Carni cancerogene!
Mentre l’estate tarda a venire e le previsioni ogni giorno rimandano un caldo in pensione, lo scandalo delle carni impazza sotto la pioggia fuori stagione. L’ultimissima, riguarda le seimila tonnellate di carne volatile, non igienicamente trattata. Dopo l’allarme di gatti e cani, ristoranti cinesi e non, con carni macellate tutt’altro che bovine, l’attenzione ai pennuti! Panico ed insicurezza, anche negli habituè del supermercato di fiducia o del macellaio da sempre. Intanto, mentre sempre più pressante si fa il bollettino delle infermità cancerogene, l’interrogativo tra diete mediterraneee e primi sacrifici alla linea, per la prova del papabile costume. Cosa consumare, non solo sotto il profilo calorico, ma sotto quello della sicurezza alimentare, enigmatico! Se il benessere parte dalla tavola, come ormai acclarato, di quali cibi potersi fidare ancora non si è capito. Dalle proteine alle carni, tutto irrimediabilmente compromesso, da far rabbrividire perfino l’uomo della clava che, tutto sommato, riusciva a cacciare ed a consumare il commestibile, dietro l’improvvisato fuoco, senza rischi di sorta!
Gentile e cara direttrice N.D. Rita Occidente Lupo,
a prescindere dalle costanti piogge e dall’inusitato freddo di questo primo giugno che ,
stranamente, ci fa ancora tenere accesi i riscaldamenti in casa, commento con piacere il suo ennesimo ottimo articolo che riguarda il fattore del “precipizio salutare” di cui siamo costretti a sopportare per via del non sempre assiduo controllo su quegli alimenti che ogni giorno acquistiamo e che mangiamo fiduciosamente.
Il fatto più eclatante è che , chi compra, ignora anche la provenienza di ciò che porta a casa: prodotti magari scaduti da tempo oppure importati da chissà quale Paese , tra cui , non sempre compatibile con le nostre adeguatezze di merito e di igiene. Allora bisognerebbe dare un pochino lo sguardo sulla cosiddetta “Globalizzazione” e far entrare prodotti in Italia con seri controlli e garanzie sulla qualità dei prodotti che importiamo.
Personalmente mangio raramente carne perché ne ho perso il gusto e, quel poco che mangio , non vi ci trovo più quella fragranza di sapore che risiedeva nelle carni di un tempo passato. Tale differenza sarà sicuramente imputabile alla qualità di mangime che gli animali sono costretti ad ingerire, privi di pascolare liberamente nei boschi e nei luoghi erbosi, così come solevano pascolare un tempo .
Cordialità, alfredo