Salerno saluta il pensionamento del vescovo Pierro

Rol

“W Salerno e W San Matteo!” Così ha concluso il saluto alla comunità, in un’affollata cattedrale, l’Arcivescovo Mons. Gerardo Pierro, dopo 18 anni d’ attività pastorale. A fargli onore, la comunità locale e non solo. In prima linea, le autorità politiche  e civili, insieme alla mole del clero diocesano, in questi anni così burrascosa per vicende interne. Per una serie di discordie, che hanno portato Pierro più volte a dover rivestirsi d’autorevolezza per l’unità. “Io, semplice parroco di paese- ha confessato con un notevole groppone di commozione- a Coperchia, essendo di Capriglia, allorchè mi fu riferito della nomina. In questi lunghi anni, sempre affidato a Dio, che m’ha voluto pastore di anime, specialmente nei momenti di difficoltà e  prova. Il motto che assunsi “Dives in misericordia” non solo per l’ultima enciclica del Pontefice Wojtyla, ma anche perchè assertore che, un figlio d’operaio come me, diventava porporato: testimonial della misericordia divina. Fede e preghiera, il testamento che lascio alla comunità, rinnovando costante ineressamento per il popolo di Dio.” “In pensione, un consacrato non va mai- ha stigmatizzato il cardinale Crescenzio Sepe, presidente della Cei campana-. I miei ottimi rapporti con Pierro, vice presidente della Conferenza campana, cementati nel tempo. Ricordo il mio intervento per la posa della prima pietra al seminario. Il suo tratto familiare, la sua semplicità. L’augurio che rivolgo sempre a tutti i j miei fedeli, efficace oggi anche per lui :”Va’ ca’ Maronn” , noi non ti dimenticheremo.” Scroscianti applausi, per il vernacolo scoppiettante augurale di Sepe, ma anche per un commiato carico d’emozioni giacchè Pierro, in questi anni, ne ha passate di tutti i colori non solo per il Gregge. Ma a contare gli astanti, sembravano quasi dileguati dissapori e tensioni. La querelle sulla statua a lui dedicata al seminario metropolitano, l’ultima bomba, per continuare a sollevare il j’accuse contro il porporato troppo invischiato nella ragion di stato, a detta di molti, più che delle faccende ecclesiastiche. Troppo vicino da sempre, al visir di Nusco,  più che alle liturgie locali. “Una notevole spinta associazionistica, nel rispetto vocazionale dei laici- nel suo saluto il responsabile della consulta Giuseppe Pantulliano, da sempre vicino a Mons.Pierro-rivitalizzando i carismi singoli, quanto l’Arcivescovo ha permesso di realizzare nella Chiesa diocesana in questi anni, dando ampio spazio al laicato. Progetti sociali, per lavorare meglio per nuove frontiere.” “Che grazie a Mons.Pierro-  don Marcello De Maio, vicario vescovile-si son tinte di nuovi orizzonti. In un equilibrio tra spiritualità e fede: un uomo semplice, che ha sempre saputo coniugare la concretezza umana, con la pastorale sociale. Non è facile amare il posto che occupiamo, quando non ci sentiam accettati dagli altri: e ne guardiamo un altro quasi con invidia. Ognuno, come ci suggerisce qualche Santo, gradirebbe mutuare la propria condizione. Invece, occorre saper seminare laddove si è.” Efficace e lapidario don De Maio, una delle costole privilegiate nell’episcopato di Pierro, che anche ai tempi del Gregge, optò per l’unità, dichiarando la propria sottomissione al vescovo, contro ogni eventuale focolaio dissidente nella Chiesa. E De Maio, nel ringraziare per il sacramento della Confermazione amministrato in questi anni, ha rievocato indirettamente le “spine” di Pierro, catalizzando l’attenzione intelligentemente anche sul ruolo del cristiano, sempre al servizio, al di là delle proprie attese. “Riscoprire dignità e valori, autonomia e libertà- senza smentire il tono tuonante, il sindaco Vincenzo De Luca-senza vendersi ai migliori offerenti, richiede testimonianza. E figure come Pierro costituiscono un esempio a riguardo. La sua pensione nel seminario arcivescovile, conforta sull’ impegno ancora per la collettività a riguardo. Profonda gratitudine per l’ attività pastorale a capo della Chiesa salernitana.” In attesa che un nuovo volto, Mons. Moretti, possa calcare la cattedrale di San Matteo, domenica 12 settembre e che la Chiesa salernitana possa rivivere un momento d’autentica spiritualità, scevro da tensioni economico-sociali. Diverse file  di sindaci ed amministartori: accanto a De Luca, il nuovo questore salernitano Antonio De Iesu (due duri veniva da pensare) e le Forze dell’Ordine. Dopo la celebrazione eucaristica, culminata col Te Deum, in processione decine di presbiteri e diaconi, a far ala a Mons.Pierro, che ha salutato le autorità al tempio di Pomona.