Salerno: Torrione, alberi secchi e rocce cadenti

Aldo Bianchini

Caro Vincenzo, ti scrivo. Potrebbe cominciare proprio così la lettera di un qualsiasi cittadino salernitano residente a Torrione per segnalare al sindaco di Salerno almeno due fatti incresciosi che accadono nel quartiere. Il primo riguarda gli alberi che stanno lentamente morendo e il secondo le rocce che si staccano dal Forte La Carnale dopo che il costone è stato ripulito da tutti gli arbusti. La prima osservazione che viene da fare prende, purtroppo di mira i lavori di manutenzione del verde cittadino ed in particolar della potatura degli alberi. Essa viene effettuata proprio quando gli alberi, di qualsiasi tipo e dimensione, sono in fioritura. Anche il più sprovveduto comprenderebbe facilmente che potare un albero quando è già fiorito vuol dire avviarlo a lenta ma inesorabile morte. Prova ne è l’albero fotografato in Via Adriano Falvo, adiacente la chiesa Santa Maria ad Marthires, che è stato potato qualche tempo fa e che adesso appare come se fosse bruciato. Fra poco forse bisognerà abbatterlo per evitare pericoli a pedoni ed autoveicoli. E come l’albero di Torrione ce ne sono decine e decine in tutta la città. Ma è mai possibile che le ditte incaricate della tenuta del verde queste cose così elementari non riescono a capirle? Inoltre c’è il pericolo serissimo delle rocce cadenti che si staccano dal costone del Forte appena ripulito dagli arbusti che in un certo qual modo facevano da legante. Ad onor del vero come testimonia una delle foto sul costone i rocciatori hanno contrassegnato con una x rossa i punti visibilmente più pericolosi. Credo però che i pezzi di roccia caduti, come da foto, siano il frutto di una intrinseca friabilità del costone in questione che si affaccia direttamente sul sottostante lungomare che è sempre ad alta densità di circolazione automobilistica. Il pericolo è abbastanza chiaro, i pezzi di roccia staccatisi dal costone soltanto per caso non sono finiti sul piano stradale con gravi conseguenze. Quando si affidano i lavori di manutenzione sarebbe necessario che qualcuno provveda a controllarne la loro corrette esecuzione, a scanso di equivoci e pericoli di ogni sorta.

7 pensieri su “Salerno: Torrione, alberi secchi e rocce cadenti

  1. Caro Aldo Bianchini, sono contento che A NOME DEI CITTADINI DI TORRIONE, ti sia impegnato, come facevi a QUARTA RETE, dell’area di verde in via Scillato ai piedi del Forte La Carnale.
    In consiglio Comunale nessuno ha avuto il coraggio di farlo.
    Con stima – Enrico Trotta

  2. Caro Aldo, però mi piacerebbe che ti OCCUPASSI ANCHE DELLE COSE che facciamo nel CILENTO e che non hanno trovato “accoglimento” sul sito.
    Enrico Trotta W SALERNO – W IL CILENTO

  3. Complimenti!
    Ancora una volta la tua voce sostituisce quella dei politici del quartiere del tutto assenti.

  4. Dato che “La polveriera” meglio indicata come “forte la Carnale” è il più grande gioiello di storia del nostro capoluogo, occorrerebbe fare molta attenzione a non far perdere la più minima zolla o roccia del costone che viene a perdersi (oltre al rischio di immunità alle persone di transito nei suoi pressi). Chi è vero salernitano e conosce la storia della “Carnale” non può che amarla profondamente.

  5. L’appello che Bianchini rivolge al sindaco fa quasi tenerezza: con il garbo che gli è proprio, lo invita ad una maggiore attenzione nel potare gli alberi, per evitare che siano danneggiati da interventi sbagliati o intempestivi. La raccomandazione è condivisibile, ma raggiungerà l’obiettivo? Non credo. Il nostro primo cittadino non coltiva il dubbio (neanche se sapientemente insinuato), ha solo certezze. Ed è a queste certezze – rese più salde dal coro dei lacché che lo circonda – che si deve la paradossale proliferazione di palme lungo le strade cittadine o il criminale abbattimento dei platani di Santa Teresa o, infine, il “trattamento” riservato agli alberi della “polveriera”.

  6. Gentile Dr Bianchini, perchè non chiede spiegazioni, magari con una bella intervista al responsabile del Verde Pubblico? Biagio Scanniello, che qualche locale quotidiano ha definito “Dottore”?
    Da bravi salernitani lo sappiamo che “il pesce puzza dalla testa”!
    grazie e buon lavoro

  7. Succede, qualche volta, che i cittadini dimentichino di aver eletto coloro che li amministrano. L’aspetto dei platani di Santa Teresa, senza enfatizzarne ne diminuirne la gravità, rientra esattamente in questo contesto. Il progetto che ne ha decretato l’incompatibilità con l’opera è stato approvato in Consiglio Comunale, alla presenza anche dei Consiglieri di Minoranza (se ancora ve ne sono). Di conseguenza si è decretata la fine di quei platani e il loro abbattimento la risultanza di una scelta politio/amministrativa, non certamente frutto di una volontà degli uffici comunali, che eseguono disposizioni, spesso anche contrastandole, ma la dove esse non violano la legge, vanno eseguite. Analogamente è avvenuto per il forte la Carnale ove, scelte di progetto, hanno reso incompatibile la presenza dei Pittorfori e degli eucalipti. Inoltre il consolidamento del costone è un atto eseguito dall’EPT, con l’ausilio del comune e di relazioni geologiche.Infine, sommessamente, mi sembra opportuno ricordare, che tanti “dottori” ogni giorno ci fanno perdere di vista valori e affetti della nostra esistenza,spesso uccidendoli, sul falso presupposto del loro sapere. E’ dottore colui che sa (dotto) non (solo) colui che si pensa sappia e non è un titolo acquisito, anche meritatamente, che fornisce tutte le conoscenze.
    Antonio di Torrione

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