Battipaglia: Etica “Ma quale aumento della mensa!”
Ormai tutti i Battipagliesi sanno che l’anno scolastico è cominciato con un vertiginoso aumento dei ticket della mensa e con la soppressione delle fasce di reddito: oggi una famiglia che guadagna 1.000 euro paga 65 euro per 20 pasti, come chi ne guadagna 100.000. Come effetto, il 50% dei bambini ha smesso di frequentare la mensa scolastica, rinunciando così alle attività educative pomeridiane. Per trovare una soluzione, Etica per il Buon Governo ha già avanzato delle proposte alternative, ed ha chiesto agli uffici i dati finanziari sui quali imbastire una ipotesi compatibile sia con le necessità delle famiglie, sia con le esigenze contabili dell’Ente. I dati richiesti sono in parte emersi nel corso del tavolo tecnico che si è svolto ieri in Comune, che ha visto la presenza del vicecommissario prefettizio e del dirigente dei servizi finanziari del Comune.
Ed è emerso un fatto clamoroso: quei dati smentiscono la necessità dell’aumento del ticket!
Prima dell’incontro, ci eravamo già resi conto che la voce di spesa per “Acquisto beni e servizi” (ossia per il pagamento alla ditta) di 411.000 euro, prevista nella Delibera n° 38 del 25.09.2013 era spropositata rispetto a quella dell’anno precedente, con un aumento di oltre 120.000 euro, ben il 43%. E’ questo aumento della stima dei costi che ha comportato l’aumento delle tariffe, perciò abbiamo chiesto al Dirigente quali fossero i motivi economici e finanziari di tale aumento, visto che il contratto è pressapoco lo stesso, e il numero di pasti pure. Ma il dirigente, in evidente difficoltà, si è rifiutato di rispondere, adducendo che questo era voler “fare le pulci” ai conti! E certo: stiamo parlando di pochi centesimi, no? Tanto pagano le famiglie…
Ma c’è di più! Facendo due conti con i dati emersi è risultato che:
- secondo questi dati, la spesa per “Acquisto beni e servizi” è stimata in 260.000, e non nei 411.000 indicati nella delibera approvata
- da gennaio a maggio 2013, il tasso di copertura del servizio mensa scolastica ha superato il 36%, per cui nessun aumento è oggi necessario!
Abbiamo esposto queste valutazioni al dirigente per avere dei chiarimenti, ma nonostante anche la Dottoressa De Asmundis lo avesse invitato a rispondere alle nostre domande, non abbiamo avuto alcuna risposta! A questo punto, se i dati di partenza sono falsati, non è possibile imbastire alcuna discussione, così abbiamo abbandonato il tavolo tecnico, per non assistere alla farsa delle soluzioni prospettate dagli uffici a un problema mal posto in partenza. Anche perché dal Bilancio Consuntivo del 2012, approvato con delibera del Commissario n°2/2013, a pag. 196 e 197 risulta che il costo totale del servizio di mensa per il 2012 è stato di 380.363,19 euro e che il provento è stato di 138.751,53 euro, ossia anche nel 2012 il tasso di copertura era del 36,4% (nessun aumento necessario!), e non del 30,4% come è indicato nella successiva delibera 38, cosa che è servita per introdurre gli aumenti. Che pasticcio! A questo punto chiediamo al Commissario di voler affidare il difficile compito di dirigere il Servizio Finanziario ad un funzionario che sia in grado di verificare adeguatamente i conti del servizio di mensa scolastica e che sappia dare risposte alle domande tecniche della collettività. Gli chiediamo di revocare al più presto la Delibera 48 e di ripristinare senza aumenti le precedenti fasce di reddito che, in base ai dati emersi nel corso del tavolo tecnico, sono già in grado di garantire il tasso di copertura richiesto dalla legge.
Etica per il Buon Governo