Salerno: Polizia Postale, successo operazione “Payback”

Come  è noto la Sezione  di Polizia Postale e delle Comunicazione  di Salemo,  con moderne tecniche di  indagine,  ha recentemente  portato  a  termine  un’operazione  sul  Deepweb rivolta  alla repressione ed  al  contrasto  della  pedopomografia  online,  facendo emergere  un’associazione  a delinquere, peraltro già riconosciuta anche  in sentenze  della magistatura  giudicante, di soggetti che occultandosi  sul  web  non  indicizzato,  divulgavano  mateiale  pedopomogafico  in  molti  casi autoprodotto. Nel  contesto  ai  crimini  informatici  si  da oggi  atto  di  un’ulteriorc  operazione di  Polizia Giudiziaria  portata  a termine dalla  Sezione  Polizia Postale  e delle Comunicazioni  di Salemo  in materia di reati finanziari. Nel  mese di  Aprile  si  presentava uno  dei  titolari  di  una  importante  azienda, tra  i  leader nazionali  nel  suo settore merceologico,  lamentando che  ignoti  avevano sottratto dai  conti  della società  la considerevole  cifrta di 130.000  euro. Gli  immediati e  primi  accertanenti,  delegati dalla  locale Procura della Repubblica,  su disposizione del Procuratore Capo F.F. dr.  Umberto  ZAMPOLI,  consentivano di  appurare che il denaro  era stato oggetto di  15  bonifici  confluiti  su altrettante carte  di credito. Tramite  le acquisizioni  e le conseguenti analisi dei dati informatici  si acclarava che I’hacker aveva inoculato  un  virus  nei  computer della  società, capace di  emulare  la  connessione bancaria catturando  la  password  dispositiva;  I’attività  di  hacking  riusciva  a  bypassare  le  protezioni predisposte  a  tutela delle connessioni  dsewate. Dall’analisi  dei log, gli  IP  dispositivi  delle  transazioni  risultavano  essere  appartenenti  alla rete  T.O.R.,  ovvero  al  noto  sistema  di  anonimizzazione  delle  connessioni  che  rende  quasi irrintracciabile I’utente. Gli  esperti  della  Sezione di  Salemo,  attraverso esperienze maturate  in  pregresse  attività investigative e tecniche di reverse engineering, analizzando  le evidenze  informatiche,  riuscivano ad individuare una serie di connessioni, effettuate nei giorni  precedenti alle operazioni fraudolente, che permettevano di  risalire  alla postazione di  un  tecnico  informatico,  di  Siracusa, che dai  computer della società presso cui  lavorava aveva effettuato  le verifiche  del saldo contabile dei conti  correnti della societa  salemitana, in attesa  del momento più propizio per prelevare  le somme di denaro. Contestualmente  gli  accertamenti  sulle carte di credito beneficiarie pemettevano  di risalire a 16 cittadini  Siracusani risultati,  in  taluni  casi,  in  rapporti  personali  di  conoscenza e parentela, consentendo di  ipotizzare  I’esistenza  di  un’organizzazione  finalizzata all’utilizzo  illecito  degli strumenti  di pagamento  elettronico  mediante  I’utilizzo di codici malevoli  e  virus. Detti  approfondimenti  investigativi sono stati  resi possibili, anche,  grazie  alla proficua collaborazione  prestata  dal Compartimento  Polizia Postale  e delle Comunicazioni  di Catanla,  della Sezione  Polizia Postale  di  Siracusa  e del Reparto  prevenzione  Crimine di  Catania  nella  fase esecutiva. L’attività investigativa  è culminata  con I’esecuzione  di  nr.17  perquisizioni  eseguite  nel territorio siracusano  che hanno  confermato  l’ipotesi  investigativa  in  quanto è stato  rinvenuto e sottoposto  a  sequestro  il seguente  matetiale: Numerosi  computer  e sistemi  infomatici  sofisticati; – carte  di credito  prepagate-ingente  materiale  cartaceo  di vari istituiti bancari; -numerosi  oggetti  acquistati  con proventi  dell’attività  illecita  (frigo,  lavattrici,telefonini  e altri beni  di consumo).