Pellezzano: La Traviata in scena
Nel Teatro Comunale di via Fravita a Capezzano, alle ore 21.00 del 29 novembre, andrà in scena “La Traviata” di Giuseppe Verdi, a cura della Camerata delle Arti, Gelindo Di Luca Management, con Ramona Tullumani Violetta Valery, Adriano Gentili Alfredo Germont, Gianfranco Cappelluti Giorgio Germont. Coro Lirico di Puglia e Basilicata, pianoforte conduttore Angelo Nigro, direttore artistico Francesco Zingariello , regia di Lev Pugliese. Un evento unico, che regala ai melomani salernitani un assaggio della lirica d’eccellenza, nella prospettiva di una futura consuetudine. Al riguardo questo il commento del sindaco Carmine Citro: ” Invitiamo a Pellezzano gli appassionati e non perché lo spettacolo vanta un allestimento straordinario, inoltre l’ingresso è libero. Così promuoviamo la cultura, con l’obiettivo di creare, a medio termine, un polo culturale di riferimento per tutta la provincia. Ringraziamo il nostro presidente del consiglio comunale, nonché consigliere regionale Eva Longo, che presso la Regione ha seguito costantemente l’iter finalizzato ad ottenere il contributo “. La storia della genesi della Traviata di Giuseppe Verdi (e naturalmente, Francesco Maria Piave) è una di quelle che merita essere raccontata, nella quale realtà, romanzo e musica s’intrecciano.
Il personaggio di Violetta Valery deriva da quello di Marguerite Gautier, la protagonista del romanzo La Dame aux Camèlias di Alexandre Dumas figlio. E Marguerite è il ritratto della famosa cortigiana o lorette (come si diceva allora a Parigi) o escort di lusso (come si direbbe oggi in Italia) Alphonsine Rose Plessis, nata in Normandia nel 1824. La sua figura è in certo modo diventata, se non leggendaria, sicuramente tale da suscitare un certo numero di testimonianze successive alla sua morte. Pare certo che la madre fosse una nobile decaduta, e il padre non proprio uno stinco di santo, tanto che sembra vendesse la figlia dodicenne ai piaceri dei possidenti del luogo. In ogni caso, verso i quindici anni la ragazza si trasferisce a Parigi. A Parigi fa diversi lavori: dalla cameriera alla lavandaia alla sarta, ma sembra divenisse in breve la mantenuta di un grosso commerciante o del padrone del ristorante in cui lavorava. Quello che è abbastanza certo è che a sedici anni comincia a farsi notare non soltanto per la sua bellezza ma anche per un’insolita vivacità intellettuale, e inizia a frequentare compagnie sempre più altolocate e ad avere amanti sempre più ricchi. Studia il pianoforte, si mantiene informata sulla società e la politica, il suo salotto diviene meta obbligata degli uomini del bel mondo; fra questi, anche Alexandre Dumas padre. Il romanziere non era certo un puritano e spesso portava con sé anche il figlio, il quale ebbe per poco più di un anno una liaison intensa ma piuttosto tormentata con Alphonsine – che nel frattempo aveva cambiato il suo nome in Marie du Plessis – quando entrambi avevano diciotto anni. La giovane muore a 23 anni, di tisi, ormai abbandonata da tutti in quanto non poteva più svolgere il suo ‘mestiere’ di prostituta. Muore nella sua casa e piena di debiti, ma la sua popolarità è tale che l’asta indetta dai creditori per vendere tutti i suoi beni – comprendenti per esempio gioielli, sete preziose, mobili di grande pregio – ottiene un afflusso di pubblico enorme. Persino Charles Dickens viene da Londra per parteciparvi. Il romanzo La dame aux camèlias, quasi un instant book dell’epoca, viene scritto e pubblicato quando il ricordo di Alphonsine è ancora molto vivo, ottiene un buon successo e qualche anno dopo lo stesso Alexandre Dumas lo trasforma in un dramma teatrale. Questo dramma teatrale è quello cui Verdi assiste nel 1852 a Parigi, e subito decide di metterlo in musica. Verdi invece decide di fare di Violetta sì una prostituta (ed è la prima volta che una donna di questo tipo viene ufficialmente portata sulle scene dell’Opera, senza ‘se’ e senza ‘ma’, senza giustificazioni o scappatoie verbali) ma anche un personaggio positivo, perché si sacrifica per amore e per la felicità di una persona che nemmeno conosce, la sorella del suo innamorato.
La prima rappresentazione non ha alcun successo.. Verdi non si dà per vinto, rimette mano allo spartito e dopo un anno nasce il capolavoro che tutti conoscono.