Realtà e Fantasia

Roberto De Luca

In tutte le favole esistono elementi di una realtà a volte nemmeno troppo dissimulata. Per potermi convincere di ciò penso spesso ad alcuni episodi delle avventure del burattino Pinocchio. E così, quasi per contrasto, molti racconti sul mondo che ci circonda – non necessariamente scritti – si arricchiscono di tratti fantastici. E proprio in questi tempi, in cui le passioni sembrano abbiano lasciato la loro naturale sede, l’agitarsi di pulsioni e pensieri rischiano di alterare ancora di più la descrizione che noi facciamo di ciò che tocchiamo, che vediamo e che ascoltiamo. Pertanto, prima di prendere la penna (eh sì, la cara penna!) mi sono chiesto se io fossi sereno, almeno tanto da reggere il confronto con la foga di quei convulsi moti dell’animo che a volte non ci lasciano nemmeno dormire la notte. Eppure, ho pensato: perché non lasciare al lettore il compito di giudicare? In questo periodo di riposo, infatti, leggere, ascoltare e contemplare sembrano tutte attività che ben si conciliano col lento scorrere del tempo. E in poche righe vorrei dire, sottoponendo queste mie parole al vaglio del paziente lettore, che sono alquanto preoccupato proprio di questo libero incedere delle passioni; tanto libero, ormai, che sembra non debba cessare nemmeno nei giorni di riposo. Avrei infatti voluto dedicare queste giornate alle buone letture, all’ascolto dei bisogni dell’altro, a cominciare da chi ti è più vicino, e alla contemplazione della complessità della natura. Perché in questa giusta vacanza dalle frenetiche attività quotidiane bisognerebbe ritrovare la forza per affrontare le nuove prove che ci attendono. Una vacanza vissuta anche come atteggiamento dell’animo, quindi, nei confronti del mondo che, purtroppo, sembra non abbia voglia di riposare nemmeno più ad agosto. Così il perdurare del fenomeno delle lettere e dei volantini anonimi, diffusi in una ristretta comunità di un paese dell’entroterra della provincia, ancora provoca un sussulto nelle calde giornate d’agosto. Una persona di cultura soffre in silenzio per il contenuto e per il modo errato in cui viene posto un problema all’attenzione della collettività. E se lo stesso problema assume anche risvolti religiosi (si parla, in un volantino, della costruzione di una chiesa dedicata a San Rocco), allora la questione diventa ancora più delicata. Tuttavia, ciò che colpisce di più è il voler persistere in questa sconveniente pratica della diffusione anonima di notizie su persone e fatti senza utilizzare il metodo civile del confronto su questioni di carattere collettivo (ci vuole poco, basta convocare un dibattito pubblico, investendo le associazioni presenti sul territorio dei problemi che si vogliono discutere). In questi scritti anonimi, che stanno diventando una strana regola, viene lasciato libero sfogo alla fantasia e la realtà ne viene fuori a pezzi, irrimediabilmente deformata, improbabile, inaccettabile. Ma chi in questi giorni di agosto sta cercando di turbare la residua possibilità di ristoro per alcuni, dovrà considerare che la freccia del tempo è sempre rivolta in un’unica direzione e che essa, inesorabilmente, punta verso la fine di quest’alito di vita. Immaginare questa banale realtà, d’altro canto, non richiede eccessiva fantasia. Considerare queste cose potrebbe infine portare tutti noi ad avere un atteggiamento più tollerante verso gli altri e a considerare gli effetti (a volte devastanti) che un eccesso di fantasia ha sulla vita delle nostre piccole realtà locali.