Pica: proposta per valorizzare la musica popolare
Valorizzare le Bande musicali, i Gruppi Folkloristici e i Gruppi o i singoli artisti di musica e danza popolari campani di tammurriate e canti popolari. Il consigliere regionale Donato Pica ha presentato insieme con il consigliere Gennaro Mucciolo una proposta per modificare la Legge 6/2007 sullo spettacolo. La proposta prevede appositi correttivi finalizzati ad avvantaggiare quei soggetti organizzati e non, riconoscibili in “Bande musicali, i Gruppi Folkloristici e i Gruppi o i singoli artisti di musica e danza popolari campani” che si esibiscono da sempre in occasioni di feste popolari, liturgie religiose, e momenti di incontro delle comunità locali, garantendo la conservazione di musica, danze antiche ed etniche, che oggi rappresentano un grosso strumento immateriale e di fascino anche dal punto di vista turistico. “Basta considerare le realtà che esistono nell’agro noverino sarnese, che proprio domani si appresta festeggiare la Madonna delle Galline con le tammurriate, ma anche nel Cilento e Vallo di Diano e in diversi territori campani come l’area vesuviana napoletana”, spiega Donato Pica. Le modifiche prevedono tra l’altro che tra i soggetti che la legge potrà finanziare con appositi contributi ci siano anche quei gruppi che danno vita solo occasionalmente e in modo amatoriale ad esibizioni e forme di spettacolo itineranti, in particolari periodi dell’anno o anche formazioni spontanee non costituite legalmente. In tal caso sarà necessario essere iscritti in un apposito Albo delle tradizioni musicali popolari, istituito dal Comune di residenza dei gruppi o dei singoli artisti. Saranno allora gli stessi Comuni che potranno chiedere contributi di finanziamento per quei gruppi o soggetti singoli non costituti in associazioni. “Questo perché spesso esistono nei nostri territori, artisti anziani, singole personalità, custodi della cultura popolare che non riescono ad esprimersi né a tramandare la propria arte popolare, che invece può essere recuperata e valorizzata sia dal punto di vista sociale che turistico. E’ opportuno dare maggiore specificità e valore a realtà e forme artistiche, che in quanto figlie dalla cultura tradizionale e popolare spesso, seppur conservando la pratica e la formazione artistica, danno vita solo occasionalmente e in modo amatoriale ad esibizioni e forme di spettacolo itineranti, in particolari periodi dell’anno. Tali caratteristiche non devono tuttavia rappresentare un fattore di esclusione dalla valorizzazione che la regione Campania intende dare e rappresentare proprio con la legge 6/2007 alle forme di cultura popolare campane. Da qui nasce il nostro intervento” aggiunge Pica.