Salerno: Cgil, Tavella scrive a Caldoro

Egregio Presidente, è di ieri la mia proposta di aprire, insieme ad Enti ed Istituzioni regionali, provinciali e comunali, la “Vertenza Campania”. Un modo per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e del Governo Nazionale  la drammaticità della situazione regionale, strozzata dalla crisi, messa in ginocchio da tagli indiscriminati a diverse forme di finanziamento, mortificata dalla mancanza di speranze per le nuove generazioni. Continuo a ritenere, infatti, che si tratta di una vertenza di valore nazionale che, riguardando una regione con circa 6 milioni di abitanti, dovrà necessariamente tradursi in una priorità nell’agenda della Presidenza del Consiglio. Credo fermamente nella possibilità di aprire una nuova stagione per il nostro territorio, una stagione di svolta, di riprogrammazione. Di crescita. Per farlo c’è bisogno, però, sopra ogni cosa di una seria presa di responsabilità da parte di noi tutti. Ecco perché ho chiesto gli Stati Generali dell’Economia e del Lavoro. In questo modo potremo elaborare insieme, sindacati, istituzioni e forze economiche, senza polemiche e senza gelosie, una proposta concreta ed immediata, tesa a dare risposte al dramma occupazionale e produttivo che la Campania sta vivendo. Un movimento molto in voga recita il minuetto: “Se non ora quando?”Io aggiungerei: “Se non noi, chi?”. Confido in una risposta quanto mai celere che si traduca in un incontro in cui mettere sul tavolo le priorità e su quelle – e da quelle – costruire un discorso nuovo, che parli la lingua dei problemi della gente comune e la traduca in possibilità di cambiamento.