L’ossessione e l’imprudenza

Angelo Cennamo

Lo aveva detto e lo ha fatto. In un videomessaggio inviato alla nazione, il presidente del consiglio si è difeso dalla gravi accuse mossegli della procura di Milano, in ordine al caso Ruby, negando ogni responsabilità penale e morale. Ma veniamo ai fatti. “Alcuni noti pm milanesi” sostengono che il cavaliere sia al centro di un giro di prostituzione che coinvolge starlette televisive, escort di alto bordo e minorenni. I suoi “sodali” sarebbero Lele Mora, famoso impresario dello show-business, Emilio Fede, direttore del Tg 4, e Nicole Minetti, consigliere regionale del Pdl ( ma i giornali per denigrarla, chissà perchè, preferiscono dire : “Igienista dentale”). Questa P3 della gnocca, stando alle risultanze delle indagini, organizzerebbe festini hard nella Villa di Arcore ogni fine settimana del mese. Tra un “bunga bunga” e l’altro,  le damigelle di questo circuito vizioso alloggerebbero gratis in alcuni appartamenti di Milano, in via delle Olgette ( parola dal suono vagamente onomatopeico). Dell’inchiesta, che risale al 21 dicembre scorso, si è avuto notizia solo l’indomani della pronuncia della corte costituzionale sul legittimo impedimento, e a pochi giorni dall’intervista del Corriere della sera a Pierferdinando Casini, nella quale il leader dell’Udc aveva annunciato di sostenere il governo, sia pure dall’esterno e con qualche distinguo. Sarà un caso o meno, ma le date sono queste. Nel videomessaggio Berlusconi è netto, come al solito, e promette battaglia. Il premier non lesina attacchi alle toghe politicizzate che “vogliono sovvertire la democrazia ed il voto di fiducia del 14 dicembre”, e, per giustificare la sua buona condotta, si lascia andare ad una confidenza : “Sono fidanzato”. La frase fa pari con un’altra simpatica genialata che il cavaliere si lasciò scappare al telefono con il capo gabinetto della Questura di Milano, la notte in cui la minorenne Ruby fu tratta in arresto : “E’ la nipote di Moubarak” disse, tra il serio e il faceto. Quella telefonata Berlusconi se la ricorderà a lungo, anche perchè è da lì che è scoppiata l’ennesima bagarre. Il sospetto che dietro la 105-esima inchiesta giudiziaria a suo carico ci sia il malcelato intento, da parte della magistratura, di mandare a picco la stagione politica del centro destra è forte ( i metodi adottati dalla procura milanese sono alquanto discutibili : non potendo intercettare il presidente del consiglio, i pm hanno, di fatto, schedato decine di persone sue amiche violando la loro privacy ed esponendole al pubblico ludibrio dei media), ma se il capo del governo non fosse caduto così incautamente nell’errore di chiamare, di persona, la Questura milanese per perorare la causa di Ruby, oggi i giornali italiani e stranieri parlerebbero d’altro. Intanto la vicenda si dilata di ora in ora; si fanno nomi, illazioni, e le intercettazioni eseguite vengono spiattellate sui giornali senza filtri e tutele che tengano. Come uscirne? Berlusconi, oltre che difendersi, può fare una sola cosa : capire se possiede le risorse mentali e politiche necessarie per portare a termine il suo programma di riforme,  o se il peso politico, giudiziario e mediatico di questa brutta storia rischi di schiacciarlo per sempre. In tal caso, non gli resterebbe che farsi da parte.  

 

8 pensieri su “L’ossessione e l’imprudenza

  1. Certi signori del Governo e del mondo politico italiano hanno uno strano modo di concepire la politicaconcetto di libertà e del Governo del Paese.

    Più che porsi al servizio della povera gente e di chi lavora e produce onestamente, pensano unicamente a ricavare dal ruolo politico ed istituzionale che ricopre poteri, soldi ed lusso e libertà di fare unicamente ed impunemente i cavoli propri e crimalizzano chi a tutto questo non ci sta e cercano con il loro potere di limitarne la liberta di critica e i diritti.

    Ma ciò che in tutto questo fa ancora più rabbia e fa venire il voltastomasco è l’uso distorto e spregiudicato che questi signori fanno della parola “libertà”.
    Onofrio Infantile
    Onofrio Infantile

  2. Arriva puntuale – come sempre – la lettura orientata dell’avv. Cennamo. Viene in mente quel che racconta Burke nel film “la regola del sospetto”: “tu credi di conoscermi, credi davvero di conoscermi? Ti sbagli, c’è stato un tempo …c’era un povero parroco che un giorno andò dal Papa, si buttò a terra in ginocchio e si mise a piangere chiedendo perdono…Santo padre che devo fare? Che cosa devo fare? Non credo più in Dio, Santo Padre, che cosa devo fare? E il papa gli rispose…FAI FINTA”.
    Forse è così anche per i berluscones, finalmente convinti – nel proprio intimo – che mr. B, gran puttaniere, abbia fatto carta straccia di quel che restava di uno stato di diritto. Epperò consapevoli, terribilmente consapevoli che è a quel puttaniere che devono lo loro poltrone e il governo del paese. Devono difenderlo fino in fondo, oltre l’evidenza dei fatti.

  3. Egregio signor Cennamo,
    ovviamente ognuno ha il diritto alla propria opinione e alle proprie simpatie, ma l’esercizio di questi diritti soggettivi non può essere spinto oltre il limite della verità dei fatti.
    Lei, nel suo scritto, arriva a definire “genialata” il fatto esecrabile che evidenzia che un presidente del consiglio dica una grossa bugia (il termine esatto sarebbe un altro)ad un funzionario dello stato per proteggere, non si sa bene perchè (!!!???), una minorenne dai “dubbi” costumi. Non è una genialata!! Se non è un reato, è una bugia detta nell’esercizio delle sue funzioni; esercizio delle funzioni, tra l’altro, che anche il cavaliere sta cercando di dimostrare scatenando una bagarre sulla competenza penale giurisdizionale! Il fatto poi che la frase sia stata pronunciata con il sorriso sulle labbra (a proposito: era presente?) non vuol dire e non giustifica il resto di nulla. Se così fosse ad un assassino basterebbe sparare con il sorriso sulle labbra per vedersi derubricato il reato. Sia meno partigiano, per piacere. Se proprio sente il bisogno ed il dovere di intrattenerci su vicende del genere, cerchi di farlo senza dimenticare che chi la legge potrebbe non avere le sue stesse simpatie e libero da condizionamenti del “cuore”, potrebbe bollare i suoi scritti come un vano tentativo di giustificare l’ingiustificabile.

  4. Più lo leggo e più trovo questo articolo VERAMENTE ESEMPLARE!!!! L’esemplarità di una DOPPIA MORALE che l’autore manifesta con estrema chiarezza senza alcun pudore, di cui sembra ignorare il significato.
    Una volta si diceva: viva la SNCERITA’, oggi invece va di moda la SPUDORATEZZA!

  5. se non sbaglio sono 36 i militari italiani morti in afganistan. l’ultimo, l’alpino Luca Sanna, è deceduto proprio ieri a seguito di un attentato. il fratello nel ricordarlo riferisce che Luca era molto preoccupato nell’ultima telefonana ha detto che.. “qua è una guerra…”.
    caro angelo, cennamo, anche questa è una coincidenza.
    a noi piecerebbe che si commemorasse con le dovute maniere la morte di questo giovane italiano. a noi piacerebbe che chi esprime cordoglio istituzionale fosse credibile e che osservasse il lutto, si un lutto stretto alla maniere dei piccolipaesi meridionali.
    a noi piacerebbe che si parlasse di Giulia che ha visto quest’anno dimezzare il sostegno che gli da la scuola pubblica.
    a noi piacerebbe parlare delle migliaia di giovani che sono stati licenziati in tronco da un “riforma” scolastica di cui, a parte i titoli strillati condivisibili “meritocrazia”, “efficienza”, “scuola moderna” etc.., sono solo i preti e le scuole private a goderne mentre le famiglie e gli studenti ne pagano quotidianamente le conseguenze perchè nella sostanza si è trattato di un grandissimo taglio.
    a noi piacerebbe sapere come mai nella questione fiat il governo non ha aperto bocca.
    a noi insomma piacerebbe sapere come mai a napoli sono ancora immersi nei rifiuti.
    noi siamo moltopreoccupati perchè qua il debito pubblico avanza e aumentano anche i disoccupati e i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri.
    purtroppo tutti questi argomenti passano sottotono rispetto ai “clamori” e alle meraviglie del primo ministro.
    vedi caro angelo, cennamo, noto in te l’ivasamento e il trasporto nei confronti di una persona/mito, quindi la tua sincera voglia di lodare le gesta del petit napoleon, insomma sei infatuato.
    anche in questa situazione boccacesca un pò pasoliniana – di decadenza del regime alla maniera di salò o le ultime 120 giornate di sodoma – e un pò tinto brass nel senso diamoci dentro come ciuchi e voglio morire scopiamo, tu porti volutamente la discussione in un canale meramente privato, dove giustamente ognuno fa quelle che vuole, ignonardo completamente la portata pubblica della facenda.
    hai contato che sono 105 inchieste quelle a carico del petit amateur, bene secondo te non sono abbastanza? non è il caso che stia più accorto? perchè non gli scrivi una mail in cui gli dici di regolarsi un pochettino e che per qualche mese si comporti a modo? non ti pare che stia esagerando?
    considerato poi che sei uno che si intende di legge – hai avuto modo di precisare questa tua capacità proprio su questo giornale – secondo te un giudice che aveva quelle carte che doveva fare?
    ora non so se mi sono spiegato non voglio mica che tu mi diventi “di sinistra”, a me piacerebbe che tu fossi un pochino liberale e ti passasse questa infatuazione da kim jong-il.
    e ora non ti arrabiare, se ti va di rispondere fallo con quella cortesia e voglia di dialogo che si addice ad un commentatore politico anche se apertissimamente schierato.

  6. Vedi caro Michele,
    il mio stile di vita è molto diverso da quello di Silvio Berlusconi. Ma questo non mi dà il diritto di giudicare chi, diversamente da me, intende trascorrere i propri momenti di relax trasformando casa sua in un “bordello”, sempre ammesso che sia così ( non voglio anticipare i risultati delle indagini). Chi vota Berlusconi non lo fa perchè la domenica vada a messa con la moglie e i figli. Lo fa perchè riformi questo Paese e lo faccia diventare un pò più libero, anche da chi lo vorrebbe più bigotto, continuando a confondere i peccati con i reati. Non sono un infatuato, e come dicevo, certi comportamenti non li condivido. Tu mi chiedi di inviare una mail al premier per rimproverarlo : se fossi il figlio lo farei, ma sono solo un suo elettore. E se da questa indagine, come credo, non dovesse risultare alcuna resposnabilità penale a suo carico, stai certo che continuerò a votarlo. Anche perchè dall’altra parte di antagonisti credibili non ne vedo.

    Saluti – AC

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