San Pio da Pietrelcina, 42 anni fa…
Oltre 40 candeline, per la precisione 42, per la nascita al cielo di San Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione. Un Cappuccino malaticcio, di statura media, figlio della terra beneventana, che lo vide fanciullo già preso da visioni celesti. Anticipatrici di quella che sarebbe stata poi la sua instancabile lotta tra il bene ed il male. Condotta fino allo stremo delle forze fisiche contro satana “cane rognoso”, come da lui stesso definito, nel corso delle visite del principe delle tenebre, nella sua cella a San Giovanni Rotondo. San Pio, un umile frate, che ancora scuote l’interesse del nostro tempo. Capace di parlare anche alle coscienze più assopite, dalla schiavitù del peccato. Perchè, Padre Pio, certe cose non le mandava a dire. Oltre al fatto che lui stesso, grazie al dono della bilocazione, senza mai spostarsi fisicamente dal suo convento, era accanto a persone anche dall’altra parte del Continente. Tanti i suoi carismi: tante le sue profezie. Una pioggia di miracoli, quelli ottenuti grazie ai suoi rosari sgranati, alle sue stigmate sanguinanti, alle sue visioni soprannaturali. Era un burbero, a detta di molti, che reggeva il peso del male nel mondo, caricandosi della croce di Cristo, per la salvezza universale. Allontanava chi viveva nel peccato, ma dilatava prima il cuore e poi le braccia, ai penitenti che ritornavano sui propri passi, per chiedergli d’esser tutelati verso il Paradiso, grazie alla sua direzione spirituale. Un monaco che il nostro tempo ha tribolato d’incomprensioni, prima tra gli alti scanni ecclesiali. E che con l’obbedienza ha meritato la santità, già su questa terra. Padre Pio, ancora l’uomo che affascina ed attira, inquieta e protegge perchè, come ebbe a dire lui stesso “farò più rumore da morto, che da vivo!”