La ragazza dei fiori morti

Giovanna Rezzoagli

E’ questo il titolo il titolo della deliziosa opera prima della giovane scrittrice Amy MacKinnon. Per il momento è anche opera unica, anche se in tanti, compresa la sottoscritta, aspettano un prossimo romanzo. L’opera, di primo acchito, può essere configurata all’interno del  genere thriller. In effetti ne possiede tutte le caratteristiche, ma, dopo averlo letto, questo romanzo appare come un intricato gioco di specchi, in cui nulla è come sembra. Solo la profonda sensibilità della giovane protagonista, Clara Marsh, resta lo sfondo immutabile in cui si narra la vicenda. Una vicenda che, in 305 pagine da leggere d’un fiato, tocca tanti drammi che possono costellare la vita di una donna, dall’infanzia all’età adulta. Si passa dal dramma del rimanere orfani, al vivere sotto lo stesso tetto con un adulto sadico, allo stupro, all’autolesionismo, all’aborto, alla pedofilia e all’infanticidio. Il tutto con una delicatezza che lascia spiazzati. Clara ha vissuto un’esistenza dolorosa, difficile. Forse per questo ha scelto un lavoro che in pochi vogliono fare: preparare le salme in un’agenzia di pompe funebri. L’essere umano, in genere, tenta di dimenticare il più possibile la morte, Clara no. Clara si trova a suo agio con i defunti ed ha verso di loro una carica di umanità che difficilmente riesce a dimostrare ai vivi. Da sempre Clara ama i fiori, conosce il loro linguaggio più intimo. Per questo, quando è costretta a rivivere i suoi drammi più dolorosi occupandosi dei resti di una bimba sconosciuta brutalmente uccisa nella città dove vive, Clara riveste la bara della piccola con i fiori più rigogliosi della sua serra. E, dopo tre anni, inizia a ricevere le visite di Trecie, una bimba che Clara intuisce essere in grave pericolo, non importa se per salvarla dovrà mettere a rischio la sua stessa vita… Null’altro aggiungo alla trama che merita di essere letta e ben ponderata. E’ un libro che sa essere specchio di vita ben più di quanto non si immagini. Certo, la storia narrata è frutto di fantasia, eppure contiene tante verità di cui tante donne, ora, adesso mentre state leggendo, sono vittime. Vittime di un mondo ipocrita e perbenista che disprezza cordialmente il genere femminile, vittime di una misoginia neppure troppo latente che vuole la donna un essere di cui abusare e da controllare. Se ciò vale in gran parte del mondo, ciò dicasi anche per l’Italia. Quante donne sono ancora oggi maltrattate nell’omertà più totale, vittime spesso di una cultura che le vuole un passo indietro rispetto al maschio! Il manoscritto de “La ragazza dei fiori morti”, non a caso,  venne respinto da ben 73 editori prima di diventare un libro tradotto in dieci Paesi. Clara ha molto da insegnare, perché ciascuno di noi incontra quotidianamente una Clara Marsh sul suo cammino. I libri parlano, come i fiori, un linguaggio segreto che solo le menti più sensibili sanno ascoltare.

2 pensieri su “La ragazza dei fiori morti

  1. Purtroppo i capolavori a volte restano unici. Non ho letto questo libro, ma me ne ha fatto venire desiderio di acquistarlo. La sua recensione è stata accattivante.
    Cari saluti
    Elisa

  2. Gentile Elisa, sono sempre lieta quando qualcuno esprime il desiderio di leggere un libro. Leggere ci rende liberi. Il libro è effettivamente molto bello e anche se tratta temi molto incisivi non risulta pesante. Affatto. Buona lettura e grazie per il commento.
    Giovanna Rezzoagli Ganci

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