Io non sono candidato!

Angelo Cennamo

Ultimamente, incrociando i miei colleghi in Tribunale, la domanda più ricorrente è la seguente : “Sei candidato?”. Pare, infatti, che con l’approssimarsi delle elezioni comunali, un’alta percentuale di salernitani – specialmente tra i liberi professionisti – sia stata colta da una irrefrenabile smania di amministrare il Municipio. Secondo una recente statistica, gli aspiranti consiglieri comunali, a Salerno, sono così tanti che la quota di elettori riservata per ciascuno di essi, in rapporto al numero degli abitanti, non supererebbe le 130 unità. In ogni nucleo familiare c’è un candidato, o anche più di uno. In ogni condominio una segreteria politica. Stupefacente! La campagna elettorale, che è già entrata nel vivo, la si combatte a colpi di manifesti, spesso selvaggi, e non solo per la tipologia di affissione. Le facce, in molti casi, sono familiari. Spesso ci imbattiamo nelle foto di parenti e amici che non vedevamo da tempo. C’è l’avvocato insoddisfatto, l’ingegnere che agogna l’ufficio tecnico, il medico supportato dai pazienti della mutua. Ma anche il pensionato agguerrito, mai domo, e il commerciante rampante, voglioso di gettarsi nella mischia per dimostrare che il turismo, a Salerno, merita di più! Gli slogan ovviamente si sprecano, talvolta indulgono alla solita retorica pre-elettorale del “Vota Antonio”. E così c’è chi afferma la sua esistenza, chi punta al rinnovamento. Quello ottimista, l’eticamente ineccepibile, chi vuole una città migliore e più bella, e chi la desidera più europea. Tutti in corsa per uno scranno di consigliere e, nella migliore delle ipotesi, di assessore. Avercelo! Ma come si spiega questo folle innamoramento per la politica, proprio nel tempo in cui la gente – lo dicono i sondaggi – risulta essere sempre più delusa dalla casta degli amministratori locali e nazionali? E’ facile ipotizzare che, specialmente qui al sud, la crisi economica e l’alto tasso di disoccupazione spingano tanti giovani e meno giovani a battere nuovi sentieri para-professionali alla ricerca di migliore fortuna. “Buttarsi in politica” non è solo una frase fatta, uno stereotipo lessicale. Il più delle volte è un modo, meglio di un altro, per risolvere i propri guai e per sbarcare il lunario. Ma non è il caso di tutti. In molti altri, infatti, è radicata la convinzione, a torto o a ragione, che la politica nobiliti, faccia progredire il proprio status professionale fino a farlo evolvere a livelli superiori. E’ l’opinione di numerosi avvocati, commercialisti, architetti, notai, i quali, per l’appunto, ambiscono ad una carica politica ritenendola un quid pluris rispetto alla loro posizione sociale. Come dire, un valore aggiunto al titolo professionale già acquisito. E’ lecito pensarlo, un pò meno convincere gli altri che ciò sia vero. Ah, dimenticavo : io non sono candidato.   

3 pensieri su “Io non sono candidato!

  1. fanno un pò impressione questo schieramento di facce, come una sorta di facebook nostrano, chi ride, chi pensa, chi è serio, e poi come una specie di fumetto ti parlano! di dicono le cose, con brevissimi concetti, a volte con fantasia, ma te le dicono: “cambia direzione” ( e uno pensa e perchè?); “questione di buonsenso” (presuntuoso); “volto pulito per una politica pulita” (embè!), che viene da dire ma chi glieli studia questi slogan.
    c’è bisogno di maggiore riservatezza, anche se è vero che maggiore è la partecipazione, anche nelle sfide elettorali, e maggiore è la rappresentatività.
    sarà perchè vedo l’impegno diretto in politica come un impegno troppo serio e per me insostenibile, visto il mio caratteraccio, ma credo che forse una competizione più ristretta e meno urlata sarebbe meglio. certo mi preoccupa l’idea che si possa far politica per far carriera o per fare soldi, con queste motivazioni non si va lontano tutti.
    mi fa piacere che non ti candidi, immagino per carattere e non perchè aspetti palcoscenici più prestigiosi -e secondo il tuo ragionamento più remunerativi- però sono certo, nonostante tutto, della parte che avresti scelto.

  2. si scrive Celano si legge Cennamo, questa è la verità. Ma nessun problema tanto vincerà Cammarota

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