Mercato San Severino: Pronto Soccorso chiuso ospedale Curteri per malattie infettive di 2 migranti

Anna Maria Noia

Disagi per gli utenti dell’ospedale “Fucito”, nei giorni scorsi, a causa della temporanea chiusura del Pronto Soccorso: sembra che la “serrata” sia durata molto tempo, ben cinque ore (dicono) di “stop” per ottemperare a prevedibili misure cautelative e precauzionali. Il motivo dell’interruzione di servizio è stata la diagnosi inerente casi di malattie infettive per due migranti di mezza età smistati dal porto di Salerno nella struttura sanseverinese. Dopo l’accertamento di tali focolai di infezione, che avrebbero portato sicuramente a contagi per tutto il consistente bacino di utenza afferente al nosocomio, il presidio è stato sottoposto a igienizzazione e a misure di profilassi. Queste hanno richiesto diverse ore per essere espletate. Necessità ha voluto, dunque, che fosse impedito l’accesso nei locali di emergenza. Da notare ed elogiare la “bravura”, la rapidità dell’accertamento di malanni come la scabbia e altre patologie settiche da parte dei medici dello stesso Pronto Soccorso. La notizia è trapelata non appena si è verificata la pericolosità delle malattie contratte dai sue migranti trasferiti a S. Severino; lo rende inoltre noto il comitato “Pro Fucito” – retto dal responsabile Giuseppe Saggese – che manifesta ottimismo per la celerità di tutte le operazioni da parte del preparato personale (medico e infermieristico) dell’ospedale – spesso vituperato. I membri del sodalizio tengono ad evidenziare – sopra ogni cosa – che “Anche se il più delle volte si parla male del nostro presidio, esiste comunque l’efficienza e la professionalità, nonché umanità, dei medici che ogni giorni esprimono la propria mission nel curare con perizia i pazienti.” I due extracomunitari sono giunti nella mattinata di mercoledì e sono stati dimessi poco dopo, alle 15. Solo l’intervento da parte dei sanitari ha scongiurato concreti rischi di infezioni ad altri avventori; un qualcosa di urgente per evitare un quadro che sarebbe risultato certamente drammatico se si fosse verificata una epidemia di scabbia e quant’altro. Secondo rumors e opinioni comuni, tra i dipendenti dell’ospedale, c’è stata la “massima attenzione da parte degli organi competenti che hanno deciso il defluire i migranti” ma la macchina operativa avrebbe dovuto prevedere un maggior tempo di attesa per gli extracomunitari, una sorta di “quarantena” atta a studiare le possibili patologie di tali persone.