Salerno: Socialismo e Anarchia in Proudhon
Francesca Carrano
Importante riscontro di pubblico questa mattina presso il complesso Ave Maria Gratia Plena in Salerno per l’incontro culturale del mese di settembre del Circolo Proudhon. Il convegno “Socialismo, Ordine, Anarchia”, ha affrontato le tematiche della proprietà, mutualismo e autogestione nel pensiero del filosofo anarchico Pierre-Joseph Proudhon. Sono intervenuti Luca Lezzi, responsabile del Circolo Proudhon Salerno, Lorenzo Vitelli responsabile del Circolo Proudhon Edizioni e il Professor Francesco Carrillo, luminare di filosofia. Vitelli, caporedattore de L’ Intellettuale Dissidente, quotidiano online autonomo nato come progetto dell’Associazione ControCultura, ha spiegato il perché della scelta dell’anarchico di Besançon come loro riferimento. “Proudhon contrasta con Hegel e Kant, gli assolutisti della filosofia”- ha detto Vitelli “è un intellettuale dissidente appunto”. E’ stato il Professor Carrillo appassionato cultore della materia, a guidare i presenti alla scoperta del filosofo che contrastò Marx e che definì furto la proprietà. “Proudhon sosteneva che il Socialismo dovesse nascere dal basso, cogliere le esigenze degli oppressi. Il Socialismo di Proudhon si fonda sulla libertà e sulla autogestione del popolo che soffre e trova riscatto nel lavoro senza padroni. Il lavoratore tra i lavoratori, il cui merito viene riconosciuto portando al progresso inteso come servizio all’ umanità. La giustizia è equilibrio sociale conquistato col mutualismo, non come assistenza ma come lavoro condiviso. Da qui il concetto di banca di scambio e credito cooperativo contro la centralizzazione cui i nostri tempi ci hanno abituato” – ha chiosato il Professore Carrillo. “La sua è un’anarchia che va contro i miti oppressori, dallo stato che egli vuole federativo e non centrale, alla chiesa, alle grandi speculazioni finanziarie”. Queste sue posizioni gli costarono 3 anni di detenzione e 7 di esilio. Considerato antisemita e antifemminista da chi lo ha osteggiato, Proudhon è stato un libero pensatore, un anarchico che ha fatto delle esigenze degli ultimi la sua ragione di lotta non risparmiandosi scontri con Marx. Un intellettuale dissidente che oggi rappresenta al meglio le istanze di una comunità che si propone come élite culturale e alternativa alle degenerazioni della modernità. Soddisfatto per l’ottima riuscita dell’evento Luca Lezzi, alla seconda prova ufficiale del Circolo, (ce ne sono 20 in tutt’Italia) che si sta confermando una realtà nel panorama culturale cittadino.