A te che leggi dopo mezzanotte…”Parla più piano e vieni qui vicino a me”
“Parla più piano e vieni qui vicino a me, voglio sentire gli occhi tuoi dentro di me, nessuno sa la verità, è un grande amore e mai più grande esisterà…” Era sempre così: in fondo, forse il suo, era uno di quegli amori destinato ad essere imperituro. A riesumare anche Giulietta, dalla tomba dei Capuleti, facendo riscrivere una nuova love story, della serie Beautiful terzo millennio. Ogni volta che lo vedeva, c’era qualcosa di magnetico che assaliva entrambi e che restava in piedi come se il tempo non scorresse più. Come se gli anni, fossero alchimia dei filosofi, a tutti i costi desiderosi di darsi un tempo, per poter dire d’aver vissuto. Lei, queste cose, le sapeva: da quando una specie d’ameba asessuata, le aveva detto che ogni mattina, nell’ alzarsi, scorreva la carta d’identità, per ricordare la sua età. Cosa che a lei, invece, francamente, non interessava. Perchè restava quella di sempre, anche se facevano di tutto, per amputarle la voglia di vivere. L’esistenza sembrava essersi messa di puntiglio, nel rimandarle troppe delusioni umane. Ciò nonostante, non riusciva a non lasciarsi andare al proprio sentire, che le dava il senso del vivere. Dell’esistere, del respirare, del correre: ricordava il suo ultimo accidens ironico. In un luogo pubblico, in fila, le s’era staccato il cinturino del sandalo ed era stata costretta a percorrere metri sotto il sole, impettita, senza potersi fermare perchè, alle sue spalle, quella specie di setter spirituale, reggeva il passo. Anche allora, il suo baralino di seta blu, ben risaltante l’abbronzatura marina, con gli occhiali da sole azzurri a specchio, non l’aveva fatta passare inosservata. Era sempre distinta, le dicevan, con classe e portamento. E lo era specialmente a livello comportamentale: perciò si dilaniava nel non riuscire a gestire gli stalloni che pullulavano nella sua esistenza. Troppi, per poter dire d’esser esente da certi bisonti, che in tema di educazione, ne possedevan davvero poca! Perciò le rimaneva quel connubio con lui, che tutto sommato, era ancora del vecchio stampo: allevato a rigore e valori, temeva perfino la sua ombra in quanto a rispetto pubblico. Troppo, per poter vivere da uomo, pensava lei, che avrebbe gradito che dall’altra parte, fosse venuta una maggiore padronanza esistenziale: un tempo, almeno, lo aveva visto sotto un’ottica diversa. L’aveva immaginato diverso. Sperato diverso! Un tempo…così vicino, anche se era da troppo che lo teneva a mente…un tempo in cui tutto le era sembrato favolistico, in cui si era sentita principessa, guardandolo strizzato di felicità al solo vederla! Quel tempo aveva creduto in una favola, che ancora reggeva perchè i giorni, le davan ragione: il loro era davvero un grande amore, ma lui aveva deciso di darla per vinta all’invidia comune, che su di loro, aveva sempre appiccicato il suo sguardo vedendoli felicemente in tandem!