Italia: morte sicura

Giuseppe  Lembo

Non è per compiaciuto spirito allarmistico che si pensa alla morte ormai sicura del nostro caro Paese Italia, amato da tanti e purtroppo dannatamente inviso a quei protagonisti occulti e meno occulti dei mali che portano a morte sicura il nostro Paese. Tutti quelli che hanno responsabilità nelle decisioni importanti si rifiutano di capire; si rifiutano di essere saggi nel ruolo importante di decisori che, tra l’altro, nel nostro Paese, è oggi un ruolo emergenziale con azioni ad horas così come gli eventi richiedono. Il Paese sornionamente precipita; che si fa, quali provvedimenti utili si adottano per evitare il precipizio? Quando va bene, si adotta la politica del temporeggiare; del rinvio ad altro giorno ed altra data, mente è assolutamente necessario decidere subito. E così viviamo in una condizione di attesa che non finisce mai; in una condizione di rinvii che si assommano, senza mai dare vita alle decisioni giuste. La politica che governa il nostro Paese è quella del temporeggiare; è quello del decidere tutto per non decidere niente; o ancora peggio, è quella delle scelte sbagliate e di quelle tante inopportune scorciatoie che, con indifferenza ai gravi mali d’Italia, anziché pensare al lavoro, alla produzione delle risorse e della ricchezza, si sceglie la strada sbagliata e del tutto in salita di succhiare, con le tasse usuraie, fino all’ultima goccia di sangue agli italiani onesti, ormai devastati da una crisi che porterà allo scompiglio e ad inevitabili ribellioni per la sopravvivenza, tanta parte del Paese, inopportunamente tradita; inopportunamente sedotta ed abbandonata.