Cava de’ Tirreni: degli stipendi degli onorevoli non se ne parla più

Sarà un caso. Sarà capitato. Ma tutti gli onorevoli e i senatori, approfittando del silenzio di chi urlava “Masnadieri” e dei tanti problemi scoppiati a raffica, fanno finta che niente sia accaduto. Il governo va avanti con estremo coraggio dopo decenni di demagogia, di sperperi e di debiti, attribuibili proprio alla classe politica che ci ritroviamo. L’Italia è in rivolta, persino in piazza Montecitorio è guerra, scoppiano bombe, per ora di carta. Il popolo comincia a morire di fame. Ma tutto questo inferno Dantesco non scuote i parlamentari.e i regionali. Non un gesto, non un atto almeno simbolico di partecipazione ai sacrifici di tutti. I parlamentari e i regionali più pagati al mondo, si sono chiusi nel palazzo e hanno rivendicato l’assoluto privilegio di essere loro e solo loro a decidere la loro indennità. Vergogna! Sovrani assoluti come tanti Re Sole. Il risultato è ormai scontato. Dai giornali si conoscono le anticipazioni. Non verranno toccate né indennità né diarea Persino il baget che si sarebbe dovuto assegnare d’ufficio ai portaborse verrà per metà gestito dai padroncini parlamentari. Resta intoccabile il privilegio di volare gratis su tutto il territorio nazionale, con il solo ridicolo invito a utilizzare i voli lowcost. Solo la lasagnetta al ragù bianco e scamorza dello chef del Senato è arrivata a costare quanto la pastasciutta della mensa dei ferrovieri. Prima pagavano pranzi <luculliani a quattro euro; Mangioni a sbafo, a quattro euro.Vergogna! Pezzenti! Non c’è offesa che tenga. Ma offesi per tanto affronto protestano disertando i ristoranti della Camera. Vergogna! Pezzenti! Non c’è offesa politica che basti! Per la verità è che riterrei giusto pagare adeguatamente una funzione importante e qualificata (se così fosse) come quella del parlamento. E che perciò trovo degradante vedere ridotto a poco, specie dall’ultima legge elettorale (il cosiddetto Porcellum. Ma una legge dello Stato può mai chiamarsi così ?) la qualità media dei senatore e deputati. Mi chiedo  ma quand’è che questi lavoreranno un po’…Alcuni vanno nelle aule solo per non perdere il gettone. Nessuno li conosce.  Tutti pensano che sono dei sordomuti. Non parlano mai. Alzano il dito solo per recarsi al bagno. Ma veniamo alle cifre. Fino a circa cinque anni fa il Parlamento Italiano costava quasi quanto i parlamentari nazionali delle altre prima quattro economie europee insieme. E’ ancora più sorprendente che dopo cinque anni la situazione sia addirittura peggiorata; il costo dei grandi parlamentari nazionali e regionali è cresciuto più del Pil – ovunque oggi la cifra per i cinque grandi paesi è diventata pari a 3,2 miliardi ma in Italia ancora di più, ed oggi il costo di Camera e Senato è superiore. Sono numeri stratosferici che ci fanno sobbalzare dalla sedia. Se poi aggiungiamo che arriva a duecentosettantamila euro il costo di uno stenografo della Camera dei deputati al massimo della anzianità e la confrontiamo con i duecentotrentamila dello stipendio del Presidente della Repubblica, capiamo che c’è qualcosa di profondamente sbagliato. Non parliamo poi delle laute pensioni con solo due anni e mezzo di legislazione. Un povero cristo di operaio o dipendente pubblico deve lavorare una vita intera e spesso non riesce neppure a godersela l’agognata  pensione  da fame. Ed è infine un paradosso un assurdo se giudicato con il metro di una qualsiasi grande azienda, nella quale semmai il problema è ridurre il multiplo per il quale viene moltiplicato il salario dell’operaio per raggiungere la remunerazione dell’amministratore delegato. Non parliamo poi dei licenziamenti.  Ma ai nostri politici cosa gliene frega vedi se fanno per questo sciopero. C’è bisogno di un novello Spartaco o Masaniello.  

 

avv. Alfonso Senatore

Presidente dell’ Associazione “CITTA’ UNITA”