La strage degl’innocenti
Infanticidio anche nei Paesi dove lecito l’aborto. Nei Paesi dove permesso l’aborto, perche’ non consentire anche l’infanticidio? La posizione assunta da due bioeticisti italiani, Alberto Giubilini e Francesca Minerva, pubblicata sul Journal of Medical Ethics, rasenta il vero e proprio omicidio. Che certamente non può essere avallato dalla motivazione che sia il feto, che il neonato, solo persone potenziali, senza alcun interesse. La notizia ha sollevato un polverone notevole non solo nel mondo cattolico. Anche se i media già hanno assunto una posizione a riguardo. Schierandosi a favore della vita, come l’Avvenire o lasciando margini di dubbio a chi anche se avanguardista, nel campo della bioetica, lascia spiragli di soggettivismo interpretativo. Per qualcuno risuona la strage di Erode, che a Betlemme intimò la soppressione dei nati da pochi giorni, per sopprimere il Re dei Re! Oggi, pare che ancora una volta la nascita, privilegio ristretto. Che sia solo la libera volontà a fissare, come già per l’eutanasia, come e quando far vivere. In quali condizioni consentire l’esistenza. Davvero l’uomo, arbitro della sua vita…troppo prefabbricata, parametrata, fissata, regolamentata, sancita addirittura nei suoi processi da sempre affidati per gli antichi al caso, per i credenti alla divinità! Il Protocollo di Groningen, che dal 2002 in Olanda liceizza la fine della vita dei neonati, con prognosi infausta, si teme possa varcare anche le Alpi!