Nocera Superiore: ordinazione sacerdotale di Corrado Sica
Nel corso di una cerimonia davvero toccante – per tutti gli astanti che gremivano all’inverosimile la monumentale chiesa di S. Maria degli Angeli in Nocera Superiore – nonché entusiasmante, emozionante e solenne, Fra Corrado Sica di Mercato S. Severino è stato ordinato sabato scorso primo maggio come novello sacerdote in seno alla vasta famiglia dei Frati Minori (francescani) appartenenti alla Provincia religiosa salernitano-lucana. Grande festa, dunque, per l’umile ma costante e pertinace “ragazzone”, sempre allegro, sorridente e disponibile, che in tale data – appunto – è divenuto presbitero e potrà celebrare la Parola del Signore. I tantissimi amici, familiari e confratelli accorsi da ogni dove della Provincia dei frati hanno tributato questo grande dono di affetto (ovvero la loro presenza) al giovane frate ordinato diacono in quel di Matera lo scorso 21 novembre e salito in data primo maggio ancora più su nel lungo cammino verso la perfezione dell’Amore di Dio; un percorso terreno, umano e spirituale denso di tribolazioni, come affermavano le letture di quel giorno ed altresì il Vangelo proclamato dai vari concelebranti (anch’essi giunti da lontano per poter partecipare alla S. Messa), ma ciò è emerso anche nelle parole pronunciate dal vescovo di Matera-Irsina, Monsignor Salvatore Ligorio, in viaggio dalla lontana Basilicata per presenziare all’ordinazione e partecipare al banchetto nuziale del Signore insieme a padre Corrado. Figlio di genitori saldi nella fede – che alla fine della lunga cerimonia ha ringraziato emozionato e commosso – e cresciuto sempre improntato a solidi valori spirituali, padre Corrado Sica ha la musica nel sangue; ciò sia in quanto appassionato melomane (cioè amante del bel suono) che crede nella vicinanza della melodia a Dio sia perché il padre, Teodoro, oltre ad essere un valido factotum della azienda conserviera “Fontanella” in S. Severino, è anche un “imperterrito” organista autodidatta e con le note nel sangue che anima le Messe a S. Antonio di Mercato S. Severino: è stato proprio lui infatti a trasmettere e instillare il gene della musica nel Dna del nuovo presbitero. Egli celebrerà la prima Messa nella comunità di Mercato S. Severino – la “sua” comunità – domenica 30 maggio, alle 10 nella frazione S. Angelo (alla cui collettività appartiene), nella parrocchia di S. Michele Arcangelo retta da don Antonio Sorrentino mentre alle 19 della stessa giornata sarà presso il convento di S. Antonio al capoluogo, dai frati francescani. Molte le aspettative da parte della gente (suo popolo, suo “gregge”), affettuosamente abbracciata e incontrata nel “bagno di folla” che dopo l’ordinazione egli ha potuto ricevere; molti gli impegni e le difficoltà che lo attendono in un percorso di costruzione e di sacrificio da intraprendere con gioia ma anche con discernimento e consapevolezza dei propri limiti, della propria finitudine (miseria) e caducità, tipicamente umane e mortali: l’ordinazione infatti non è che un punto di partenza verso nuove mete (cieli nuovi e terra nuova) trascendenti e ieratiche. Tutta la celebrazione è stata ricca di momenti coinvolgenti e salienti, dai riti di ingresso e di accoglienza alla professione della volontà di essere tutto e interamente consacrato a Dio da parte del neopresbitero; particolarmente sentite l’omelia e l’imposizione delle mani del vescovo Logorio nonché il prostrarsi da parte del diacono Corrado Sica prima della vestizione. I canti erano appropriati e semplici nella loro verità, ma non per questo meno belli e solenni. Un grande contributo – a nostro avviso, a nostro modesto parere – alla riuscita della Messa, durata due ore circa, è stato dato sicuramente dal coro, apprezzabile e intonato. Proprio la musica, abbiamo detto, è uno dei capisaldi, dei punti forti che il nostro novello sacerdote e frate mostra nel lodare il Signore e speriamo che la musicalità insita nel suo forte ma anche dolce carattere si riveli – come per il padre Teodoro – passione verace dell’animo che magnifichi e glorifichi Gesù il Messia e il Padre.