Uno è di troppo
Tra sberle e gavettoni il presidente del consiglio sembra finito in un angolo, incapace di reagire agli insuccessi elettorali e alle fibrillazioni interne alla sua coalizione. I numerosi “Sì” espressi nel referendum saranno stati pure dettati dalla paura dell’ignoto e condizionati dalle suggestioni di una campagna colpevolmente mistificatoria, ma hanno rappresentato, allo stesso tempo, una sonora bocciatura di tre leggi del governo. Leggi che il centro destra avrebbe potuto e dovuto difendere dalla propaganda dei movimenti referendari, e che, invece, ha preferito abbandonare al loro destino, confidando oltremodo in un provvidenziale astensionismo. Il prosieguo della legislatura si è così trasformato per il premier in un sentiero stretto, impervio, scivoloso. Ed i prossimi appuntamenti di Pontida, della verifica sull’ingresso dei Responsabili nella maggioranza, e dei processi di Milano, non lasciano molti margini all’ottimismo. Berlusconi sa di non avere molte frecce nel suo arco, e che il tempo della sua partita è scaduto. Gli resta allora una sola possibilità : giocarsi il Jolly, ovvero riformare il fisco con una significativa riduzione delle tasse. L’impresa è complicata per i motivi che sappiamo : il debito pubblico è gigantesco e nelle casse dello Stato la filigrana scarseggia. Ad ostacolare il progetto del Cavaliere non ci sono soltanto i dati allarmanti dell’economia, quei numeri difettivi che invitano alla prudenza, e che lasciano intravvedere pochi margini di manovra per ripianare le perdite. La rimonta di Berlusconi è frenata anche dall’atteggiamento di Giulio Tremonti, il superministro dell’economia che ha garantito in questi tre anni la tenuta dei conti pubblici, guadagnandosi per questo il plauso di tutti gli organismi internazionali. Tremonti è un fuoriclasse, lo si sa. Probabilmente il migliore dei ministri che figurano nella squadra del premier, alla pari con Maroni e pochi altri. Ma è un difensore, tanto per usare un termine calcistico. Un difensore arcigno, un marcatore stretto, un baluardo davanti all’area di rigore ( parola quanto mai azzeccata nel caso di specie). Berlusconi, però, la sua partita la sta perdendo, ed è già entrato nei minuti di recupero. Quando si perde il difensore non va più bene : serve un attaccante, uno che butti la palla in rete. Ecco quello che serve al presidente del consiglio per rimanere in sella, o in panchina ( tanto per rimanere nel gergo del pallone) : un ministro nuovo di zecca, capace di scompaginare le tesi e le teorie pessimistiche del difensore Tremonti e che riesca a rompere i rigidi schemi della crisi globalizzata. Un gesto coraggioso, un ultimo sussulto per non morire di bunga bunga e di rimpianti.
@cennamo:
simpatica questa cosa della “campagna mistificatoria”, quando se non fosse stato per questa campagna di questi referendum non si sarebbe saputo nulla: una volta disaccorpati, si è cercato di sabotarli in ogni modo con tutto quello che ne è conseguito, anche in termini di risultati negativi, per il governo.
Per me a Pontida non succederà assolutamente niente e nemmeno dai processi (e dalle novità, come quella di Bisignani) uscirà niente di serio. E non ci spero nemmeno che cada il governo, nel senso che non è con questo quadro economico che si può far cadere un governo.
Quanto alla metafora calcistica (molto affascinante, complimenti), il discorso è questo: Tremonti magari non è così pessimista ma sa meglio di qualunque eventuale “attaccante” come siamo messi in questo momento. Uno che arrivasse adesso non sarebbe capace di prendere decisioni importanti in poco tempo e non farebbe niente altro che farsi consigliare dal premier, il quale penso sia più interessato a farsi rieleggere che a risolverci davvero i problemi. Poi, questo attaccante potrebbe abbassarci le tasse (e ok), ma se non sa fare nulla con i macro-problemi del debito e quello della manovra, le tasse aumenteranno molto presto e pure di parecchio!
Angelo, qua, come pure dici tu, il guaio è grosso: questo dovrebbe ridurre le tasse (quali tasse si dovrebbe capire, poi) con un debito elevatissimo e con una manovra da 47 miliardi di euro alle porte. Non è come perdere 2-0 e farsi espellere due difensori centrali per proteste?
Qualche bravo “attacante” in giro ci sarebbe. Ne conosco uno a buon prezzo, e pure svincolato : Antonio Martino.
Angelo Cennamo
@cennamo:
Martino è molto più marcatamente liberista, e questo potrebbe anche essere un vantaggio. Ma questo è 1/3 del problema: Martino sarebbe capace anche di prendere in mano una situazione così complessa (deficit e manovra gigante)? Guarda che non capita un casino del genere da dopo Tangentopoli (mi pare sotto Amato facemmo una manovra di entità di poco inferiore a quella che si dovrebbe fare adesso: nessun altro governo, né di destra né di sinistra, ha mai avuto a che fare con numeri simili…)… a questo punto conviene cambiare cavallo?…
A riecchilo l’Avvocato der Berlusconi …Ha imparato l’arte della comunicazione “strisciante”. Avvocato il termine “mistificazione” che lei usa sulla “campagna” ai referendum non significa “rendere confuso”? Se c’è voluto il tam tam della Rete per far raggiungere i quorum chi è che ha “mistificato”? Forse la RAI e Mediaset? Giulio Tremonti è una persona seria per cui questo suo articolo mi sembra una occasione in più per mettere in rete la foto ridanciana di un ometto che, visto di persona, è sorretto dal “cerone” che ha in faccia. Se vuole parlare di cose serie, parli un po’ della coerenza di Giulio Tremonti. Peccato che la sinistra non ce l’abbia …
Per il resto, Avvocato, al suo ispiratore di articoli in primo piano converrà davvero giocarsi bene le carte. E’ un ometto vecchio ma borioso, può far pena, ma non ci insegna lei, Avvocato, che la Legge è uguale per tutti?
Roller
è che non si può vivere di favole, e una tavola per quanto imbandita riccamente, con tanto di cristalli e argenteria, fa effetto, ti predispone bene ma, alla fine, quello che conta sono pane e companatico. in tanti, e anche tu caro cennamo, hanno vissuto in questi ultimissimi anni di scenografie di cartone, nascondendo la polvere sotto il tappeto, magari come tanti ricchi epuloni avete rifiutato le briciole ai poveracci, ma è stata tutta scena e niente sostanza.
a differenza di quello che pensi tu, in questo paese, dove il debito è pubblico e la ricchezza è privata, vi è una maggioranza che va per la sua strada ed è indipendete da tutto questo bailame. è una maggioranza informatissima che ha votato per i referendum in piena coscienza e ha le scatole piene di tutti questi affaristi e accatoni che professano un liberal liberismo così tanto per avere un’applauso e fare come gli pare.
la notizia positiva è che la chiesa cattolica se non pressata da ideologie negazioniste delle libertà ragiona ancora, e ti dirò che in tantissime prediche della domenica referendaria molti pretini hanno invitato ad andare a votare perchè: l’acqua viene dal cielo e per questo è di tutti dalla sorgente al rubinetto di casa. e poi sarebbe bastato convincere solo il 30% degli elettori per rendere nullo i referendum. una cosa da poco in altri tempi, una bazzecola, eppure non è riuscito il giochino. qualcosa è cambiato. e sbaglia chi si appropria di questi risultati, come se fosse una vittoria di un partito o di una coalizione, è qualcosa di diverso. qua persone diverse si parlano e trovano punti di incontro, si assumono un destino comune cone fine e sono disposti a parlare con il noi. e tu pensi ancora che un colpo di teatro, una magia illusionistica, una barzelletta che sdrammatizza, l’ottimismo a tutti i costi possa cambiare le cose.
sveglia angelo, sveglia e lascia perdere martino del quale solo tu hai un buon ricordo. martino poteva essere una soluzione solo insieme a quel guerrafondaio di bush e quell’altri diffusori di titoli tossici dei suoi amici del gruppo di chicago.
tremonti ha un solo pregio che è quello di cercare di non mandare tutto all’aria. ma le sue scelte economiche sono state veramente unilaterali, di parte, ha favorito i ricchi e le rendite ed ha ammazzato lavoratori e precari, servizi pubblici e enti locali.
l’unico dato politico che mi sembr dovrebbe emergere e che forse la lega, dopo che l’avete assecondata i tutte le fisime, a volte giuste ma spesso razziste e localistiche, pare voglia dare un calcio nel culo flaccido di quel vecchio satiro, il quale è molto preoccupato perchè ora si sente accerchiato, non andrà mica in depressione?
questa maggioranza, tutta, ha sottovalutato, ed in campania per primo, tutto il malaffare e gli intrallazzi, a volte anche malavitosi, con l’idea di avere una missione divina.
oggi questi si stanno rendendo conto che sono uomini, deboli nel carattere, nella carne e anche avidi, si scoprono soli e senza una guida. è caduta la scenografia di cartone ed è apparsa la realtà. e mò saranno in grado di operare e gestire i problemi veri? io da laico mi faccio una bella grattatina e penso:..speriamo bene!
La vedo nera proprio: http://www.repubblica.it/economia/2011/06/17/news/moody_taglio_rating-17855310/?ref=HREA-1
Castelli….”….il Brasile la mia firma non l’avrà nè oggi nè mai”
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Così si è espresso il sottosegretario ai trasporti in Lussemburgo, dove ha rifiutato di firmare un trattato per accordi commerciali tra il Brasile e la UE, in seguito alla decisione dell’ex terrorista comunista Lula,già presidente del Brasile, di deridere la posizione del governo italiano sull’estradizione dell’assassino Battisti.
Per me Castelli sarebbe idoneo a ricoprire il ministero degli esteri.
Tremonti primo ministro
Maroni agli interni
Gelmini alla funzione pubblica
in bocca al lupo
@lupo:
premesso che sono parecchio incazzato anche io per la vicenda di Battisti, che trovo abbastanza surreale, volevo specificare che Lula non è un terrorista (né ex, né altro), ma è stato un sindacalista (se non erro sotto una dittatura): non risulta che abbia ucciso, né fatto uccidere, nessuno. E’ come dare del terrorista ad ex-comunisti di FI come Frattini, Bondi, Ferrara, Maiolo, Micciché…
Castelli, prima di fare il ministro degli Esteri ITALIANO deve imparare a parlare ITALIANO e non la variante locale strascicata di Lecco;
Gelmini: alla funzione pubblica una che si è laureata con un “inciarmo”, non si sa grazie a quali competenze sia diventato ministro, ha promosso riforme semi-irralizzabili e ha perso sonoramente e varie volte in tribunale? Meglio che dopo Silvio si trovi un lavoro vero, non so sindaco in qualche paese della Calabria.
Grazie a quel referendum, nitido e senza mistificazioni, l’Italia non potrà risolvere il suo grave gap energetico e pagherà le bollette il 30% più degli altri Paesi. Paesi di sciocchi che usano il nucleare anche dopo il disastro del Giappone ( dovuto a cause più che straordinarie). L’acqua che “viene dal cielo” continueranno a gestirla i partiti, e noi pagheremo più tasse con i rubinetti colabrodo. E poi il problema di questo paese è il Caimano……”Bella ciao, Bella ciao”.
Buona domenica – Angelo Cennamo
@cennamo:
ma perché, secondo te il nucleare è una cosa che si fa in un giorno e subito risolvi il problema energetico italiano di ADESSO? Ma hai capito di quali tempistiche si parlava? Hai capito di quali investimenti si parlava? Ma ti rendi conto che FATTIVAMENTE (e non a parole, come ami dire, ma con ATTI) la Germania ne ha avviato la dismissione? Capisci che l’Europa produce energia nucleare in eccesso, grazie alla follia delle centrali francesi? Perché l’Italia, ricca di energia geotermica, non la sfrutta? Ci vuole 1/4 del tempo per realizzare efficientissimi impianti geotermici: è quantomeno sospetto che ci si lanci nel nucleare, dopo che ben due referendum hanno sancito che alla maggioranza della popolazione il nucleare non interessa. Allora ce l’hai con la democrazia? Si è democraticamente votato contro il nucleare: che problema hai? Ci si organizzerà energeticamente in altre forme se il prossimo governo vorrà investire nelle rinnovabili, che costano meno e inquinano meno.
Io, che tu ci creda o meno, ho votato in piena coscienza un referendum che è stato sabotato in ogni modo e la cosa che ti deve preoccupare non è che i cittadini di centrosinistra abbiano votato in quel senso, quanto che molti altri (che di centrosinistra non sono) hanno fatto lo stesso. Il discorso vale pari pari anche per le elezioni di Milano. Qualcuno si è accorto che avete prodotto miseria in ogni ambito e vi ha votato contro: è ridicolo che stamattina il “Caimano”, come lo chiami tu, dica che ha aiutato i precari (che “scuorno”, Angiole’, dopo l’elegante uscita di Brunetta dell’altro giorno…)…
La centrale giapponese, te lo concedo, è stata un caso: ma anche quella USA? E anche quella URSS? Questi sono o sono stati tre paesi importantissimi in cui le cose si sapeva come farle e come gestirle ed erano dotate di tutti i capitali necessari (pubblici o privati) per far sì che non succedesse nulla. Eppure è successo. L’elenco degli incidenti nucleari di cui si ha notizia, poi, è bello lungo (http://www.ambienteesalute.com/2008/06/elenco-incidenti-nucleari-di-cui-si-ha.html). E’ una vergogna che un MEDICO come Veronesi dica cose come “ma sono morte solo due persone”: prima di tutto direi “per ora” e anche “ci sono anche i contaminati”. In secundis, sarebbe auspicabile che un medico non contasse i morti col pallottoliere e avesse maggiore rispetto per le vite umane.
Non capisco (perché non me lo hai spiegato: hai una spiegazione?) per quale motivo l’acquedotto privato dovrebbe essere meno colabrodo di quello pubblico (con quali soldi il privato lo aggiusterebbe? E caricandolo poi sulle mie bollette?) e perché secondo te il privato non aumenterebbe talmente il prezzo dell’acqua da costringermi a bere Coca-Cola e a lavarmi con l’acqua piovana.
Silvio, a furia di pensare forsennatamente ai fatti suoi (mentre tu credi che pensi alla libertà, al liberismo, all’anticomunismo e ad altri specchietti per allodole), non riesce o non sa o non vuole concentrarsi sui concreti problemi della gente: ad esempio, a questo punto si dovrebbe cacciare una qualche idea seria per vedere dove reperire i soldi per uscire dalla crisi. Non mi pare che faccia alcunché, anzi, continua a minimizzare (che saranno mai questi problemucoli…) a parlare di riforme che con l’attuale situazione e con le pezze che abbiamo al fondoschiena (ma forse tu stai bene e non te ne accorgi), sembrano sempre più inattuabili.
Il problema sai quale è? Che oramai più che citare “Bella Ciao”, non potete fare: non potete più dire che “è colpa della sinistra” tutte le volte che fallite. I nodi, caro Cennamo, sono finalmente venuti al pettine…
@Cennamo
Avvocato, grazie a quel referendum boicottato e mistificato, passato solo grazie alle mine vaganti della Rete, l’Italia aspetta un periodo di lacrime e sangue se vuole continuare con l’attuale spreco energetico. Tassate al massimo l’energia sprecata dai privati che impegnano 3 kw quando va bene. Per l’industria c’è poco da fare a meno che non si ritorni allo sfruttamento della forza idrica per piccole officine. Ha ragione Avvocato, ma meglio un paese agricolo con pochi professionisti (specie Avvocati) e gente sana che un paese termocondizionato inverno ed estate dove un’auto non basta e dove tutti sono arrabbiati. Penso che ci guadagneremmo in coesione sociale e civiltà.
@Lupo
Una volta tanto, Lupo, sei stato mitico! Nei confronti del Brasile avrei proposto una soluzione finale alternativa, ma non si può esprimere per iscritto. Ottimo il governo di Lupo. Rischierei persino di votarlo! (vede Cennamo chi sono le “mine vaganti”?).
Roller
il “liberismo”, la “libertà”, le “riforme”… quante parole belle… http://www.repubblica.it/economia/2011/06/18/news/commento_giannini-17862898/
In 10 anni (di cui 8 di governo di centrodestra), le uniche riforme liberazzatrici fatte in Italia sono state fatte da Bersani.
Speriamo che il lassismo berlusconiano sia al capolinea, prima che al capolinea ci arrivi l’Italia.
Sì è vero, ci ha liberalizzato l’aspirina.
Angelo Cennamo
@cennamo:
mi rendo conto che ti bruci il fatto che il centrodestra non abbia liberalizzato niente, mentre la sinistra in 10 anni si è occupata fattivamente di quello di cui teoricamente avrebbe potuto occuparsi il centrodestra.
Fai una cosa (per il bruciore, dico): prenditi una aspirina, può essere che ti passa. 🙂
L’avvocato usa le battute anziché obiettare con fatti: è quasi un Berlusconi.
Giangastone
@Giangastone:
leggendo tutti i messaggi, l’unica cosa che si capisce è che Cennamo crede da circa due decenni alle chiacchiere del premier e non si capacita che i pochi fatti in Italia li abbia fatti il centrosinistra. Mi sa che una aspirina sola non gli basta… 😀
Intanto la sinistra e i suoi elettori sono allergici ( tanto per rimanere in tema di aspirine) alle liberalizzazioni. Basti vedere come hanno affossato il decreto Ronchi al referendum. Sono allergici alla liberalizzazione del mercato del lavoro ( legge Biagi), alla riforme delle pensioni ( fosse per loro si andrebbe a casa a 50 anni), al federalismo fiscale, alle università libere dai baroni. Più che la rivoluzione liberale, la sinistra vorrebbe una nuova rivoluzione di ottobre. L’unica liberalizzazione che gradite è quella di Santoro alla Rai.
Angelo Cennamo
@cennamo:
Che la sinistra e gli elettori della sinistra siano “allergici” alle liberalizzazioni è un pensiero tuo che lascia il tempo che trova, dato che non è supportato dai fatti: è la solita boutade che butti lì per scopi propagandistici perché sei abituato a leggere (stravolgere?) il mondo nella maniera per te più comoda possibile e perché, poverino, ti aspettavi che la tua parte politica si spendesse per far qualcosa in tal senso, ma si è occupata forsennatamente di risolvere i problemi personali del premier (comportamento che di liberale non ha nulla, credo, ma attendo smentite).
La Biagi la citi perché non conosci la Treu e la Gelmini la citi perché non sai nulla della Berlinguer.
La riforma delle pensioni è quanto di più sbagliato si sia prodotto per la nostra società negli ultimi decenni: praticamente io sto pagando la pensione di mio padre e non si sa chi pagherà la mia! E non esiste che nelle tue solite fantasie una sinistra che abbia mai voluto, pensato o ipotizzato la pensione a 50 anni.
Le università libere da baroni sarebbero una cosa fantastica! Solo che questa idea avrebbe un senso meno cosmetico (ché in realtà di cosmesi trattasi) se poi in altri posti pubblici che non siano le università (non so, posti da consigliere in Lombardia, posti da ministro, posti da deputato in genere, altri posti) non ci fosse gente che non merita assolutamente niente e che come precedente esperienza si ritrova cose come “igienista dentale”, “soubrette”, “hostess”, “disoccupata”, “sfiduciata da presidente del consiglio comunale”, ecc.ecc. C’è un ministro considerato dal proprio correlatore una studentessa “sciatta”, laureatosi con 100 (senza punti ulteriori, oltre a quelli guadagnati con gli esami) e finito a sostenere l’esame di avvocato a Reggio Calabria perché a Brescia era troppo difficile… e fa il ministro dell’istruzione… ammazza, viva la meritocrazia!…
A me di Santoro alla RAI non importa nulla: l’unica cosa che non capisco è per quale motivo l’elettore di centrodestra si secchi di pagare il canone per Santoro e io non mi debba seccare per Vespa, Paragone, Minzolini e altri nomi sparsi. Che senso ha? Comunque, adesso ve ne siete liberati: i comici (Guzzanti e simili) non ci sono più, Santoro non c’è più, la Gabanelli sta per andare via, Fazio (un presentatore…) ha mezzo contratto. Quando deciderete che pure Crozza (altro comico) non va bene, fateci sapere…
Sulla Rivoluzione d’Ottobre sto ridendo a crepapelle: dinne di più di questo tipo perché più ne dite di questo tipo, più i nostri voti aumentano! 😀
Bravo Avvocato,che retore … e poi proprio il decreto Ronchi va a tirare in ballo. Non smette mai di stupirmi. Le riesce difficile accettare che, politicamente, c’è chi la pensa diversamente da lei? Le ripeto, a proposito dei baroni, che è stata la sua Mariastella Gelmini a firmare la conferma a professore associato di Cristina Rognoni. Non si ricorda l’imbroglio della “Legge sul ritorno dei cervelli”? Ce l’ha il governo Berlusconi il coraggio di rendere soprannumerari e movibili di sede anche i docenti universitari? Se lo farà diventerò berlusconiano. Ha dimenticato una ulteriore rivoluzione: quella pacifica di chi ha preso consapevolezza che tutta la vecchia classe politica corrotta va messa da parte, per trovare donne e uomini nuovi con il raro dono di essere incorruttibili: non ci interessa il partito. Non sarà facile dopo gli esempi ricevuti.
Al presente, in attesa della rivoluzione, c’è un ometto che dopo tanto danno compiuto, va preso e messo da parte. Uno dei due è senz’altro di troppo: il titolo è indovinato. Mille volte meglio un Giulio Tremonti.
Roller
p.s. tra un po’ sarà più commentato di don Stanzione.
sempre @cennamo:
anche contro il federalismo fiscale non ho nulla, purché sia una cosa umana e non un taglio radicale che produrrebbe solo ulteriore miseria nelle regioni del sud: una cosa “controllata” e da fare a scaglioni in un tempo prefissato ma adeguatamente ridotto. Faccio presente che varie volte il centrosinistra ha invitato la Lega a sedersi a un tavolo per fare un federalismo fiscale che non appaia come un tragica vendetta di pochi brianzoli contro il resto del paese. Ma come vedi la Lega si raduna a Pontida e invoca Maroni premier… quindi qui c’è qualcuno nel PDL che le cose che vuole fare la Lega non le vuole fare… dunque, perché non guardi in casa tua? Stamattina il PDL ha detto che i ministeri da Roma non si spostano… Insomma, più che guardare nel piatto del centrosinistra perché non guardi cosa state facendo?
Quella dei ministeri è una boutade che non interessa a nessuno, neppure agli elettori della Lega. Io baderei al sodo. La Lega fa bene a pungolare il governo, il suo stesso governo. Berlusconi è chiamato allo sforzo finale : ridurre le tasse. La sinistra ha ben altri problemi : trovare un leadership ( Vendola?), trovare una coalizione ( Vendola con Letta e Fini?), trovare un programma ( in difesa della Fiom e di Confindustria?), trovare un avversario sul quale sfogare le sue frustrazioni ( Berlusconi non è infinito). Vincere a Milano e a Napoli non è rassicurante.
Angelo Cennamo
@cennamo:
sembrano problemi microscopici quelli del centrosinistra rispetto a quelli che ha il centrodestra in questo momento. Io non mi sento frustrato, è proprio questo il punto: la mia frustrazione è che voi in 10 anni non avete prodotto quasi niente (a parte lo scontro sociale), quindi in questo momento mi sento capace di costruire tutto quello che a voi non è riuscito. Con chi costruisco sono affari miei.
Quella dei ministeri è una boutade? E perché? Scusa, non si tratta di cariche pubbliche pagate con denaro pubblico? E non dovrebbero essere conquistate per merito? Che differenza ci sarebbe con le baronie di professori che “vincono” il loro posto senza merito?
Per come la vedo io attualmente il problema di una leadership a sinistra non si pone: come vedi, il centrosinistra sta vincendo a man bassa apparentemente anche senza una leadership (forse il centrodestra non si fa capace di questo? Non trova i leader del centrosinistra abbastanza carismatici? Non ci può credere che perde contro questi leader?)…
Comunque, vedo che insisti con Vendola: non capisco come il partito con meno voti del centrosinistra possa esprimere il leader… è come se La Destra esprimesse il leader del centrodestra… se io mi preoccupassi di una possibile leadership di Storace sarei da manicomio o no? 🙂 Penso che se a Vendola va bene, in un futuro parecchio lontano farà il ministro…
La “Cortina di Ferro” teneva uniti e contrapposti i vari schieramenti politici.
Era il tempo delle ideologie, in cui tutti, o quasi, si battevano, si contrapponevano, proponevano.
Dopo il crollo della “Cortina di Ferro”, oggi, quando il ” nemico” è diventato solo avversario sono crollate le Idee, I valori, le speranze.
L’unica speranza, l’unico valore, l’unica idea fissa, per tanti, è come fare soldi.
Sono diventati tutti “CALVINISTI”.
VOGLIANO FAR SOLDI, A TUTTI I COSTI ,SENZA DAVER GIUSTIFICARE I MEZZI PER OTTENERLO.
Un VALORE vedo che è ancora rimasto, anche se tante volte è conseguenza del solo egoismo: l’appartenenza alla propria terra, il voler rinsaldare le proprie radici.
Si vorrebbe ripartire dalla propria TERRA, dalla propria comunità.
Si, dott. Cennamo, egregi lettori, l’unico valore che oggi può riscuotere consenso in ogni fascia sociale è il FEDERALISMO.
I popoli italiani hanno, riscoperto, l’orgoglio dell’appartenenza.
Basta solo saperla “canalizzare”.
Le violenze da stadio: “i terrunnn” o ” i polentoni”, fanno parte di questa Italia che vorrebbe riscattarsi da sola, visto il fallimento dei mille partiti.
Trovo tanta dignità umana, tanto orgoglio in quelle grida di sfottò.
Non BOSSI, che non ho mai stimato, ma il popolo delle valli PADANE sono la speranza anche di noi uomini e donne del Sud.
Dobbiamo avere il coraggio e la consapevolezza dire solamente NO!!!!! agli LSU , NO!!! ai sussidi “a piggia”, NO!!! alla malavita.
Se riuscissimo a concretizzare questi “NIET” non ci sarà solo “uno di troppo”:quelli da mandare a casa sarebbero tanti e forse potremmo salvarne solo UNO…..Giulio Tremonti.
In bocca al lupo
Personalmente,non metterei in discussione, nè sul piatto della bilancia i vari partiti del Sud, fossero essi di destra o di sininstra.Siamo meridionali, Terroni o come meglio ci piace chiamarci, ma da noi c’è una tale ricchezza di professionalità intellettuale da essere davvero invidiata.
Sono un povero ignorante, ma mi piace ricordare, vagamente, un passo di Voltaire nel suo dizionario Filosofico che recita più o meno così: “se un vostro vicino vi minaccia e tenta di aggredirvi perchè è più forte di voi,perchè non diventate forti anche voi, in modo da scoraggiarlo di aggredirvi?” Secondo me , questo è un concetto che potrebbe essere ancora valido ai tempi nostri. Prendiamo , per esempio, il caso di certi leghisti che minacciano di volere la secessione , come se noi fossimo un peso da tirare. Allora non sarebbe giusto fargli capire che a noi non ce ne frega niente delle loro intenzioni e minacce, e, che , anche noi abbiamo dignità e coraggio per tirare avanti con intelligenza e dignità la nostra terra del sud, altrettanto invidiata in tutto il mondo? Allora direi che le loro minacce restano solo bazzecole, perchè senza di noi non vanno da nessuna parte. Allora viva l’ìItalia unita e tutti gli italiani di buona volontà.
@lupo:
scusa, ma la nostra terra non dovrebbe essere tutta la penisola?
Signor Varriale, lei ha dimostrato in tante occasioni di essere il più saggio e colto della compagnia.
Il Federalismo NON è Secessione.
in bocca al lupo
@lupo:
scusa, tu vedi dignità in quella gente variopinta che grida “secessione” o ho capito male? Il federalismo in sé non è male: il problema è che viene da una “base” che ha spinte più nettamente secessionistiche.
Caro varriale,
la questione non è così semplice. Anche per me l’unità d’Italia è un valore ( fermo restando che il federalismo, come ha osservato anche Lupo, non è affatto in contrasto con la stessa), ma questa benedetta unità andrebbe guadagnata e meritata giorno per giorno. Non la si può evocare solo per motivi storici ed estrapolata dai libri di scuola come una conquista sulla quale crogiolarsi. Lei ha ragione quando dice che il sud ha un patrimonio di umanità e di risorse intellettuali straordinario. Ma troppo spesso queste capacità intellettive vengono messe al servizio del raggiro e dell’inganno. Vengono ottimizzate per aggirare la legalità e per truffare il prossimo. la spazzatura di Napoli docet. Quello che voglio dire è che la geografia e la geopolitica sono in continuo divenire : non possiamo escludere, quindi, che tra 100 anni l’Italia abbia altre forme ed altre dimensioni.
Saluti – Angelo Cennamo
@cennamo:
beh, non è certo il patrimonio straordinario di umanità e risorse intellettuali di Napoli che ha prodotto l’emergenza rifiuti e tutto quello che ne è conseguito…
Nel lontano 1973 da studente e convinto CONTRORIVOLUZIONARIO, conquistata la promozione a fine maggio, presi il sacco a pelo e partii per la Germania in autostop(non avevo soldi per pagarmi il biglietto ferroviario).
Volevo vivere l’esperienza della fabbrica, e capire se, come e quanto fossero sfruttati gli operai.
In quel tempo era tanto diffusa la “Lotta di Classe”.
Per tre mesi ho lavorato alla catena di montaggio e fatto tanta esperienza: ne uscii con i miei valori e le mie convinzioni ancora più radicati e forti.
Insieme a me c’erano tantissimi emigrati che venivano da tutta l’Europa.
Portoghesi (da poco avevano lasciato le loro colonie in Mozambico)Esuli anti franchisti spagnoli, Slavi e tanti italiani.
In fabbrica eravamo, solo italiano, circa duemila.
I più venivano dal Friuli, dal Trentino e dal Veneto, non mancavano siciliani, pugliesi ecc.
Tutti degli ottimi operatori, eravamo i più qualificati e produttivi.
Nel 1976(?) ci fu il catastrofico terremoto del Friuli, e lo stato intervenne con aiuti per circa 20.000 miliardi(?).
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Nel 1980 ci fu il terremoto dell’Irpinia e lo stato intervenne con aiuti per circa 50.000 miliardi(?).
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Perchè tutta questa cronostoria?
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Per dire a tutti coloro che parlano male delle persone del NORD, che gli’ immigrati che nel 1976 ebbero i sussidi e aiuti dallo stato, riuscirono a “capitalizzare” quella opportunità e dopo solo qualche anno ci fu il “BUMMM” del NORD-EST.
Fabbriche gradi e piccole, artigianato diffuso e zero disoccupazione.
Mentre al SUD, in Campania, gli aiuti dello stato sono finiti nelle tasche della camorra,della mala politica e nessuno ha osato aprire bocca.
Oggi abbiamo la mala politica, la camorra ancora più agguerrita, disoccupazione e “munnezza”.
Inoltre abbiamo dovuto assistere ai tanti che guardavano con invidia i pochi arricchiti sognando, un improbabile, anche per loro di poter”azzuppare il biscotto” senza sacrifici: l’hanno fatto loro, perché noi no? “non siamo certi più fessi”.
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Sigori Variale,Billy the kid,Roller, Angelo potete smentirmi?
Perchè non guardare al bene che c’è al Nord e cercare di farne “tesoro”?
Ci vuole coraggio a dire queste cose?
Il sottoscritto le ulula, come un lupo solitario,da sempre e qualche povero fallito mi da, oggi, del perdi tempo da tastiera, del lupo parlante, e….alla sedicesima…poverino lui e i tanti che non si rendono conto che se non costruiremo una Italia veramente FEDERALE, continueremo ad essere facili vittime della “sozza” politica che ci attanaglia.
in bocca al lupo
Ringrazio il Dr Roller per la sua squisitezza d’animo e per le belle parole che mi ha voluto dedicare, anche se mi si addebitano qualità che credo di esserne privo. Sono io a complimentarmi con Lei per i suoi ottimi interventi densi di straordinaria competenza e di vera cultura.
Giungano, nel contempo, sentiti e lodevoli apprezzamenti al dr Angelo Cennamo e i più vivi apprezzamenti per i suoi articoli che scaturiscono da un cuore generoso e di professionalità d’alta classe.
Però mi permetto di continuare ad insistere che bisognerebbe pensare un po’ anche per il futuro dei nostri figli, perché, secondo me, se diamo troppa mano libera a certi politici del Nord, il futuro dei nostri ragazzi sarà vincolato dagli eventuali insuccessi economici che si profilano e che si potrebbero condensare sempre di più nel nostro amato Sud. Per questo desidererei che i politici meridionali si unissero, a prescindere dalle loro ideologie politiche, per formare una grande forza politica , onde contrastare quella del nord , in modo da poter avere maggiore parità di diritti e, perché no, anche di doveri, come dice lei.
Con viva cordialità , e con rispettosi saluti. Alfredo
@lupo:
sono d’accordo con tutto quello che dici nel tuo post e quella dei soldi spariti nelle mani di chissà chi è una piaga dolorosa. E però: il terremoto è una cosa naturale, e va be’, c’è poco da farci (se si eccettua quella di costruire meglio)…
Ma la Camorra è arrivata a gozzovigliare dell’emergenza rifiuti (e, diciamolo, con la mala-politica e con la mala-civiltà) quando una impresa del prosperoso Piemonte ha fallito: l’inceneritore di Acerra doveva essere consegnato, pronto e totalmente funzionante nell’anno 2000. Siamo nel 2011 e l’inceneritore è stato consegnato parzialmente funzionante (funziona 1/3 dell’inceneritore) solo l’anno scorso, dopo 10 anni, cosa che non avevano previsto né Rastrelli, né Bassolino.
Allora, io non ho nulla contro il nord e contro la loro organizzazione, sia che si tratti di zone rette storicamente da politici di destra che da politici di sinistra. Però, il nord non è solo la grande organizzazione che hanno: quello che noi vediamo è anche un po’ un nord mitico, che forse andrebbe vissuto, con tutti i problemi e le contraddizioni che ha, dalla corruzione dilagante, alle “associazioni” tra cosche e imprenditori locali, alla immigrazione irregolare, alla violenza (grossomodo Milano fa lo stesso numero di omicidi di Napoli all’anno…), ecc.ecc.
Insomma, sì, organizzati, civili, tutto quello che vuoi tu, ma ciò che trapela è anche sempre questo mito di efficienza che però è stato realizzato anche grazie al fatto che noi (persone come te) siamo andati a fare gli operai, i maestri, i muratori, gli sguatteri e quant’altro da loro per decenni. In compenso, loro sono venuti da noi a piantare qui cattedrali nel deserto, aziende che sono morte nel tempo giusto per fregarsi i finanziamenti con cui erano state messe su… Insomma, nord è bello ma non è tutto oro ciò che luccica… molto oro c’è, ma anche molto mito…
Caro Varriale, intanto la ringrazio per le sue parole gentili e prodighe di complimenti. Le sue preoccupzioni sono compresibili e le condivido : immaginare il futuro “dei nostri figli” in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo è complicatissimo. Ma, a mio modesto avviso, non è attraverso nuove ed improbabili forze politiche di stampo meridionale che si possono difendere certi interessi. Come saprà, uno dei fondatori di Forza Italia, il siciliano Miccichè, ha deciso di staccarsi dl Pdl per fondare un nuovo partito : “Forza del Sud”. Serve, dice lui, a bilanciare il potere della Lega al Nord. Io, invece, dico che quel partito servirà solo ad alimentare le casse e i privilegi di alcune lobby meridionali che, con metodi clientelari, continueranno ad invocare assistenza e finanziamenti, non si sa per cosa. Il Sud non ha bisogno di questo : non ha bisogno di una nuova “Cassa del Mezzogiorno”. Al Sud serve una rivoluzione culturale : imparare a fare da sè, smettendola di chiedere aiuto ai Palazzi di Roma ( come nel caso della spazzatura di Napoli). Lupo ha ricordato come il Friuli del dopo terremoto si è rimboccato le maniche e si è trasformato in una regione ricca e produttiva. Qui da noi, Marchionne ha dovuto imporre nuovi contratti per Pomigliano, perchè in quello stabilimento c’erano punte di assenteismo del 35% in occasione delle partite di coppa del Napoli! Se il sud vuole farsi valere, deve dimostrare al Paese intero, con i fatti, che è credibile e che sa mettersi in gioco con le proprie forze.
Cari Saluti – Angelo Cennamo
@cennamo:
che i palazzi di Roma aiutassero Napoli dopo quello che è successo è il minimo: il tuo ragionamento per me è in linea di massima corretto, ma il caso-spazzatura secondo me non è riducibile ad un problema di Sud e aiuti. Poi non è che quelli del nord, quando hanno avuto l’alluvione recente, non hanno chiesto niente, anzi: hanno detto “vogliamo esattamente come vuole il Sud” e non “siamo superiori e non chiediamo niente”. Inoltre, il terremoto del Friuli fu molto meno violento, non tanto per il grado (quasi indentico) quanto per numero di morti, feriti e sfollati. Poi, che si siano dati da fare non ci sono dubbi…
Comunque, sicuramente col “meridionalismo” in Italia non ci si fa nulla, ma manco è bellissimo che in Italia pare comandi per voce della Lega (unico partito che pare conti qualcosa) un manipolo di brianzoli razzisti.
@cennamo:
questa è dal Corriere della Sera di oggi:
“WWF: LA DIFFERENZIATA IN CITTA’ SI FA E BENE – Nel marasma, una voce controcorrente: a Napoli la differenziata si fa e anche molto bene. Naturalmente solo in pochi quartieri (in cui comunque vivono ben 130mila persone), ma con risultati eccellenti. «Con la raccolta porta a porta si supera la media del 66% di differenziata. Numeri sorprendenti, che arrivano al 90% nella zona di Bagnoli (leggi le statistiche)». il problema sarebbe la mancanza di impianti per il trattamento dell’umido. «Occorre colmare velocemente questo vuoto coi siti di compostaggio».
Dubito che il WWF abbia interesse a dire qualcosa che non è…