo Pasquino, nei nostri confronti.

La nostra ‘diffamazione’? Avere riportato notizie supportate da atti documentali e riguardanti proprio il ‘magnifico’. L’approvazione, cioè, di una norma transitoria con la quale il Senato Accademico (ristretto) modificava lo statuto vigente dell’ateneo salernitano estendendo d’ufficio la durata dei mandati in corso di rettore e presidi di un altro anno. Con conseguenti benefici economici derivanti da un appannaggio di tutto rispetto per il rettore – 60,000,00 euro annui – e per i presidi – 12.500,00 euro sempre annui.

La polemica scatenata dal rettore Pasquino con la sua querela nei nostri confronti fu giustificata dal fatto che il Presidente del Senato accademico salernitano, cioè Pasquino, non avrebbe partecipato alla seduta, almeno su quello specifico punto. Quindi, non poteva avere perseguito un suo personale interesse.

Fermo restando che appare quanto meno strano che gli altri componenti dell’organo accademico salernitano possano deliberare decisioni così importanti in assenza del loro presidente e rettore, in virtù della nostra consolidata pignoleria (o serietà?) professionale eravamo documentalmente certi che Raimondo Pasquino non era assente, bensì presentissimo, nel momento in cui il senato accademico ristretto (e non allargato come prudenza, senso di opportunità e, con ogni probabilità la stessa legge avrebbero dovuto suggerire) deliberò la proroga dei rispettivi incarichi. Un rinfresco di memoria servirà, lo speriamo, allo stesso Pasquino.

Diversamente da quanto Pasquino dichiarò ad un collega un po’ ingenuo del “Mattino”, smentendo la sua presenza in quella circostanza, nel verbale n. 5 del 4 febbraio 2003 (pag.1) tra i presenti viene elencato al primo posto proprio il prof. Raimondo Pasquino nella sua qualità di Rettore.  Da quella stessa elencazione si evinceva, invece, che non lui, bensì il preside della Facoltà di Economia Diomede Ivone (recentemente scomparso) entrò alle ore 16 prima del punto 3 all’o.d.g. e si allontanò (per prudenza, avendo forse subdorato l’illegittimità dell’atto di imminente approvazione) alle ore 17,20, cioè immediatamente prima di trattare l’argomento relativo alle modifiche statutarie di cui innanzi. Sempre dal verbale n. 5 si evince che fu proprio Lui, il Rettore, ad informare il Senato Accademico del parere favorevole del Ministero, dando così

il via alle votazioni grazie alle quali, con l’aggiunta dell’art.74 (Disposizione Transitoria) così formulato, si variava lo statuto vigente: “I mandati relativi al Rettore ed ai Presidi sono conservati fino alla scadenza quadriennale prevista dal presente Statuto”. Una disposizione transitoria tanto minima quanto efficace, da consentire a Rettore e Presidi il beneficio per un altro anno di 60.000,00 e 12.500,00 € lordi rispettivamente dell’annualità prorogata di fatto per il mandato in corso. Ma non finì lì. Con il decreto rettorale del 4 marzo 2003 (pubblicato sulla G.U. n. 79 del 3.4.2003 – S.G.) il Rettore, vista la deliberazione del 4 febbraio 2003, decretò che, per effetto delle modifiche approvate, lo Statuto dell’Università degli studi di Salerno veniva emanato nella nuova stesura.

Questo, nella sostanza, fu il succo di quella nostra inchiesta, seguita dalla querela per diffamazione, nei confronti della quale siamo ovviamente più che sereni, confidando nella obiettività e nel dovuto distacco che la magistratura certamente assumerà nei confronti della vicenda.

La cosa buffa, o forse triste?, è che, per alcune evidenti analogie, oggi come oggi ci ritroviamo dinanzi ad una seconda puntata analoga alla prima. Cosa è successo infatti nel frattempo? Premesso che Pasquino sarebbe tornato a casa sin dall’ottobre scorso se non ci fosse stata quella proroga annuale, atteso che il suo mandato scadrà ora nell’ottobre 2009, la novità assoluta è che, incredibile ma vero, se lo vorrà – e secondo noi lo vorrà eccome – il buon Rettore Pasquino godrà di un’altra chance, cioè di un altro mandato per quattro lunghi anni; dal 2009 al 2013. Non più di due mesi fa, infatti, giorno più giorno meno, il Senato Accademico dell’Università di Salerno, che come è noto è normalmente presieduto dal prof. Raimondo Pasquino, ha approvato una nuova proposta di modifica di statuto. Per l’esattezza, una modifica degli articoli n. 23, comma 1, riguardante l’elezione del rettore, e n. 51, comma 3, riguardante l’elezione degli altri componenti del secondo e più importante organo di governo dell’ateneo salernitano, cioè i presidi.

Leggiamo insieme le due modifiche proposte. L’articolo 23, comma 1, ancora formalmente in vigore, recita: “Il rettore dura in carica quattro anni (rispetto agli iniziali 3, NdR) ed è immediatamente rieleggibile una sola volta; (…). Modifica introdotta e sottoposta al ministro Gelmini: “:“Il Rettore dura in carica quattro anni (rispetto agli iniziali 3, NdR) ed è immediatamente rieleggibile una sola volta, salvo che il Senato Accademico non autorizzi con propria delibera motivata l’ulteriore candidatura. Tale autorizzazione può essere concessa una sola volta dopo il secondo mandato. (…)      

Quanto ai Presidi la ‘musica’ non cambia. L’art. 51, comma 3, recitava finora che “Il Preside dura in carica 4 anni ed il suo mandato può essere rinnovato per una sola volta consecutiva (…)”

La proposta di modifica introdotta recita invece così: ““:“Il Preside dura in carica quattro anni (rispetto agli iniziali 3, NdR) ed è immediatamente rieleggibile una sola volta, salvo che il Consiglio di Facoltà non autorizzi con propria delibera motivata l’ulteriore candidatura. Tale autorizzazione può essere concessa una sola volta dopo il secondo mandato. (…)”

Stavolta, però, c’è stata una novità. La proposta del Senato Accademico non è passata all’unanimità, ma a  semplice maggioranza per il voto contrario di diversi Presidi di Facoltà e di qualche rappresentante del Senato allargato.

Nondimeno la proposta di modifica è stata inviata al competente Ministero dell’Università e della Ricerca, il cui direttore generale Antonello Masia ha dato parere favorevole. Il Ministro Gelmini, invece, non si è espresso e, tenuto conto che mancano pochissimi giorni ai canonici sessanta, in caso di mancato parere negativo esplicitamente espresso dalla Gelmini, passerà la linea del silenzio-assenso. Pasquino potrà ancora una volta ricandidarsi all’ambitissima poltrona e governare in pace fino al 2013. Quando, compiuti i 70 anni, potrà andarsene tranquillamente in pensione! E che pensione. A parte i 60.000,00 euro annui solo di appannaggio che moltiplicati per 11 anni soltanto di rettorato fanno un bel gruzzolo. Precisiamo a scanso di equivoci che devono verificarsi le condizioni per una sua terza candidatura, a norma della modifica di statuto introdotta. E, inoltre, bisognerà vedere se l’interessato accetterà. Noi siamo personalmente convinti che il prof. Raimondo Pasquino non si sottrarrà al sostegno bulgaro dei suoi aficionados. E quindi egli si ‘sacrificherà’ ancora una volta per la causa comune.

Gravissimo invece resta il comportamento giustamente definito pilatesco da alcuni colleghi della carta stampata riguardante il ministro Gelmini. La Maria Stella nazionale tanto amata e tanto odiata per le sue scelte in tema di riforma dell’università avrebbe dovuto avere la forza e il coraggio della coerenza, opponendosi a questa ennesima ‘trovata’ che sembra fatta apposta per favorire sempre i soliti. Un malcostume che regna nella pubblica amministrazione e che dà sempre più spazio ai furbetti di periferia.

Per amore di verità, non siamo ancora riusciti ad accertare se Pasquino abbia personalmente approvato questa proposta di modifica, se era presente cioè alla seduta fatidica. Ma nella sostanza nulla cambia. Contano i fatti, contano le realtà. E la realtà vuole che egli e i suoi colleghi presidi non decaduti nel frattempo continueranno potenzialmente e concretamente a gestire l’enorme patrimonio culturale e materiale del campus di giorno dell’università salernitana.

Quanto a noi, restiamo in attesa di un’altra querela.                                                                  

 

 

 

 

 

2 pensieri su “Pasquino, avanti tutta!

  1. Ma a Salerno, se le Leggi vengono eluse che fa la Procura?
    Il caso Pasquino è uno dei più disgustosi di cui sia venuto a conoscenza.
    Salvatore Ganci

  2. Una spiegazione a questi fenomeni è stata data dal bravo Bianchini, che sta seguendo con molta puntualità la questione. Tuttavia, non c’è molto da stare allegri per quel che ne sappiamo: difficilmente i papaveri, anche se non veramente integri (per usare un eufemismo), vengono toccati dalle inchieste. Eppure la speranza è sempre l’ultima a morire. Cosicché, come spesso si sente dire, anche noi continueremo ad avere fiducia nella magistratura.

I commenti sono chiusi.