Ora salvate gl’Italiani!

Angelo Cennamo

La manovra lacrime e sangue dei commissari tecnici è al vaglio del parlamento. Spulciando i cavilli, le sorprese non finiscono mai. Si va dall’aumento delle accise sulla benzina – che non solo peserà sugli automobilisti ma farà anche lievitare il prezzo dei beni di consumo, già gravati dall’aumento dell’iva e dalle commissioni banacarie per l’uso delle carte di credito – alla rivalutazione degli estimi catastali per rimodulare la ritrovata Ici, ora Imu. La patrimoniale ricompare sotto forma di bollo, e la già estorsiva tassa sui veicoli viene ulteriormente ritoccata, anche per le berline di non elevatissima cilindrata. Piero Ostellino, raro esempio di giornalismo liberale, sul Corriere della sera ha evidenziato alcune incongruenze presenti nelle nuove norme, rispetto a principi giuridici di più ampia portata. Ad esempio, l’incremento dell’1,5% della tassa sui capitali già scudati al 5% dal precedente governo andrebbe palesemente a scalfire la regola sacrosanta della certezza del diritto : “pacta sunt servanda”, dicevano gli antichi romani. Allo stesso modo, i vari balzelli posti sui depositi bancari non sembrano affatto aderenti al dettato costituzionale, che all’art. 47 incoraggia e tutela il risparmio oltre che l’accesso alla proprietà dell’abitazione. Intervistato, o interrogato, a seconda dei punti di vista,  a “Porta a Porta”, il professor Monti ci ha spiegato che il decreto appena varato si è reso necessario per salvare l’Italia. Non abbiamo nè le competenze nè altri dati per contraddire l’autorevole opinione del premier. Ci augureremmo tuttavia che il successore di Berlusconi, prima ancora di salvare l’Italia, si preoccupasse di salvare i suoi abitanti : chi resterebbe nel belpaese quando migliaia di famiglie, già strangolate dagli alti costi della vita, dovessero perdere le loro attività professionali o i loro posti di lavoro, i soli extracomunitari? Vivere o pagare le tasse : questo, allora, sarà il dubbio amletico che coglierà tante partite iva, quelle non abbastanza ricche da trasmigrare nei paradisi fiscali, e non abbastanza povere  da poter beneficiare dei regimi tributari semplificati. Fatta la manovra, i professori, i supplenti, i tutor, i mediatori, gli insegnanti di sostegno, chiamateli come vi pare, lasceranno il campo ai commissariati, i quali la dovranno votare, si spera, entro Natale, questo Natale. La nuova triplice di ABC ( Alfano, Bersani e Casini) che nel tunnel inciucia e fuori dal tunnel gioca di fioretto, non tarderà a prestare il suo consenso, pur eccependo in maniera simbolica e disarticolata qualche forma di contrarietà. Ma gli effetti di questo gioco sottile e beffardo, prima o poi, si faranno sentire. Il Pd, che già agli esordi mostrava segni di confusione identitaria, non potrà più appellarsi e fare leva sull’antiberlusconismo per mantenere il consenso elettorale. Bersani sente che il partito gli sta sfuggendo di mano, e l’adesione di Damiano e di Fassino allo sciopero indetto dalla Cgil contro il governo rappresenta una divaricazione interna difficilmente sanabile. Anche l’alleanza con Di Pietro sembra vacillare a seguito della linea oltranzista dell’Idv. Sull’altro fronte, il principale supporter del professore ( Silvio Berlusconi) indossa i panni di Machiavelli, e con indecifrabile circospezione suggerisce a Monti la fiducia, quasi il governo fosse suo, invitando il Pdl a votare compatto. Che sta succedendo? Si chiederebbe un italiano tornato in vita dopo essere morto l’8 novembre. Succede che il teatrino della politica sta per ricomporsi sotto nuove forme, e che i partiti e le coalizioni entrate in parlamento nel 2008 ne usciranno scompaginati e rimescolati. La seconda Repubblica si consegna alla storia, e chi ha speso 17 anni a sfidare l’italico ed atavico gattopardismo, se ne ha voglia, si rimette in gioco : ricercasi partito liberale.

6 pensieri su “Ora salvate gl’Italiani!

  1. se non ti accontenterai della nuova riedizione della dc (pdl+udc+api+fini) la tua ricerca sarà ardua, faticosa, snervante e, infine, vana. e sarà ancora più dura per te, caro angelo, perché troppe volte hai coperto gli occhi e tappate le orecchie con il liberalismo perdonando di tutto e di più al tuo ex(?) riferimento -arcoreccio e pecoreccio- che ora sei come un linus senza coperta.
    .. e il tuo vagar ti sarà dura in questo mar….
    questa volta verranno prima i principi o la ragione di stato? sono convinto che ce lo dirai presto.
    con affetto e rinnovata curiosità.

  2. Caro Michele,
    ti accontento subito.
    1) Riforma del titolo V della costituzione con riduzione dei parlamentari di 270 unità;
    2) Legge Biagi con iniziale battaglia ( persa) sull’art. 18, poi reinserito nella manovra di Tremonti all’art. 8;
    3) Riforma Maroni delle pensioni, cancellata ( a causa dllo scalone) dalla sinistra, poi riformulata nell’ultimo maxiemendamento del governo scorso;
    4) Decreto Ronchi sulle liberalizzazioni dei servizi municipali, vanificato dal referendum sull'”acqua pubblica” voluto e vinto dalla sinistra.
    5) Riforma Gelmini che ha cancellato centinaia di corsi di laurea improduttivi, ma non per i baroni che si distribuivano le cattedre.
    Sono solo alcune delle misure che i governi del Caimano hanno introdotto nel solco delle istanze europee, ma poi cancellati o comunque ostacolati dal centro sinistra e dalla massa statalista di questo Paese, della quale tu ti onori di fare parte. E’ sufficiente?

    Saluti – AC

  3. @Angelo:

    il peccato originale è stato fare quello scudo indegno. Adesso, per carità, possiamo discutere di diritto, ecc.ecc., ma certo uno si mangia le mani se pensa che da quelle cifre -illecitamente fuoriuscite- si sarebbe potuto prelevare molto di più. Adesso invece ci dobbiamo preoccupare del diritto degli evasori. Andiamo bene…

  4. @Angelo:

    1. i parlamentari sono ancora lì, sono tanti e pensano al vitalizio;

    2. la Treu e la Biagi, benché partite con ottime intenzioni, hanno creato il precariato in Italia (cioè gente incapace di spendere e far muovere l’economia, perennemente a casa da mamma’ o, peggio, in casa propria ma precariamente). Se a questo si aggiunge che si vuole ulteriore flessibilità, si capisce che in Italia ogni tanto si pensa a fare delle riforme liberali nella teoria (o pseudo-tali) che poi si scontrano con una realtà in cui non sempre questa “flessibilità” può essere applicata facilmente (in poche parole, come nel caso del licenziamento, spesso questa flessibilità si trasforma in una vera e propria tragedia). Se mi introduci il licenziamento, mi devi dare gli ammortizzatori sociali adeguati, non quelli che abbiamo adesso. E se mi dai gli ammortizzatori sociali, mi devi dimostrare che le aziende sanno fare impresa seriamente, non prendersi solo i soldi da banche (quando ci riescono) o dallo Stato per andare avanti;

    3. ma come, adesso ti piace la riforma Maroni?

    4. il referendum sull’acqua è stato vinto da tutta Italia, non dal centrosinistra. In molti paesi avanzati (e non sospettabili di essere paesi “statalisti”), la “privatizzazione dell’acqua” è stata prima approvata, poi però si è tornati indietro! Insomma, pare non sia andata benissimo (penso alla Francia). Poi, se si devono privatizzare/liberalizzare le cose e NON c’è qualcuno che garantisca il consumatore dall’aumento indiscriminato di prezzi e quant’altro, sinceramente non vale la pena. Abbiamo servizi in Italia assolutamente obsoleti che ci vengono venduti a prezzi stratosferici, ma non mi pare che nessuno dica alcunché. E allora? Le liberalizzazioni non dovrebbero favorire i cittadini? In Italia no: evidentemente ci guadagnano solo le imprese: e allora quali sono i vantaggi? Io sono per la liberalizzazione SE e SOLO SE questa porta un vantaggio al cittadino, che dalla concorrenza ottiene prezzi migliori, non la mediocrità italiana, fatta di accordi sottobanco tra grandi aziende e prezzi che per l’utente sono sempre gli stessi o addirittura salgono;

    5. la Gelmini, a parte essere tornata indietro per tante cose (assunzione precari, ecc.ecc.), si è dimenticata che i baroni non sono di certo solo quelli che piazzano il proprio figlio nella stessa facoltà del padre…

    Io penso che quanto fatto in 10 anni è assolutamente insufficiente, e non per niente siamo finiti dove siamo finiti. Se i governi avessero voluto pensare a cosa diceva l’Europa avrebbero pensato seriamente al debito (cresciuto) e alla crescita (varie volte crescita zero), ma non sono stati capaci di fare nessuna delle due cose.

    Ma poi, caro Angelo, non sarebbe il caso di pensare alla liberalizzazione delle frequenze tv? Perché dobbiamo regalarle? Si paghino, come in tutti i paesi normali ( http://www.libertiamo.it/2011/12/09/beauty-contest-meglio-privatizzare-e-liberalizzare-le-frequenze-tv/ ).

  5. Rilevo in quasi tutto ciò che Cennamo ha sostenuto, miei personali convincimenti.
    L’unica soluzione seria per questo paese è “ridurre” del 30% il peso dello Stato. Concedo a Monti tutte le attenuanti del caso ma, francamente, irpef, tasse sulle auto, bolli, accise, è roba da armadio della preistoria.
    Il problema è che, poichè la società italiana, grazie al barbatrucco del blocco pro e anti berlusoni degli ultimi quindici anni è rimasta in trincea, nessuno dice che, oramai, di tutto questo Stato teoricamente non vi è più bisogno come nel secolo scorso e, all’atto pratico, per come lo fa, è utile solo a se stesso ed ai capibastone.
    Così come, oltre al caimano, il fallimento è di tutte quelle “cose intermedie” (sindacati, associazioni e varie fritture) delle quali non vi è piu bisogno o meglio, se fossero capaci da sole di rinnovarsi nel segno della modernità potrebbero essere anche utili.
    Non ho mai amato la Gelmini ma, francamente, avrebbe potuto rappresentare un ottimo elemento di rottura in un sistema di formazione monopolizzato da cattedre vecchie, con cattedratici non competitivi e percorsi di studio ingialliti.
    Ed allora, condivido in pieno il quesito di Cennamo: chi salverà gli italiani?
    Ora ci stiamo provando con un governo sganciato per un po’ di tempo dal consenso partitico (non della società civile) e, con una improvvisa presa di coscienza di povertà materiale e di valori, magari potranno emergere priorità sostanziali, convergenze di merito e generazionali, a sterili e consumate contrapposizioni. Il tutto in attesa di proposte politiche che siano capaci di scaldare i cuori delle nuove generazioni.

  6. Caro Smarigli,
    gli italiani li salverà innanzitutto una nuova costituzione che cancelli per sempre la democrazia parlamentare. Una Repubblica presidenziale con un vero leader che possa decidere senza troppi veti, una sola camera e un sistema elettorale che premi la semplificazione : questo è quello che auspico. Poi un ricambio generazionale che lasci a casa tutti i fossili del dopoguerra. Ovviamente in questo quadro di rinnovamento lascerei fuori la confindustria e il sindacalismo più estremo.

    Saluti – AC

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