La sacralità della famiglia

Giovanni Trombetta

Ancora una volta ad essere chiamata in causa è una delle  prime grandi istituzioni: La famiglia. Prima  forma di società con la quale un essere umano viene a contatto. Punto di partenza, trampolino di lancio verso il mondo. Direttamente e non,  anch’essa minata da più parti, puntellata nei pilastri che ergono il tesoro dei principi. In una società fin troppo bombardata da confusione mediatica nonché da psicosi del momento.  Il progresso sembra abbracciare proprio tutto e, a volte stravolge i normali canoni o l’umana natura.  Il concetto di famiglia oggi si allarga, affacciandosi su un paesaggio non troppo sublime, anzi. Viene quindi messo in punti chiave di discussione non solo legislativa, ma anche di carattere morale. Ad abovo, dovrebbe essere formata da due individui di sesso opposto che unitisi in matrimonio (religioso o civile) creano uno status chiamato famiglia, tutelato da leggi e coronato dal sentimento. Sempre più spesso, a dispetto di quanto enunciato pocanzi, ci si ritrova a dover assistere a discussioni mediatiche che allargano il concetto di famiglia alle coppie omosessuali, discussioni su modifiche o creazioni di leggi per affidamento a coppie gay. Premesso il concetto che nessuno discrimina nessuno e, che ognuno è libero di vivere la propria sessualità in piena libertà ma nel rispetto degli altri, credo che sia giusto fare alcune precisazioni sull’impatto sociale. Sento fortemente di dover fare alcune precisazioni dettate sicuramente dall’impatto positivo dell’ ambiente in cui sono cresciuto. La famiglia è formata da padre, madre e figli. Credo sia giusto che un individuo, cresca con quel tipo di figure. Non dimentichiamoci che l’ambiente in cui si vive è determinante per la formazione,  indi , crescita. Siamo figli del progresso, questo nessuno lo mette in dubbio, l’apertura mentale va bene, ma non trascendiamo nell’innaturale!     

 

Un pensiero su “La sacralità della famiglia

  1. Permettetemi di citare: Gv 4,23 ” Padre, che cerchi adoratori in spirito e verità”.
    Certi di vivere nel mondo di Satana, io per prima, non sono riuscita a concretizzare ciò che ci viene richiesto nel su menzionato rigo tratto dalla PAROLA della Sacra Bibbia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, se non quando mi si è presentata l’ occasione di dialogare e quindi approfondire e studiare ciò che oggi ci viene svelato grazie alla presenza sulla terra di San Gabriele Arcangelo, vedasi: http://www.gabrielearcangelo.it
    Sono andata sull’ altare con mio marito al fine di realizzare una sana famiglia cristiana.
    Penso che quasi tutti ricordiamo il giuramento fatto dinanzi al Creatore.
    Ebbene, io per prima ho dovuto riconoscere le menzogne che mi sono trovata a dire. Ad esempio: Siete disposti ad accettare quanti figli il Signore Vuole mandarvi? Ecc.ecc. Ho preso in giro il Signore nel rispondere “sì”. In effetti sono stata io a decidere la mia prole ed altro.
    Penso che siamo tutti d’ accordo che non sono certo questi i buoni presupposti per formare una sana famiglia, figuriamoci coloro che scimmiottano il Sacramento matrimoniale, addirittura unendosi con persone dello stesso sesso.
    Nell’ uno e nell’ altro caso regna sovrano il caos, per cui la famiglia fa acqua da tutte le parti.
    Se veramente desideriamo formare famiglie modello, è urgente riconoscere che ogni essere umano ha un’ Anima.
    essendo l’ Anima una componente Spirituale, dobbiamo necessariamente nutrire l’ Anima con l’ unico nutrimento Eucaristico Trinitario, visto che l’ uomo è trinitario, cioè è composto di Anima Corpo e Spirito.
    Questa è la VERITA’ del nostro Amato Creatore e non c’è altra strada per creare famiglie modello, da tutti tanto auspicate, per il bene comune, a tutti i livelli.
    E’ giunto il tempo di prendere urgentemente una decisione. Vogliamo seguire il Creatore o Satana?
    A noi la scelta, visto che abbiamo ricevuto il dono gratuito del libero arbitrio.
    Personalmente, essendomi trovata in grande difficoltà, dopo amare vicissitudini, mi sono apprestata, dopo aver ringraziato per un tale dono, di restituire il mio libero arbitrio all’ amato Creatore, pregandoLo che fosse Lui a gestirmelo.
    Con tale gesto ho capito anche cosa significasse fare la Volontà di Dio.
    Lode a Dio Padre in eterno.
    Cordialmente
    Maria Luisa Cavaliere

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