Come raccontare la crisi

Angelo Cennamo

L’anno appena cominciato metterà a dura prova l’istinto di sopravvivenza di tante famiglie e di numerose piccole e medie imprese, colonna portante dell’economia nazionale. Alcune misure del decreto “Salva Italia” sono già in vigore ( innalzamento dell’età pensionabile, introduzione dell’Imu, tracciabilità dei pagamenti, obbligo per i pensionati oltre i mille euro mensili di dotarsi di conto corrente bancario, aumento delle accise sulla benzina), altre arriveranno tra qualche mese (aumento di due punti delle aliquote iva, riforma del mercato del lavoro, ritocchi regionali alle aliquote irpef, possibili liberalizzazioni). L’Italia è in piena recessione e, per effetto dell’inasprimento della pressione fiscale, ci resterà almeno per tutto il 2012. L’insediamento del nuovo governo avrebbe dovuto giovare alla salute dei nostri conti pubblici, ma a due mesi circa dal primo consiglio dei ministri, il differenziale di rendimento tra i btp e i bund tedeschi ( spread) continua a rimanere sopra i livelli di guardia e i dati macroeconomici che ci giungono dalle agenzie di rating e dagli altri organismi di monitoraggio internazionale non inducono all’ottimismo. Un noto quotidiano americano, in questi giorni, ha rivelato una notizia che molti hanno accolto con stupore : l’approdo di Mario Monti a palazzo Chigi sarebbe stato sollecitato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale, in una conversazione telefonica di fine ottobre, avrebbe suggerito al presidente Napolitano di defenestrare Berlusconi, a suo avviso, incapace di fronteggiare la crisi. La rivelazione del quotidiano statunitense, ovviamente smentita dagli interessati, in verità non ci sorprende più di tanto. La anomala sostituzione dell’ex presidente del consiglio con il suo successore non desta clamore ( ma indignazione sì), perchè l’idea che l’Italia sia eterogovernata e commissariata dalla Germania, dalla Francia e dalle loro appendici comunitarie, i nostri connazionali, lo hanno già capito da un pezzo. Ciò che invece non hanno compreso è che all’origine della crisi economica che stanno attraversando e subendo non c’è l’eccessivo debito pubblico – che negli ultimi vent’anni, tra l’altro, è cresciuto meno della metà rispetto a quello degli paesi europei  – ma la debolezza di una moneta, ideata e concepita esclusivamente ad uso e consumo dei nostri cugini teutonici. Non lo hanno capito non perchè sono stupidi, ma perchè nessuno, o quasi nessuno, li informa correttamente e disinteressatamente. La grande stampa, infatti, dopo aver detto peste e corna sul governo del Cavaliere, ora balbetta sulle incapacità del nuovo premier di sovvertire il quadro economico della nazione. Soprattutto, stenta a far passare il messaggio chiave sulle responsabilità di quanto sta accadendo, e cioè che la crisi del debito non riguarda i paesi deficitari della Ue, ma l’euro. Le opinioni degli economisti fuori dal coro ( Beverez, Krugman…), vale a dire coloro che sollecitano una rimodulazione del ruolo della Bce, da garante della politica monetaria dell’Unione a prestatore di ultima istanza, vengono relegate nelle ultime pagine o del tutto taciute. Tantomeno si interrogano, ad esempio, sui motivi per i quali un paese come il Giappone, che ha un debito pubblico notevolmente superiore al nostro, non venga aggredito dalla speculazione finanziaria. Quello che più conta, per i nostri media, è incensare il nuovo capo del governo, rassegnarsi ed inchinarsi di fronte ai suoi provvedimenti austeri, “i-n-e-v-i-t-a-b-i-l-i”, e maledire il suo predecessore per aver portato lo spread oltre quota 500. Gli italiani se la sono bevuta, e così sia.

2 pensieri su “Come raccontare la crisi

  1. giustamente da molti questo è indicato come il governo del presidente. e molti hanno preso atto dell’incapacità della politica, e dei politici, italiana di assumere provvedimenti in grado di indurre un cambiamento. molti provvedimenti da fare, e fatti da monti, vanno al di là dell’ideologia ma contrapposizioni interne agli schieramenti di fatto ne hanno impedito l’attuazione. e questa confusione “ideologica” ha bloccato la democrazia, e tutte le repubbliche, in italia. ora, e mi ripeto, è prematuro parlare di fallimento del monti. anche perchè lo spread, caro angelo, non puoi mica misurarlo ogni giorno, per avere un giusto parametro di giudizio bisogna aspettare qualche mese. io che comunque non sono contento e che avrei preferito le elezioni e la probabile vittoria del centrosinistra mi trovo nella condizione, nel leggere i tuo scritto, di essere becco e bastonato.
    mi permetto di mettere in risalto la maggiore considerazione, e autorevolezza, in europa e nel mondo “finanziario” di questo governo dci cui un giudizio serio e completo non si può dare se non calcolando anche l’eredità negativa del governo del nostro “rattuso e falotico” a te tanto caro.
    io da questo nuovo corso mi auguro una destra libertaria, cioè, come ha spiegato Clinton Eastwood, liberista nella tassazione e nel mercato ma anche liberale verso i diritti civili. purtroppo i nostro “rattuso”, il suo governo e molti suoi sostenitori, era una specie di caudillo abituato a comprare anche gesù cristo. detto questo ti dico anche non ti preoccupare che appena si presenterà l’occasione l’Italia sarà di nuovo salvata dai comunisti. e si ricomincerà con le signorie e le bischerate!

  2. Io, poi, non ho capito una cosa: che senso ha tracciare i pagamenti delle pensioni (che arrivano direttamente dallo Stato al pensionato)? Posso capire il pagamento di una somma tra privati cittadini…

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