L’Italia dal privato negato

Giuseppe Lembo

C’è un compiacimento sempre più diffuso di spettacolarizzare tutto; ma proprio tutto di se stessi. Il privato è ormai il passato; è il passato cancellato; è il passato tutto da cancellare. Sul palcoscenico mondo ci vogliono stare tutti; tutti vogliono apparire; tutti vogliono illudersi e far credere agli altri, attraverso il proprio apparire che, al mondo ci sono anche loro; che finalmente si sono conquistati anche loro, gli spazi della propria visibilità umana. Gli spazi di un apparire, purtroppo, sempre più vuoto del proprio essere che invade il web, la Rete, ormai la casa di tutti, dove si appare con immagini, si chatta con gli invisibili, si dialoga twittando, con messaggi brevi e veloci, invadendo le vie telematiche di un crescente e sempre più inutile e confuso vociare che non dice proprio niente e che dura il solo tempo magico e ossessivo di una anonima chattata; purtroppo, non produce niente di particolare se non la sola voglia di ripeterla sempre più spesso, per curiosare sulle tante idiozie del mondo; tanto, senza fermarsi mai; tanto, senza rifiutare a nessuno, un “mi piace” un “condivido”, un dare la propria amicizia a gente che son si conosce e che ha come proprio unico mondo il web, la Rete, il suo giocattolo, dove cliccando, crede di poter essere un “grande” protagonista; di essere una persona importante che sta sul palcoscenico del mondo; che ha ormai un posto nella vetrina del mondo. Crede che, forte di tutto questo, può anche sfidare il mondo, venendo tra l’altro, ad arricchire la schiera infinita degli uomini della Terra che crescono facendo solo crescere insieme, la globalizzazione crescente dell’indifferenza umana di fronte a tutto; di fronte all’apparire dei tanti che stupidamente ed ancor più ingenuamente, credono di essere anche loro ormai i grandi “protagonisti” nel mondo dell’apparire in cui sempre più, si riconosce la società del nostro tempo, una società in forte crisi che si illude di aver trovato la strada giusta buttandosi nelle avide braccia del mondo dell’apparire, un mondo che oggi come non mai è “padrone del mondo”, portando inevitabilmente il mondo alla catastrofe da tempo annunciata.