Dolore cronico benigno e non: intervista al dott. Carmine Piro

Poniamo alcune domande sul Dolore Cronico benigno e non, al dott. Piro Carmine, specialista in Terapia del dolore, Anestesia e Rianimazione, Cefalee dell’ adulto e dell’età evolutiva. Come può definirsi il dolore? Il dolore è una sgradevole esperienza sensoriale ed emotiva, segnale di un effetivo o potenziale danno tissutale, legato ad un squilibrio tra fattori nocicettivi esogeni e fattori endogeni di analgesia. Ricordiamo che esso incide sulla popolazione per circa il 12% in modo invalidante. Quali sono gli obiettivi che si pone il medico nel trattare il dolore?Il dolore determina sudditanza fisica e mentale, un stato di impotenza, condizione questa che può favorire la progressione della malattia, compromettendo guarigione e convalescenza, per cui bisogna combatterlo. In campo oncologico, la terapia del dolore e le cure palliative, si propongono come una cura attiva, puntuale e caritatevole, di sintomi fisici, emotivi e spirituali, finalizzata al raggiungimento della migliore qualità di vita possiblile. Quale è la strategia terapeutica da utilizzare? 1) Informazione partecipata del paziente, premessa essenziale alla cosiddetta alleanza terapeutica.2) Inventario della sindrome dolorosa in grado di accertare le caratteristiche cliniche, neurofisiologiche e psicopatologiche. 3) Approccio terapeutico non monotematico, con interventi corretti di tipo  farmacologico e non farmacologico agendo sui meccanismi di neuromodulazione alla base della cronicità. Successivamente saranno trattati più dettagliatamente il dolore cronico benigno e il dolore oncologico.