Eleggere il Presidente!
Giuseppe Lembo
Grosso problema del Paese è quello delle riforme e delle leggi del cambiamento. Evitare che la partecipazione italiana si riduca sempre più. È questo un grave rischio che corre la politica italiana sempre più sbilanciata verso un sistema politico fatto di soli crescenti autoritarismi, trascinando il Paese verso il pericolo di deriva, un grave rischio per la democrazia e la stessa libertà italiana. La legge elettorale definitivamente approvata da un ramo del Parlamento, ha in sé elementi di forte allarme. Un partito che prende il 40% dei voti si trova ad incassare il 55% dei seggi (340 dell’Unica Camera legislativa). Considerata l’indifferenza diffusa degli italiani ad esercitare il loro diritto al voto si può così correre il grave rischio di essere governati da un partito che di fatto rappresenta una percentuale minima degli elettori italiani. Una condizione questa rovinosa per la democrazia ed il buon governo del Paese, tra l’altro, inciuciato da una presenza di parlamentari nominati, espressione di un segretario politico padre-padrone del partito e del governo del Paese, avendo a disposizione il consenso dei nominati (almeno 100 sul 55% dei 340 deputati). È, con questi scenari, a rischio anche la libera elezione del Presidente della Repubblica, liberamente eletto da una rappresentanza politica, espressione degli italiani ed in quanto tale, arbitro e non sottomesso ai voleri di chi ne ha voluto la nomina più che la libera elezione. Le scelte in solitudine con l’indifferenza assoluta del popolo sovrano non giovano a nessuno. L’Italia deve uscire dal suo sonno profondo, scrollandosi di dosso le scorie dannose di un fare che ha ormai bloccato il cammino italiano. Occorre, per questo obiettivo, un Presidente degli italiani, un Presidente della Repubblica espressione non solo del voto parlamentare, ma della concreta e vera volontà degli italiani, interpretata dagli eletti in parlamento. Con l’esperienza presidenziale di Giorgio Napolitano, si deve saper chiudere con il passato diffusamente amaro per milioni di italiani. Per fare questo, il mio pensiero libero mi ha portato e mi porta ancora a scrivere che si deve pensare ad un Presidente italiano, espressione del sapere italiano; si deve pensare ad un Presidente italiano, espressione della cultura italiana; un cervello italiano non di parte che da italiano vero, rappresenti tutti gli italiani. Occorre un grande italiano, alla Enrico De Nicola, il primo Presidente della Repubblica italiana che, scelse il Palazzo Giustiniani anziché il Quirinale. Un esempio importante per il nuovo Presidente della Repubblica italiana; potrebbe essere il segnale del nuovo italiano ed un atto di riconciliazione che non ha bisogno di simboli del potere, ma di un potere umano capace di capire il suo popolo. Restituire il Quirinale, casa virtuale degli italiani, concretamente al patrimonio italiano, sarebbe un atto di riconciliazione gradito dagli italiani.