Monte San Giacomo: “Sapere e donare, donare e vivere”

Michele D’Alessio

“Sapere è donare, donare è Vivere” con questo slogan, scritto su un foglio verde- speranza, che presiedeva nell’ingresso del  Palazzo Marone, pieno centro storico di Monte San Giacomo, sabato sera in una commovente ed emozionante serata, organizzata dall’Associazione gruppo Teatrale Amici di San Giacomo, capeggiato dall’insegnante Monaco, le due piccole Cominità del Vallo di Diano, Sassano e Monte San Giacomo (abbandonate  una volta tanto,  le loro vecchie rivalità e gli sfottò di paese) rappresentati dalle maggiori istituzioni politiche e Colturali  dei due centri montani, hanno festeggiato il ritorno di Vincenzo Romano, un ragazzo di 22 anni,  che ha subito un doppio trapianto di organi. Vincenzo, malato fin dalla nascita, di una rara malattia congenita, dove solo il trapianto di più organi, come il pancreas  e fegato, eseguito da un’ équipe di medici dell’Ospedale delle Molinelle di Torino nel ottobre 2009, (dopo un anno di attesa)  gli ha permesso di ritornare a vivere. Nel volto di Vincenzo e nelle poche parole di ringraziamento rivolte ai Sangiacomesi, ci sono ancora i segni della lunga  terapia del post trapianti, ma nei suoi occhi traspare, tutta la voglia di tornare a sorridere alla vita, di un giovane allegro e solare proprio come tutti i giovani della sua età. La stessa allegria e la stessa voglia di vivere che aveva il suo donatore, Antonio Finamore un giovane studente universitario di 25 anni di Sala Consilina, dal sorriso dolcissimo, contagioso e dalla voglia di vivere sconfinata tipica dei ragazzi della sua età, morto venerdì 23 Ottobre 2009, in un pomeriggio grigio e piovoso, all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dopo una settimana di agonia, in seguito al terribile incidente stradale avvenuto il sabato precedente a San Pietro al Tanagro. La famiglia Finamore, nonostante il dolore per la perdita del figlio – come ha ricordato lo zio di Antonio, il Prof. Franco De Luca – ha mostrato grande generosità e solidarietà nel disporre l’espianto degli organi ed aiutare chi, a differenza di Antonio, è ancora in vita e lotta per difendere la propria gioia di vivere. Continuerà a vivere in coloro che hanno ricevuto i suoi organi; Antonio è stato strappato alla sua vita, alla sua giovane età, ai suoi studi universitari, ai suoi sogni, e qui vogliamo ricordarlo ad un anno dalla sua morte, con queste parole prese dal suo profilo di Facebook. “Che cos’è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole? E che cos’è emettere l’estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio? Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare. E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire. E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente”. L’idea della serata è nata direttamente da Vincenzo per sensibilizzare e sviluppare concretamente  la cultura della donazione degli organi  dichiara il promotore e organizzatore della serata  Prof. Michele  Calandriello – per questo come associazione abbiamo già preso contatti con l’Associazione Provinciale AIDO di Salerno, col prof. Antonio De Sio, e nei prossimi mesi , organizzeremo dei meeting e una sezione nel Vallo di Diano, di soci per la donazione degli organi…”“…Questa è una serata speciale – dichiara il Sindaco  Franz Nicodemo – in genere le donazioni moltiplicano  la vita … anche perché creano una cultura della solidarietà e questa sera, Monte San Giacomo e Sassano  hanno mostrato molta solidarietà per Vincenzo…”. “ Proprio la bontà e la vicinanza  di questa comunità hanno dato la forza a Vincenzo di lottare  e sperare – afferma il Presidente della  C.M. Vallo di Diano l’Arch. Raffaele Accetta – ; sappiamo benissimo che la cultura della donazione degli organi non c’è o è poca …questo è un esempio per la comunità , per la scuola, per far crescere le donazioni degli organi …”Il mondo dei trapianti, però, è ancora sovente circondato da un alone di confusione e paura, quelle paure irrazionali che ancora, oggi, turbano, anche se, i trapianti, sempre più sono una cosa che ci tocca da vicino, e che trovano nella scarsa informazione una delle loro ragioni d’essere. “…Per questo la BCC di Sassano – comunica  il Presidente Dott. Antonio Calandriello – mette a disposizione ad uso gratuito  la sede per  accogliere  associazioni che si occupano di donazioni di organi e naturalmente Vincenzo Romano sarà il testimonial di Eccezione…” La serata si è conclusa con lo spettacolo teatrale ‘O scarfalietto” una delle commedie  di Eduardo Scarpetta, scritta nel 1881 e ispirata all’opera francese “La Boulé” di Meilhac e Halévy, messa in scena dall’Associazione gruppo teatrale locale e dedicata a Vincenzo. A noi non resta che fare un augurio speciale a Vincenzo e riconoscere  un grazie speciale, soprattutto a chi fa un gesto di altruismo per salvare altre vite che lottano per sopravvivere, con la donazione degli organi.