Salerno: lLettera aperta all’architetto Nuno Almeida “Richiamo alla dura realtà: il Crescent è un eco-mostro!”
Egregio Architetto Nuno Almeida, con piacere abbiamo appreso dagliOrgani di informazione della sua recente visita a Salerno nell’ambito dell’evento Archintour. Visitare una provincia italiana deve essere esperienza significativa visto lo straordinario patrimonio culturale e paesaggistico che il nostro Paese custodisce da secoli. Patrimonio che purtroppo è in serio pericolo. Le sarà già noto che l’Italia è uno dei paesi europei dove si costruisce più massicciamente. Dal 1991 al 2011 ogni anno il territorio urbanizzato è cresciuto di 8.500 ettari. Lo certifica l’Agenzia ambientale europea, come si legge in “Salviamo il Paesaggio”, saggio di Luca Martinelli di recente pubblicazione. Salerno, egregio Architetto, non si sottrae alle tendenze nazionali. Nel corso della sua visita in città avrà avuto modo di recarsi presso il cantiere dove vorrebbero innalzare la mastodontica struttura denominata <Crescent>. Una costruzione che vedrà utilizzare centocinquantamila mila tonnellate di calcestruzzo nei pressi della storica spiaggia di Santa Teresa, area pregiata e vincolata che chiude il noto lungomare della città, a immediato ridosso del centro antico e dello storico Teatro “Giuseppe Verdi”. Un progetto destinato alla edificazione di centinaia di alloggi per pochi privilegiati a ridosso del mare, in una zona – in tempi recentissimi – demanio marittimo. Una costruzione alta 30 metri circa, lunga quasi 280 metri, che farà aumentare i rischi idrogeologici dell’area. Il pesante complesso sorge sulla linea di costa, con un corso d’acqua, il Fusandola, che scorre sotterraneo e che nel 1954 fu causa di una esondazione che provocò perdite di vite umane e ingenti danni. E pensare, egregio Architetto, che il progetto è carente addirittura dei pareri specifici della competente Autorità in materia di assetto idrogeologico. Molte personalità di rilievo internazionale, tra essi Oriol Bohigas e Gillo Dorfles, hanno sottolineato come l’enorme costruzione è “fuori scala” e mal si inserisce nel delicato contesto urbano, anzi essa stravolgerà per sempre un paesaggio che ha un valore acquisito, riconosciuto. Lo scellerato progetto è da tempo al centro dell’attenzione dei media nazionali, del quotidiano spagnolo El País, del saggio La Colata – Il Partito del Cemento che ha definito l’opera come “un enorme caseggiato che ricorda le strutture costruite negli anni sessanta”. Le sarà noto che il Crescent è espressione di un’architettura oramai datata, riprodotta in serie in varie città europee nei primi anni ’80. Nel corso della sua visita al cantiere ha notato le colonne doriche posticce innalzate a pochi metri dal mare? Se la sente di dissentire dall’opinione di migliaia di cittadini che si ritrovano nel Movimento No Crescent secondo cui l’edificio in costruzione rappresenta il Tempio del kiscth? Le scriviamo, Egregio Architetto, senza spirito polemico, anzi riteniamo che questa breve corrispondenza le permetterà di avere una visione completa dell’intervento del Fronte del Mare di Salerno, in tale ottica le può essere utile la consultazione dell’allegato Dossier in digitale e del Sito www.nocrescent.it. Siamo certi che un esame più attento del progetto le consentirà di valutare con maggiore consapevolezza un intervento urbanistico molto, molto discutibile. In attesa di un cortese cenno, porgiamo i più deferenti saluti.
Comitato No Crescent