Perizia e libero convincimento del giudice: cronaca di una Tavola Rotonda all’Università

prof. Nicola Crisci

All’Università degli Studi di Salerno, promossa dalla Sezione di Diritto e Procedura penale del Dipartimento di Diritto pubblico e storia delle istituzioni, diretto dal prof. Luigi Kalb, ordinario di Procedura penale, si è svolta la Tavola Rotonda sul tema “Perizia e libero convincimento del giudice necessità e limiti del contributo scientifico nel procedimento penale”. Hanno discusso, moderata dal prof. Kalb, con eccezionale sintesi e con contributi costruttivi e propositivi personali, i docenti di Criminologia Francesco Schiaffo, di Teoria generale del processo Gaspare Dalia, di Diritto Penale Antonino Sessa, di Diritto penitenziario Felice Carlo Iovino, di Diritto dell’esecuzione penale Angelo Alessandro Sammarco, di Medicina Legale Antonello Crisci, il magistrato della Procura di Vallo della Lucania Alfredo Greco, con interventi successivi dello psichiatra Corrado De Rosa, autore del volume “I medici della camorra, ed il giornalista de “Il Mattino” Antonio Manzo. Sui profili didattici dello straordinario incontro scientifico, seguito da centinaia di studenti, con ripetuti applausi e con una sorprendente silenziosa attenzione, il moderatore prof. Kalb ne ha evidenziato le criticità scientifiche ed operative emerse e, soprattutto, il ruolo della formazione, teorica e pratica, interdisciplinare dei medici, per superare le zone tra luci ed ombre delle perizie medico-legali, nel loro iter di attuazione ed il complesso ruolo dei giudici. Dai puntuali interventi è emersa la segnalazione delle specifiche fonti in materia di perizie e di consulenze tecniche nell’ordinamento italiano, che possono brevemente richiamarsi: art. 27, comma secondo, della Costituzione, per il quale l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna legislativa; art. 111 (Norme sulla giurisdizione) della Costituzione, per il giusto processo, svolto nel contraddittorio, in condizioni di parità davanti a giudice terzo e imparziale, sulla riservatezza dell’accusa; art. 373 del Codice Penale sulla falsa perizia o interpretazione; articoli 220 e seguenti del Capo VI  (Perizia) del Codice di Procedura Penale; art. 380 del Codice di Procedura Penale sul patrocinio o consulenza infedele; art. 381 del Codice di Procedura Penale di altre infedeltà del patrocinatore o del consulente tecnico nei processi. Sono emerse, in particolare, le tematiche sui confini giuridici tecnici della perizia, dovendo essere basati sui fatti, per un modello di diritto penale sul fatto; sulla nazionalità della politica criminale; sul ruolo ausiliario del medico e delle conoscenze multidisciplinari accertati sul ruolo autonomo del giudice, del problema empirico della legalità; sulla tipizzazione di posizioni nei parametri normativi nel giudizio, sulla diversa disciplina nel penale e nel civile; sulla perizia quale numero di ricerca tecnica, restando sempre un parere; sulle letture del giudice costituzionalmente orientate, nei vari e diversi momenti delle decisioni, della inderogabilità della motivazione, accertamenti sulla capacità di intendere e di volere dall’imputato con la perizia ed eventuale sospensione del procedimento; sugli orientamenti della Corte di Cassazione con la sentenza del 2005, n. 9163 sulla natura tecnica della perizia; sul superamento del concetto di imputabilità per un personalizzato trattamento diverso; sulla concezione di quesiti al perito con modelli flessibili in relazione ai fattori soggettivi della malattia in relazione ai livelli di prognosi con confronto delle argomentazioni/motivazioni di parte, sulla pericolosità sociale per la gravità del reato e la valutazione agli effetti della pena, evidenziando precedenti e recidività, tra perizia psicologica e psichiatrica, il momento di verità della perizia, sulla prevalenza del nesso di causalità; sulla simulazione delle malattie, per scelte professionali operative dei periti, per le confessioni di ruolo tra pubblici ministeri e giornalisti, lo scenario spesso creativo delle cronache, per una normativa per la sicurezza della società nella globalizzazione, poiché con il “panpenalismo” precipitano i diritti civili di ogni cittadino, ragionamento critico sulla professione medico-legale in un nuovo contesto tecnologico della odierna criminalità; sulla necessità di una revisione degli iscritti agli albi dei consulenti tecnici e dei periti per peculiari requisiti per l’iscrizione e formazione. L’incontro si è svolto tra teoria e prassi, potremmo dire tra cielo e terra, con il modello culturale caro a Nino DAlia, per tutti sempre presente con il Manuale di Procedura Penale, (Dalia –Ferraioli), Padova –Cedam in quella stessa grande aula, nella quale con utile questione è stata condotta la Tavola Rotonda dal prof. Luigi Kalb. Occorre di pensare ancora ad un testo collettaneo, in attesa di un’altra aggiornata Tavola Rotonda sulla “Perizia e libero convincimento del giudice. Necessità e limiti nel contributo scientifico  nel procedimento penale. Perché anche per i docenti universitari salernitani il diritto positivo è diritto vivente.

 

                                               *Docente f.r. nell’Università degli Studi di Salerno

                                               Associazione Internazionale Giuristi Italia-USA

                                               Associazione per gli Scambi Culturali Italo-Tedeschi

                                               Collaboratore della Facoltà di Legge dell’Università

                                               di Stettino.