Montefalcione: l’Arcivescovo Mugione e il Cuore Immacolato e Addolorato di Maria
Dopo giorni di attesa, di preghiere, invocazioni e silenzi, finalmente la Madonna Pellegrina di Fatima giunge a Montefalcione. Si fa strada tra una folla che l’aspetta, Autorità religiose, civili e militari, volti conosciuti e non conosciuti, un’unica famiglia che Le tributa gesti di devozione e amore per Lei, sventando fazzoletti bianchi al grido di “Evviva Maria”. L’Arcivescovo Andrea Mugione pone sul suo capo la copia della preziosa corona con incastonato il proiettile che colpì il Beato Giovanni Paolo II, e viene deposta su una nuvola di fiori bianchi e gialli, sotto lo sguardo devoto dei rappresentanti del Movimento Mariano Messaggio di Fatima in Italia che l’accompagnano e quello commosso dei portantini. Il Sindaco di Montefalcione, Maria Antonietta Belli, Le rende l’omaggio da parte della comunità, il corteo si apre con i bambini che da poco hanno ricevuto la Prima Comunione, il Parroco, Don Paolo Luciano, guida la processione fino al Santuario di S. Antonio, dove è stata preparata un’infiorata in Suo onore. Le strade sono allestite a festa, sui balconi bianchi e preziosi ricami, rose e fiori al passaggio di Maria, striscioni, canti ed inni al Suo Nome. Nel Santuario fa l’ingresso sulle note del canto del 13 maggio, nelle Sue mani vengono deposte due corone del Rosario, una dono del Beato Papa Woytyla. Concelebra l’Arcivescovo Mugione insieme al Parroco Don Paolo Luciano e a Don Daniele Ciullo. “Preghiamo Maria che viene – esordisce l’Arcivescovo nell’omelia – La accogliamo come madre. InvochiamoLa con queste parole “Maria madre di Dio, madre di Gesù, madre della Chiesa, madre dell’umanità e madre mia in te confido e a te mi affido, oggi e sempre”. E’ una mamma che ci è stata donata, a Lei ci affidiamo. “Perché la Madonna appare a Fatima? Cosa vuol dirci il messaggio che ci ha dato? – continua Sua Eccellenza – Conversione, preghiera, pace. Ma nel mondo in cui viviamo come può esserci pace se viene calpestata la dignità dell’uomo, viene ostacolato il progetto di salvezza di Dio sull’uomo? Maria allora rappresenta per il mondo la messaggera di una nuova umanizzazione. Lei ci ha generato ai piedi della Croce e desidera che come S. Giovanni anche noi la prendiamo con noi, nella nostra vita, nelle nostre case. “Il centro del messaggio di Fatima – sottolinea l’Arcivescovo – è la devozione al suo Cuore Immacolato e Addolorato. Quale cuore? Il cuore in senso biblico, dove si prendono le decisioni di dire sì al bene e no al male, il luogo delle scelte. Anche la liturgia di oggi ci pone di fronte alla sequela di Gesù, alla radicalità del Vangelo. Essere liberi per vivere da veri cristiani, come ha fatto Eliseo, vivere secondo lo Spirito, come ci richiama la lettera di S. Paolo ai Galati, seguire Gesù con una scelta generosa, definitiva, come ha fatto Maria. Lei è la Madre del sì, dell’eccomi e porta l’umanità alla salvezza. E’ la discepola per eccellenza. La sua arma? Il Rosario”. La Celebrazione si svolge alla conclusione, viene accesa la lampada davanti alla Madonna e recitata l’apposita preghiera per l’Italia e per il mondo, poi aperte ed incensate le Sacre Reliquie dei Beati Francesco e Giacinta Marto, Pastorelli di Fatima. Un’intera settimana con Maria, con le catechesi alle famiglie a partire da lunedì 1° luglio (Il sacramento del matrimonio), martedì 2 (La famiglia cristiana e il suo rapporto con le altre famiglie), mercoledì 3 luglio (La Chiesa e le famiglie allargate)”, giovedì 4 luglio (Rapporto genitori -figli nelle varie fasi della crescita) e venerdì 5 luglio (Fragilità dell’uomo ed emancipazione della donna). Adorazioni eucaristiche, preghiere, celebrazioni di S. Messe, Santo Rosario meditato sul messaggio di Fatima, Atto di affidamento a Maria, concerto del Coro Parrocchiale S .Maria Assunta del 3 luglio in suo onore , solenne processione aux flambeaux sabato 6 luglio, infine congedo domenica pomeriggio 7 luglio. Un ricco programma per imparare ad essere suoi figli non solo per dono, ma per scelta, accogliendo lo stile di vita della Madre.