Paese che vai…presepe che trovi

  di Rita Occidente Lupo

Ormai la fantasia si sbizzarrisce, inserendo anche la vita sociale e pubblica, nella location della Natività. Nel tentativo di contemporaneizzare un Evento, non fine a se stesso, oltre Duemila anni fa. E così sembra che l’antica arte, allevata tra le pareti domestiche, quando il camino a far compagnia, tra bucce di mandarini e l’incenso del braciere, subisca una poderosa virata, grazie ai nuovi media, che bombardano scene. E che lanciano costanti messaggi anche antitetici a quello primordiale: un Bimbo che nasce, l’Emmanuelle, per donare salvezza all’umanità. C’è chi vede l’Evento in un modo e chi l’accartoccia con la carta-crespa, in un altro. Tra le Repubbliche Marinare, senza dubbio la città lagunare, vanta natali a riguardo, risalenti alla prima meta’ del XVI secolo. Tra i presepi piu’ suggestivi ,quello del Museo dei Beni Culturali Cappuccini, quello del Santuario di Nostra Signora Assunta di Carbonara (La Madonnetta), dell’Oratorio del SS. Sacramento e San Bartolomeo di Staglieno,  in aggiunta a quelli dei Musei di Nervi. In ossequio tradizionale oggi, in Piazza Matteotti e a Palazzo Ducale il ‘Confeugo’, omaggio dell’Abate del Popolo al Doge con ”l’accensione del gran ceppo di alloro”. Il tutto, tra accattivanti coreografie rimandanti, grazie ai costumi, ai fasti dell’antica Repubblica.