Napule è mille culure
Il pizzo non lesina il Natale. Anzi proprio in momenti clou dell’anno, l’occasione per alzare il prezzo. E per basarlo anche sul sacro, come avvenuto nei giorni scorsi a Napoli. Don Mario Ziello, parroco di Santa Maria del Carmine alla Concordia, nei Quartieri Spagnoli, si accinge a completare la ristrutturazione dell’edificio sacro. La richiesta sarebbe giunta attraverso altre vie. Il sacerdote, categorico nel denunciare l’episodio. E nel dichiarare pubblicamente, dall’ambone domenicale, il tutto ai fedeli nel corso dell’omelia. Prete coraggio, verrebbe il caso di dire. Non un don Abbondio viaggiante tra vasi di ferro! Sull’esempio di don Luigi Merola, il giovane sacerdote che va portando in giro “A voce de creature!” Tangenti ancora al passo coi tempi. A Napoli come altrove. Anche se in quella di Bellavista, aveva pur sempre un codice d’onore. E si connotava specialmente per la capacità di barcamenarsi tra altri mestieri ambulanti. Per poter sbarcare il lunario. Oggi Napoli, ancora inchioda la sua internazionalizzazione alle pagine buie della criminalità organizzata. Dell’estorsione, in qualunque condizione. Anche nel momento in cui si è in preda alle doglie del parto. Come avvenuto nei giorni scorsi, dinanzi al Policlinico, ad una puerpera che stava per accedere alla sala parto. Napoli rimane “na carta sporca” per dirla con Pino Daniele, di cui nessuno se ne importa? I presepi di San Gregorio Armeni, di questi giorni, fanno capire che in fondo, di Napoli, ancora tanti ad interessarsi. Purtroppo anche a farci le spese, se poco avvedutamente deambulano con la testa distratta dalle vetrine traboccanti di mercanzia d’ogni genere. Tra i vicoli con i sanpietrini. Tra i quartieri in cui ancora il bucato viene steso al sole, rischiando d’esser…trafugato! Ma si sa, Napoli, è e rimane soprattutto è mille culure!