Bellizzi: Iovino, la lirica del cuore “…e ‘a vita addeventa poesia”

Rita Occidente Lupo

Una lirica intrisa di note autobiografiche, per parlare al cuore, spalancando il proprio. Affetti, emozioni, nel caleidoscopio calendario dei giorni, si susseguono in un vernacvolo scoppiettante, che lascia alla deriva ogni forzatura di voler azzerare l’immediato. Pasquale Iovino con poesie e poemetti in vernacolo napoletano, in “…e ‘a vita addeventa poesia”, con prefazione di Alfonso Mariano, incalza l’immediato, scorciando il passato adolescenziale, tra note di rimpianto. Nativo di Battipaglia, operaio, ha approcciato alla lirica per diletto, partecipando anche a certami che ne hanno sigillato la presenza. Premio Speciale “Salvatore di Giacomo”, di recente. I versi aleggiano sul reale, accarezzano persone ed oggetti, posando il tono su particolari a volte dimenticati dai più. Presenze palpitanti trasudano da versi essenziali, riducendo lo spazio tra presente e passato e l’autore si ritrova a narrare ricordi, ma anche ad omaggiare emozioni che, dalla porta maestra del viver quotidiano, devono ripristinare autentici rapporti umani, non mutuabili con la corruzione pecuniosa. Di recente, anche il suo impegno per la realizzazione del programma “Finestra sull’Arte”, condotto da Alfonso Mariano