L’indulto insegna

 Salvatore Ganci

Sì, la notizia è passata discreta e veloce su un TG di un paio di giorni fa e non riportata neppure sul quotidiano di abituale lettura: il gruppetto di “annoiati” che lanciando sassi  sul cavalcavia della “Cavallosa”, aveva sfondato il cranio di una giovane donna sono fuori (pardon: sono agli “arresti domiciliari”) fino a luglio, quando “avranno saldato”  il loro debito con la Giustizia e con la Società. Purtroppo quel debito non sarà mai pagato a una giovane donna colpevole solo di trovarsi dietro il parabrezza di una macchina o alle persone cui questa giovane vita manca.  Non so quanta rieducazione abbiano ricevuto in carcere e non comprendo come si possa giocare sul meccanismo della “buona condotta” (non c’è n’è uno che non esca  per buona condotta), però ho la sensazione che se la Legge deve difendere il più debole, in Italia questo insegnamento di base che poniamo per educare i nostri figli  è messo in discussione da provvedimenti che lasciano stupefatti. Si noti che il gruppetto ha usufruito anche dei benefici dell’indulto. Ma non doveva essere un beneficio “vuota carceri”  per i reati minori? Cancellare una vita per “noia” è un reato minore? La vita vale quel tanto che consente a un gruppetto di “annoiati” di giocare ad un videogame reale, dove la macchia di sangue sporca i vestiti e le mani ma lontano dai tasti della playstation? Stupefacente poi come l’esempio di questi giovani “annoiati” abbia fatti proseliti … Evidentemente questo “modello educativo” ha buona presa in una società in cui i figli supernutriti con pane e Nutella sono “responsabilizzati” presto, perché chi li ha messi al mondo non ha modelli da offrire, educati da una scuola impotente a farlo, causa  genitori in  sistematica difesa  contro la scuola, per tacitare la loro colpevole assenza, anche per gli atti di pura delinquenza contro la struttura scolastica e contro i compagni. Il buon Voltaire sosteneva che un uomo impiccato non serve a nessuno, ma un uomo condannato ai lavori forzati è un esempio vivente per gli altri e per se stesso. Eravamo nel settecento, quando la Giustizia rinasceva a fatica da quei fulgidi modelli offerti dall’Inquisizione.  Mi perdonino il linguaggio rozzo gli Storici: sono solo un Fisico. A volte penso ingenuamente a quanta carenza di mano d’opera per lavori che nessuno vuole fare (tranne gli onesti extracomunitari).  Beninteso, che tale lavoro “riabilitativo” sia retribuito , in modo da risarcire costantemente nel tempo e per lunghi anni  le vittime dei crimini commessi per noia. Ma forse, in bilancio, questi soldi mancano ed è più economico lasciare che quattro annoiati nullafacenti buttino sassetti dai cavalcavia.