La pagina politica di Sala Consilina: c’è posta per te

Maddalena Robustelli

La città capofila del Vallo di Diano inizia a percorrere l’iter che la condurrà ai prossimi impegni elettorali, un cammino connotato da caratteristiche più o meno impervie a seconda di come sarà l’approccio iniziale nell’avvio della suddetta fase. Difatti dando per evidente, e agli occhi dei più scontato, che i partiti abbiano sempre più perso il ruolo di cinghia di trasmissione del consenso tra i cittadini e le correlate istituzioni ed evidenziando che sempre più si sono trasformati in comitati   del singolo candidato successivamente eletto, appare alquanto difficile delineare scenari futuri che li vedano nel ruolo di protagonisti, consapevolmente coinvolti nel fissare le linee guida dei programmi delle future consultazioni politiche o amministrative. Conseguentemente si cercano soluzioni, strumenti e possibili rimedi per rimetterli in carreggiata, nel presupposto che sia formalmente necessario che essi si affaccino alla ribalta politica locale, calcando le tavole di un palcoscenico sempre più affollato di personaggi in cerca di un autore. Succede, così, che nel giro di pochi giorni i media comprensoriali interfaccino tra di loro due missive, fatte pervenire da un dirigente e da un iscritto ai rispettivi partiti d’appartenenza. Con la prima venivano  partecipate agli utenti degli organi di stampa comprensoriali le dimissioni dal Pdl di R. Luisi, “considerata l’impossibilità di poter scrivere una pagina dignitosa della politica locale nelle fila del Popolo delle Libertà”. Con la seconda F. Di Paola, iscritto al circolo Pd di Sala Consilina, auspicava che il momento fondamentale delle elezioni amministrative e la correlata fase “non può avvenire, a mio avviso, nella prosecuzione di confusioni di identità  politiche che devono abbandonare il nostro condividere percorsi nella gestione della cosa pubblica”. Spetterà, ordunque, ai singoli partiti di riferimento avviare un confronto sui temi messi in rilievo nelle rispettive missive, approntando le specifiche risposte, che avranno tempi più o meno celeri a seconda delle particolari priorità del Pdl e del Pd locali. Ma, al di là delle precipue contingenze di ognuno di questi due partiti, a mio parere, appare evidente che si sia ricorso alla divulgazione delle rispettive missive perché sia conosciuto ai più il contenuto delle lettere medesime. Al riguardo una domanda sorge spontanea: per caso i loro autori hanno parlato alla moglie perché il suocero li intenda, ossia pensano che i propri partiti d’appartenenza avviino il relativo confronto sulle richieste avanzate, ancor di più motivati dopo essersi  sintonizzati con il segnale televisivo, o è altra la motivazione che ha  indotto gli scriventi alla divulgazione delle loro missive? Può darsi che le conseguenti risposte arrivino in tempi celeri, oppure no, e comunque tutto dipende dal ruolo che i partiti hanno all’interno delle loro comunità. Quanto più essi sono reali, vitali e riconosciuti come tali, tanto più l’operazione andrà in porto, altrimenti non servirà alcuna affrancatura speciale perché le lettere giungano a destinazione. Anzi, potranno ritornare indietro con la bollatura “mittente sconosciuto”, anche nell’ipotesi che i singoli partiti abbiano una sede fisica dove eventualmente recapitare la posta, perché, una volta che essa ivi pervenga, chi la legge non ha la facoltà di prendere decisioni al riguardo di quanto richiesto. Oppure, anche se si deliberi sul contenuto della missiva, altri non consentiranno al partito di metter in pratica le risoluzioni adottate perché gli estensori delle risposte non sono considerati capaci di metterle in pratica. La crisi dei partiti è sotto gli occhi di tutti ed il vento dell’antipolitica getta giù qualsivoglia tentativo di rilegittimarli quali strumento fondamentale del vivere democratico, in quanto ideale veicolo di  trasmissione del consenso dai cittadini alle relative istituzioni. Un consenso fine a sé stesso e a chi di volta in volta lo richieda li ha privati di ossigeno vitale e, forse, sarebbe il caso che le loro sezioni, circoli, sedi vengano frequentate da parte di iscritti e simpatizzanti coscientemente mossi dalla volontà di offrire disinteressatamente il loro contributo per infondere in essi una linfa vitale nuova. Con l’auspicio che ognuno varchi quella porta pienamente consapevole di quel che occorra alla propria associazione politica d’appartenenza, perché, parafrasando J. F. Kennedy e modificando il suo motto al caso in questione, chi aderisca ad un partito “non  si domandi cosa esso può fare per lui, ma ciò che egli può fare per il suo partito”. Un apporto concreto, frutto di un confronto altrettanto fattivo, ma preliminarmente franco, leale e corretto, è ossigeno, è vita per tali istituzioni, né si può sostituirsi ad esso alcun altro genere di rimedio, neppure quello offerto dai media, tradizionali e no, perché è noto a tutti che ciò che si diffonde nell’aria non sempre ricade necessariamente sulla terra.