Disastro alluvionale

di Rita Occidente Lupo

Miliardi di danni sotto la pioggia! Un’agricoltura in ginocchio, che invoca priorità governative. Un’economia collassata! Non solo per i prodotti caseari! Nell’agenda regionale campana, la coesistenza coi rifiuti. Il caso Salerno, quello che vede il dissesto idro-geologico, ancora killer delle popolazioni. Dopo la frana del’98, la resistenza a vivere, in caso di pioggia, in sicurezza, risiedendo tra le linee rosse. Quelle che l’Unità di Bacino tracciò, a volte lasciando anche ampi margini, almeno all’epoca così dichiarava l’alacre Cascini, che insieme ad un pool di geologi, si trovò in prima linea nell’emergenza alluvione. Da allora, mentre ancora Sarno e Siano, con le realtà limitrofe, rimandano i giorni della tragedia, tra il coraggio dei volontari ed i morti nel fango, di nuovo le piogge a tormentare il Salernitano. Grama sorte quella delle bufale, costrette a nuotare tra le acque. Come quella degli abitanti della Piana, avviluppati tra il territorio e Giove Pluvio, in una corsa alla sopravvivenza. L’acquedotto in tilt. All’asciutto, per l’intero periodo natalizio, Comuni che vivono all’ombra dei templi. Autobotti e cisterne, non sufficienti a placare la sete ed a sopperire al fabbisogno d’intere comunità. E, come di solito avviene nelle calamità, lo sciacallaggio: anche sulla vendita idrica. C’è sempre chi sperpera sulla sorte della povera gente! Su quella, cioè, che finisce vittima di sinistri, suo malgrado: semmai, qualche tempo prima, carnefice di altri! Le alterne vicende della sorte: l’inaspettato, dietro l’angolo per tutti! Che val la pena, di rammentare in ogni tempo!