Garante per la privacy vieta autorizzazioni per andare in bagno
Pietro Cusati
Il Garante per la Privacy vieta le autorizzazioni scritte per andare in bagno senza il permesso dell’azienda. Con un recente provvedimento, il Garante per la privacy ,ha precisato che viola la dignità e la riservatezza delle persone il datore di lavoro che obbliga i dipendenti a richiedere l’autorizzazione scritta per andare in bagno o, comunque, per allontanarsi temporaneamente dalla postazione di lavoro. L’autorità Garante per la protezione dei dati personali ha ritenuto ,pertanto,illecito il trattamento dei dati effettuato con queste modalità da parte di un’azienda nei confronti dei propri dipendenti. Per monitorare l’allontanamento di qualsiasi addetto alla catena di montaggio l’azienda aveva imposto ai suoi dipendenti di compilare appositi tagliandi di carta dove indicare il proprio nominativo, il reparto di appartenenza, l’orario e la motivazione per cui ci si assentava. I permessi, pur restando nella disponibilità dei dipendenti, dovevano essere controfirmati e autorizzati dal responsabile del reparto. Al Garante per la privacy, che aveva avviato accertamenti sul caso segnalato dalla stampa, l’azienda aveva precisato che le informazioni raccolte con i tagliandi non erano registrate né conservate e che, pertanto, non veniva effettuato alcun trattamento di dati. L’utilizzo di questi permessi era comunque stato conseguenza di una non corretta interpretazione delle disposizioni impartite dalla direzione dello stabilimento e l’azienda aveva già provveduto a eliminarlo e a richiamare i responsabili delle singole unità. L’Autorità per la privacy ha invece stabilito che quello realizzato dall’azienda era a tutti gli effetti un trattamento di dati perché, anche se non trattenute o archiviate, le informazioni annotate sui tagliandi, comprese quelle relative alle esigenze fisiologiche dei dipendenti, venivano conosciute dai responsabili che dovevano autorizzare gli allontanamenti. La modalità di trattamento, oltre che sproporzionata rispetto alle finalità per le quali veniva svolta, risultava peraltro lesiva della dignità dei lavoratori anche in considerazione del potenziale condizionamento della libertà di movimento che ne conseguiva. Il Garante per la privacy ha dunque vietato l’uso dei permessi e ha prescritto all’azienda di predisporre nuove modalità di comunicazione degli allontanamenti dei dipendenti.
L’azienda che richiedeva ai dipendenti l’autorizzazione scritta ad andare in bagno ,si rileva che al Garante per la privacy il caso è stato segnalato dalla stampa.
Un sentito ringraziamento quindi al quarto potere.