Salerno: L’Altra città, La Nostra, tavolo per la sussidiarietà e l’integrazione
Chiediamo al Comune di Salerno di farsi promotore di un tavolo per la sussidiarietà e l’integrazione per la costruzione di una città sicura e multiculturale. Il sindaco De Luca lancia l’allarme sicurezza riferendosi ai poveri, ai migranti, agli africani, agli extracomunitari ed ai questuanti . Il comandante dei Vigili urbani analogamente evidenzia il lavoro intenso che stanno facendo sotto questo versante i suoi uomini per le strade della città in questi giorn . La sola repressione non è la soluzione. Lo scorso mese la Caritas Diocesana ha presentato il dossier statistico sulla povertà nel nostro territorio dal quale si evince un quadro molto severo. Scrive la curatrice, Maria Luisa Troccoli, “ Donne , immigrati, italiani disoccupati sempre in aumento tutti a rappresentare il loro bisogno insoluto di lavoro, che spesso li porta sull’orlo di una disperazione, palesata, però a volte, con estrema dignità“. Oggi 9 Marzo alle ore 17 sempre la Caritas diocesana promuove la Consulta diocesana degli organismi socio assistenziali, socio sanitari e di promozione sociale. L’obiettivo è rispondere ai bisogni che emergono sul territorio e stimolare anche i doverosi adempimenti degli enti pubblici . Domani mattina 10 Marzo si svolgerà un seminario promosso dal centro Paideia sul tema della Giustizia riparativa, con magistrati, studiosi ed il direttore della locale casa circondariale. L’intenzione dei promotori è dimostrare come la collaborazione tra più soggetti- imprese, istituzioni, scuola, famiglie, volontariato, operatori carcerari e detenuti – possa sconfiggere la cultura della tolleranza zero in nome della sicurezza e della giustizia. Sabato 7 Marzo presso i Missionari Saveriani si è inaugurata la decima mostra interculturale che quest’anno affronta proprio il tema del fenomeno migratorio. Il titolo è “ Le mille e una rotta …. Così si sposta il mondo”, la mostra resterà aperta fino a metà Aprile ed è promossa dai Missionari e dai Laici Saveriani, dall’Ufficio migrantes e dal Centro Missionario della Diocesi di Salerno con la collaborazione del Liceo artistico Menna, dell’associazione Migranti senza frontiere e della Rete Radiè Resch. Quindi, mentre in città si moltiplicano gli sforzi per lavorare alla sussidiarietà e all’ integrazione, arrivano segnali che vanno in tutt’altra direzione, come risolvere la presenza dei senza fissa dimora, dei poveri e dei questuanti, con la logica della repressione e degli sgomberi. Non ci nascondiamo che dietro tali fenomeni si celano anche delinquenza, caporalati ed inciviltà. Pensare però di ridurre questi problemi sotto l’etichetta della devianza è fuorviante; come rispondere solo con multe e fogli di via alimenta pericolose sacche di intolleranza. La sicurezza nasce dal rispetto della legge ma anche dalla comprensione dei fenomeni di disagio. Per attaccare le centrali del malaffare e lo sfruttamento dei questuanti, occorre un lavoro capillare tra forze dell’ordine, operatori sociali e volontari; fare in modo che le cooperative sociali non siano luoghi di sistemazione clientelare ma opportunità di inclusione sociale, proporre un’alternativa alle panchine ed ai ponti trasformati in dormitori, lavorare spalla a spalla con le comunità straniere regolari, creare rete. Ridurre il povero e lo straniero a pericolo pubblico ed a delinquente è una soluzione troppo facile. Corpi di polizia, volontari, chiesa locale, istituzioni insieme possono trovare invece risposte differenti per raccogliere l’allarme del comandante Bellobuono. Chiediamo che il Comune di Salerno si faccia promotore di un tavolo per la sussidiarietà dove insieme si possano trovare soluzioni condivise per la sicurezza e la tranquillità dei cittadini e risposte comuni al disagio e alla povertà.
Pietro Ravallese