Monte San Giacomo: Conte “Dialoghi nel tempo”, intervista a Bettino

Aldo Bianchini

Attraverso “le verità di un protagonista” è nato “Dialoghi nel tempo”, l’ultimo lavoro  letterario dell’ex ministro per le aree urbane On. Carmelo Conte. Edito da Alfredo Guida il libro di Conte è stato presentato venerdì scorso 29 ottobre nella splendida cornice di Palazzo Marone di Monte San Giacomo. Un parterre di tutto rispetto con Franz Nicodemo (sindaco di Monte San Giacomo), Raffaele Accetta (presidente Comunità Montana), Donato Pica (consigliere regionale PD), Carmine Pinto (docente di storia contemporanea nell’ateneo di Fisciano), Antonio Manzo (giornalista de Il Mattino) e l’autore Carmelo Conte. Perfetta la conduzione della serata da parte della moderatrice Angela D’Alto che ha quasi condotto per mano tutti i relatori stimolandoli nel senso e nel verso giusto con provocazioni di natura politico-sociale di tutto rispetto. Segno questo che il personaggio Angela D’Alto sta imponendosi sempre più all’attenzione generale di tutti anche in prospettiva elettorale. Difatti la comunità sangiacomese sarà chiamata ad eleggere il nuovo sindaco nella prossima primavera e sarebbe davvero interessante una decisione concertata tra Franz Nicodemo e Raffaele Accetta sul nome della D’Alto che potrebbe essere la prima donna-sindaco di quello che è stato il comune più socialista d’Italia. Vedremo nei prossimi mesi se saranno abbattuti vecchi schemi e paludate convinzioni nell’ottica del vero riformismo socialista. Nel frattempo venerdì sera è andato in scena il nuovo volto dell’ex ministro Carmelo Conte: più duttile, più diplomatico, più disponibile al dialogo ed anche alla tolleranza. Il quarto lavoro letterario di Conte è lo specchio della metamorfosi di un personaggio che ha certamente avuto un peso importante nella politica nazionale socialista e che ha recitato un ruolo significativo e produttivo per le tante comunità locali delle nostre terre. Metamorfosi, perché Carmelo Conte è passato dalle denunce e dai messaggi trasversali tipici dei suoi primi due lavori “L’avventura e il seme” (edito da Boccia nel 1993) e  “Sasso o Coltello” (edito da Boccia nel 1994), ha attraversato un momento di crisi di identità politica e di ricerca storico-politica con “Dal quarto stato al quarto partito” (edito da Rubbettino nel 2009), fino ad arrivare a “Dialoghi nel tempo” che è una rivisitazione in chiave personalissima e comunque aderente alla realtà di alcuni momenti cruciali dell’amicizia con Bettino Craxi e delle scelte di natura economico-sociale e politica che caratterizzarono i vent’anni dell’epopea socialista legata alla figura del suo indiscusso leader. Mentre scrivo ho davanti a me i quattro libri di Conte e mi chiedo quanti li hanno veramente letti. Li sfoglio, soprattutto i primi due, e rileggo alcune delle denunce clamorose dell’ex ministro che sono, però, rimaste senza un seguito, come lettere morte. La più clamorosa, a mio sommesso avviso, è quella che alla pagina n.47 di “Sasso o Coltello” porta il titolo “Il Volantino” in cui si accenna all’omicidio di Nicola Giacumbi (capo della Procura della Repubblica di Salerno). Provare a leggere per credere, anche perché i libri di Carmelo Conte non vanno semplicemente letti, vanno studiati attentamente. Peccato che i libri li leggono davvero in pochi. I primi due lavori dell’ex ministro, anche oggi a distanza di più di quindici anni dalla loro pubblicazione, rimarranno per sempre stampati nella storia e nelle nostre coscienze. L’ultimo libro, come dicevo, mette in evidenza un Conte più storico (e quindi duttile!!) che politico, anche se attraverso le ricostruzioni storiche possono essere riaperti gli scenari della politica. Ne sarei davvero felice.  Assolutamente inedita l’ultima lettera di Bettino scritta di suo pugno e trovata sulla scrivania di Hammamett il giorno 19 gennaio 2000, il giorno della sua morte. “In questo processo, in questa trama di odio e di menzogne, devo sacrificare la mia vita alle idee. La sacrifico volentieri. Dopo quello che avete fatto alle mie idee, la mia vita non ha più valore. Sono certo che la storia condannerà i miei assassini. Solo una cosa mi ripugna: essere riabilitato da quelli che mi uccideranno”. Questo è il Craxi, l’uomo e il politico che Conte ha inteso spiegare a tutti quelli che non l’hanno mai conosciuto e che, comunque, lo giudicano con estrema superficialità.