Italia: diritti costituzionali, salute, prima di tutto!

Giuseppe Lembo

Il grande senso di civiltà italiana più vicina a noi è, prima di tutto, nella volontà dei nostri padri costituenti. Con l’articolo 32 della Costituzione, la Repubblica italiana si impegnava a tutelare la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività. L’Italia è entrata nel Terzo Millennio, camminando a ritroso; facendo degli inopportuni passi indietro che, rappresentano in sé, un grave tradimento per quell’eredità costituzionale di garantire il cittadino italiano nei suoi diritti umanamente importanti, a tutela della persona umana. Al primo posto con l’articolo 32 della Costituzione, c’è la tutela della salute dei cittadini italiani; una tutela a garanzia di un diritto italiano inviolabile per tutti gli italiani, nessuno escluso, indipendentemente dalle condizioni umane e sociali di ciascun cittadino italiano. Far crescere, sul piano della tutela della salute, le distanze italiane tra chi ha e chi non ha, non è certamente un bene per il futuro italiano; altrettanto non è da considerare assolutamente un bene, il mettere mano cancellandoli, i diritti che riguardano la persona; così facendo si creano crescenti condizioni diffuse di umane sofferenze ed un altrettanto crescente distacco dei cittadini da chi li governa. I segnali in tal senso, sono da profondo rosso; quel 50 per cento di italiani che ha smesso di fare il proprio dovere di cittadino, rinunciando al diritto al voto, è un grave peso per il futuro della democrazia italiana che, purtroppo e sempre più, ha davanti a sé scenari assolutamente imprevedibili e senza certezze per i tanti italiani che confusamente non fanno politica, non esprimono idee, non vivono insieme confrontandosi ed in sofferta solitudine, vivono tristemente il loro presente dal futuro sempre più negato. Il Paese vive in una condizione di grave sofferenza umana e sociale; è in grave e coinvolgente sofferenza il rapporto uomo-uomo; altrettanto sofferto è il rapporto uomo-natura, uomo-Terra. C’è tanta confusione, strumentalmente diffusa tra il mondo reale ed il mondo virtuale. Riflettere insieme ed insieme trovare le soluzioni democraticamente possibili, chiedendo a viva voce a chi governa il sistema Paese, di pensare e di agire positivo, pensando ed agendo altrettanto positivamente per il futuro degli italiani sempre più discriminati in apocalittici ed integrati; in privilegiati che hanno tutto ed in esclusi ed emarginati che, sempre più disperatamente, da rifiuti umani, proprio non riescono più a campare. Sono questi italiani che ormai stanchi e disperati, non gridano vendetta, ma solo la loro profonda voglia di cambiare; di cambiare l’Italia, facendo sentire italiani quelli che oggi si sentono esclusi; quelli che, ridotti a rifiuti umani non possono assolutamente campare e si vedono, giorno dopo giorno, ridotta la loro qualità della vita, nonché la loro sopravvivenza, sempre più da vita negata. Tanto, prima di tutto, per il lavoro che non c’è e per una crisi esistenziale che, per fare accrescere i privilegi degli italiani già privilegiati, con un fare da pazzi, usano i poveri cristi d’Italia nella logica disumana del prelievo forzato anche degli ultimi centesimi, per tanti necessari ad acquistare il pane della sopravvivenza. In questo clima d’Italia disumanamente in crisi, c’è tanta, tanta disperazione italiana; una disperazione con crescenti casi estremi di suicidi-omicidi per un disumano tradimento italiano nei confronti degli italiani che preferiscono morire piuttosto che vivere da disperati. Non è assolutamente tollerabile cancellare i diritti italiani, così come previsti dalla carta dei diritti universali dell’uomo e dalla nostra carta costituzionale. I padri costituenti, scrivendo gli articoli della Costituzione riguardanti gli italiani e la tutela dei diritti della persona, hanno sognato e segnato un cammino umano di civiltà e di umanità profonda, da cui nessun potente italiano (politico, finanziere d’assalto e/o boiardi di Stato) si può discostare facendo finta che non esistono o peggio ancora possono essere ciecamente cancellati, trasformando così il nostro Paese da “Paese dei diritti del cittadino” in Paese dai “diritti negati”, creando così le condizioni italiane per un oscurantismo di civiltà umana.