Salerno: l’eterna vicenda chiamata Crescent
Il comitato No Crescent da anni si batte per evitare la costruzione dell’ecomostro in località Santa Teresa. L’associazione, nel corso di oltre tre anni di attività, ha presentato presso la Procura della Repubblica di Salerno dodici articolati esposti nei quali ha messo in evidenza le diverse anomalie nell’iter amministrativo intrapreso dal Comune. Tra le altre cose, il Comitato ha posto l’accento sulle ben note polizze rumene “City Insurance”, Compagnia al centro di indagini penali in varie regioni d’Italia con sequestri a carico e specifica inibizione all’operatività sul suolo nazionale con provvedimento Isvap dello scorso 2 luglio. E’ emerso che non solo la Crescent srl si è avvalsa delle discusse polizze a garanzia del pagamento degli oneri al Comune ma che numerose opere pubbliche comunali sono garantite dalla stessa Compagnia di Bucarest per oltre sedici milioni di Euro. Ci si chiede come siano conciliabili le discussioni astratte sulla legalità, tenute in convegni ai quali partecipano organi istituzionali –anche inquirenti- insieme con il sindaco di Salerno, con dati concreti così eclatanti. Viene da chiedersi: come mai una Compagnia rumena tanto discussa garantisce la maggior parte delle opere pubbliche cittadine? Ancora: è opportuno che un organo tanto importante quale il Procuratore della Repubblica partecipi a convegni sulla legalità col sindaco, proprio all’approssimarsi della scadenza dei termini per l’eventuale rinvio a giudizio del primo cittadino sulla vicenda Crescent? E’ normale che un Prefetto, investito a più riprese dal comitato sulla questione delle polizze rumene, non intervenga? Il tutto è ancor più grave se si considera che il Consiglio di Stato con la recente Ordinanza del 19 novembre scorso ha disposto approfondite Verifiche su tutti gli aspetti della vicenda urbanistica di Santa Teresa, sui dati idrogeologici e demaniali, ritenendo peraltro di dover acquisire elementi tecnici precisi anche sulla piazza della Libertà. Eppure con le tante problematiche ancora in discussione il Comune, da un canto ferma il cantiere dell’opera pubblica piazza della Libertà, e dall’altro canto consente la frenetica prosecuzione dei lavori di un condominio privato, con rischio d’impresa per l’ente e con la spada di Damocle della demolizione delle opere in corso di realizzazione.
COMITATO NO CRESCENT