Chiesa di Santi…e di peccatori!
Ennesimo scandalo, marcato clero: e la Chiesa, sospende il consacrato don Prandin a Rovigo, per atti immorali su missionarie. Il boom, sembra quasi non meravigliare più, giacchè ultimamente sempre più frequenti episodi cronachistici tutt’altro che edificanti, che tirano in ballo proprio il riferimento della spiritualità. Consacrati di semplici periferie ed alta prelatura, religiose laiche e consacrate all’infanzia, corvi di palazzo e ciambellani senza confini. Il Vaticano vive una stagione epocale ingorda di gossip mediatici, affumicata da maldicenze ed intrighi. Corruzione e liberalizzazione. Nel momento in cui anche le coppie gay, accedono ad unioni nuziali, i pride multicolor fanno rumore sulle piazze, un Paese che si suicida per non poter sopravvivere alla crisi economica. E l’assedio lavorativo, transita per i nervi dei più sensibili, fagocitando disperati gesti contro la vita stessa. Una cronaca impazzita, imbrattata sempre ulteriormente di sangue e di scoop, dove le pari opportunità sembrano portate avanti solo da omosessuali, più che da gente comune, che chiedono la rivendicazione dei propri diritti sociali, a poter vivere ogni giorno, lavorando e guadagnando. In un’Italia di canzonette, direbbe qualcuno, più che di santi e navigatori del terzo millennio, la nave ecclesiastica, che rischia avarìe da ogni parte. E, come sempre, proprio dall’interno i franchi tiratori. Proprio tra gli scanni della gerarchia, quanti offrono il fianco a “quel fumo di Satana” come già in passato detto a proposito delle “azzardate” rivelazioni sul terzo segreto di Fatima, che non riescono ad offrir più testimonianza autentica di fede. Ad esser pastori d’anime, nel saper pascere il gregge, in ossequio al mandato petrino. Se quello del celibato, da sempre un problema a cui la Chiesa ha tentato di porre mano, sia tenendo a freno gli scalpitanti ex preti che, rinnegando la solitudine esistenziale, optano per una vita di coppia, sia rimarcando che quello di tale ordine, aperto alle donne, tanto di visione luterana, neanche a parlarne. Ancora a tappeto il dissidio tra amore sponsale ed divino. Alla creatura, nell’ottica dell’emanazione del Creatore o esclusivamente a Dio, sommo Bene. E, se ancora la chiamata per la copiosa messe, nel nostro tempo percepita anche in età adulta, gli operai che la seguono, spesso denudano la fragilità esistenziale, come lo stesso Pietro rivelò. Un’umanità che non viene resa perfetta dalla grazia, pur indossando abito talare: una caducità che spesso s’invischia di quella mondanità che ne schiavizza la spiritualità. Finendo per scandalizzare, anzicchè per trainare verso il cielo. Una Chiesa fatta di uomini e di peccatori, di pecorelle smarrite e di pastori d’anime, spesso più incline a mille dubbi temporali, che alla dritta ascesa salvifica, ancora in piedi, con tutti i suoi collassi non solo di stampo medievale. E, quest’Arca agostiniana, ancora oggi chiede a Ratzinger, che piaccia o no dopo Wojtyla, tutt’altra storia, giacchè dopo Karol, chiunque non avrebbe retto il paragone, d’esser guidata tra famiglie mutuate in convivenze di fatto, figli nati da embrioni surgelati, amori degenerati in pluriomicidi passionali. Oggi, l’Uomo vestito di Bianco, ancora con pastorale e mitra, a dover tener unito il gregge mondiale ed a dover dettare parametri salvifici, all’uomo contemporaneo! Sospendendo e scomunicando, se necessario, chi esula dalla via tracciata, per essere nella comunione della fede!
questa chiesa e questi ultimi due papi non hanno fatto altro che chiudersi in dogmi e affermare il principio dell’infallibilità papale. quasi che un papa possa essere un non umano. si sono allontanati dalle pulsioni di rinnovamento che provenivano dalla chiesa vera, quella dei poveri, del secondo e del terzo mondo. si sono specializzati nella ricerca della ricchezza generata dal danaro, con banche e bancarelle. hanno preferito fare santo un capo di una setta spagnola e franchista e sacrificare monsignor romero. insomma, cara direttrice, in questa chiesa cattolica romana comanda il danaro, il potere e l’inquisizione e vi è una supponenza di supremazia religiosa come se di Dio ce ne fosse più di uno e, ovviamente, quello romano è il numero uno.nel tempo mettere ossessivamente l’occhio sotto le lenzuola dei cristiani, legiferare veti sulla sessualità, nascondere le malefatte, imporre la propria volontà, attaccare i ghei e trattare le altre chiese con superiorità ed, infine, assumere come riferimento il fondamentalismo religioso non può che portare ad un lento, continuo e inesorabile decadimento e lasciare solo ciò che luccica (scarpette prada, vestiti di bianco splendore, adunate oceaniche, papa mobile e ovviamente gossip) epperò consola perchè fa credere che non ci siano problemi.
la mia proposta di soluzione sarebbe un pò di democrazia e potere decisionale dei credenti.
Brava Direttrice, sempre sulla notizia anche la domenica. E’ vero,la chiesa è scandalosa. Bene fà a dare notizia di questi episodi. La chiesa è fatta d’uomini e Cristo si vergognerà a vedere infangato il suo nome da questi suoi discepoli. Esistono tanti che lavorano in silenzio senza sputare il loro veleno macherandolo di sentenze, questi sono la speranza della chiesa cattolica. Quelli che fanno molto e parlano ( e scrivono) poco. Con i miei omaggi.
Un’altra “Santità” è in questi giorni in Italia.
Il Dalai Lama.
Gli altri quotidiani hanno dato risalto alla notizia. Sinceramente di questo editoriale (che dimostra che siamo tutti uomini nel bene e nel male) ne avrei fatto a meno.
Probabilmente il Dalai Lama se ne fa poco del titolo di “Santità” e preferirebbe che l’uomo cercasse di migliorare nella morale. L’episodio dell’editoriale torana giusto a punto.
Ogni via è buona per migliorarsi. Anche, per un nostro prete, potersi sposare e/o amare liberamente una donna.
Spero dedicherà un editoriale a questo monaco buddista.
Joseph
Come si fa ad imporre a un uomo o a una donna qualcosa di contronaturale? Come se alcuni papi del passato fossero totalmente asessuati. Questa del “celibato” (parola infida e ipocrita) è la causa scatenante delle deviazioni sessuali dei religiosi.