A te che leggi…entro mezzanotte “Ci vorrebbe un amico”
“Ci vorrebbe un amico, per poterti dimenticare, ci vorrebbe un amico per dimenticare tutto il male…”Non ce la faceva proprio a dimenticare il passato. Che le ritornava sul cammino imperioso, non lesinandole dubbi ed interrogativi mai esaustivi.La sua vita aveva sempre schizzato novità. Mai niente di normale, sotto il suo cielo, che faceva fatica ad esser quello degli altri comuni mortali. Così l’indigestione di quell’ultimo supplizio, l’aveva tratta in disparte, sussurrandole di contattarlo. Un Sos, viziato di disagio, malconcio d’abitudine, a farle da scudiero al suo tremulo pronto. Non capiva se parlargli o tacere, attendendo che fosse quel filo disturbato a risolvere il dramma comunicativo. Poi, s’era fatta coraggio: quando ormai il cuore spento a qualsiasi sussulto. Sentirlo, dopo mesi, non le creava emozioni. Si chiese perchè lo stesse contattando: forse per assecondare un vecchio tarlo, quando scoppiava un boom che le sembrava insormontabile. L’aveva già fatto in passato, ma ora non aveva neanche più voglia di parlargli. Trincerata nel mutismo, dopo l’ultimo evento catastrofico, che meritava solo silenzio. Si macerava di ricordi, d’immagini sbiadite nel tempo, ma non stinte negli anni. Ricordava l’altro dinamico, spigliato, sempre pronto alla celia: il suo voler sottogamba afferare la vita, prima che questa si prendesse gioco di lui. Poi, la separazione: era partito voltandosi spesso indietro, per tornare da lei che sapeva pronta ad attenderlo ed a capirlo. Col tempo, aveva fatto la sua scelta: viziata a monte, lei lo sapeva, monca di quello che avrebbe voluto, in quell’amore per lei. In un tormentone, aveva però scelto. Ed ora, si ritrovava in un ciclone che lo annientava. Prima della folata, un sms, a dichiararle la verità dei fatti contro di lui. Impossibilitata a sostenerlo, non poteva che pensare all’assurdo che gli stesse capitando, da colori foschi. Così s’era decisa a ricercare quella sorta di…neanche il nome sapeva dare più a quel rapporto troncato, dopo aver tanto scaldato il cuore con l’unico compagno di sempre. Doveva vederlo subito, dirgli quanto le stesse capitando, con quel fantasma del passato, ripiombato non solo tra i suoi ricordi. Così vivo alla sua mente, giammai sepolto, sapeva di lui anche senza parole. Ed aveva raccolto i suoi pensieri, qualche mese prima, nel rivelarle che era stata sempre una persona particolare. Ora, l’assurdo: era piombato sulla sua esistenza, proiettandole un caso “anomalo” della sorte. Che le creava imbarazzo, sensi di colpa…forse, in passato, avrebbe potuto impedirgli un’errata scelta, che ora lo prostrava d’errori! Doveva vuotare il sacco con qualcuno, dire quanto le si macerava dentro, tra false convinzioni e rimorsi immotivati. Scaricare la valvola della meditazione fagocitante: ancora una volta, dopo mesi di silenzio, solo con il Peter Pan da sempre amato, avrebbe potuto vuotare il sacco. Ma l’avrebbe capita? Aveva ancora un cuore per lei? Estraneo ormai, uscito da tempo dai suoi giorni, dopo averli tinti d’entusiasmo…come dirgli di quel suo passato, ritornato preponderante, nel gioco del destino? Alla luce degli ultimi eventi, ancora si chiedeva muta quale il suo…