L’arte…del viaggio!
L’Europa sempre più vicina. E sempre più di tutti. Anche di chi prende le sue cose e va. Il suo bagaglio, a volte fatto di sogni e di speranze. Di fantasie e promesse. Di rotoli accartocciati sotto il braccio, in cerca di ventura. Ma per l’artista, che ha bisogno di sbizzarrire sempre il suo estro e di nutrire la fertile fantasia, andare, d’obbligo. In una sera di fine estate, a Salerno, per l’affollato Corso Vittorio Emanuele, capita di scontrarsi con i giovani, a caccia d’incontri e con gl’immigrati, con la testa tra le nuvole ed i propri effetti personali sotto il braccio. Ormai Salerno rigurgita d’immigrati. Di ospiti. Di coloro cioè, che vi stanziano perchè la trovano una bella città, per l’orgoglio del sindaco De Luca, che ce la mette proprio tutta ad abbellirla costantemente. E dalla quale non intendon staccarsi, perchè vi s’abituano a tal punto, che frettolosamente sterrano le proprie radici dalla madrepatria. Specialmente Ucraina. In tanti, ormai, non solo colf e badanti, nella città del mare. Yuri Falendysh, 40 anni, padre di tre figli, ucraino. Creatore artistico, come riporta un suo stropicciato biglietto da visita, che estrae furtivamente dalla tasca, con un sorriso rinfrancante. “Sono qui da due anni-rivela- ed ho raggiunto mia sorella, che risiede in Via Capone. Bella Salerno, mi trovo bene qui. Ebbi un contratto nel settore edile, come imbianchino, muratore, per questo finii qui. Poi, mi son dedicato alla mia arte. ” Un catalogo attorcigliato, nello zaino che insieme alla paglia sulla testa, pandant con l’abbigliamento turistico. Diplomato all’Accademia di Belle Arti Sckribliaka di Ciernivzi, dal 1990 docente di pittura. Ma le calzature, polverose. Viaggi, kilometri, paesaggi, tutti in uno sguardo dolce, di fanciullone a caccia del meraviglioso da cogliere. Da ritrarre. Le sue tavole in legno. Ancora il fresco della pittura. L’odore degli acquarelli, da poco diluiti. E la sua pila di opere, infilate sotto il braccio alla rinfusa. La sua seraficità stuzzica la curiosità. “Tra poco rientro in Ucraina- aggiunge- ma poi riparto. Sono un artista. Il viaggio, per me vitale. Son stato in Spagna ed altrove, ma l’italia e Salerno, m’affascinano.” L’accoglienza, alla Galleria d’Arte Alfonso Grassi, dove per caso finisce per curiosità. Lella, figlia del maestro Alfonso, come nel suo stile, spalanca le porte, prima del cuore e poi dell’arte ad uno strano artista, finito come un cavolo a merenda, in un santuario culturale nel quale non mostra affatto di sentirsi a disagio. Dopo qualche cortese scambio di battute, lui che a sera si collega col web ai suoi cari, riprende la strada. Riacciuffa le sue tele. Non ha alcuna voglia di venderle, solo di mostarle, come fa col direttore del nostro giornale Rita Occidente Lupo. Attendendo ansioso un suo commento a riguardo. Non si pone il problema del lavoro. Accetta di vivere alla giornata, perchè l’arte, continua a portarla a spasso, sempre nel cuore!