Sugli altari la Madre di carità per tutti!
Rita Occidente Lupo
Piccola matita nelle mani di Dio, visse la carità verso gli ultimi in modo eroico: proclamata Santa da Papa Francesco, in una Capitale blindata all’inverosimile. Ieri, la suorina in sari bianco azzurro, primo premio Nobel per la pace, conferitole nel 1979, per essere stata sempre nei fatti apostola della misericordia, applaudita da oltre 120.000 astanti, venuti d’ ogni dove per l’evento straordinario. Riservato da Bergoglio ad un Giubileo di grazie straordinario, scegliendo un altro modello di Santità del nostro tempo. Anche per la religiosa, nata in Albania il 27 agosto del 1910 con il nome di Agnese Gonxha Bojaxhiu, suora a 18 anni, fondatrice a Calcutta delle Missionarie della carità, resterà secondo il Pontefice l’appellativo di Madre, più che quello di Santa. Compendiando in questo l’enorme afflato affettivo che nutrì per l’intera umanità, soprattutto indigente. Come per San Pio da Pietrelcina, che continua a restare comunemente appellato come Padre, più che come Santo! A Madre Teresa, la cui festa ricorre per la prima volta oggi, teste coronate resero onore in vita, riconoscendole la coerenza evangelica. Beatificata nel 2003 da Papa Wojtyla, che in un primo tempo pensò di canonizzarla direttamente, esempio ammirato anche dalle nuove generazioni. A lei, che visse anche l’aridità spirituale, nel sentirsi abbandonata dallo sguardo divino, nel compiere le opere di carità, non lesinati lusinghiere onorificenze. Dal suo testamento spirituale, la certezza che soltanto agendo, con piccole azioni quotidiane mirate al bene, il contributo da piccole gocce, all’oceano! Lei, una piccola matita nelle mani di Dio. In ossequio al Santo Padre, con le mani rugose di carità. Luce del nostro tempo. Una monaca che, in nome dell’amore, ha seminato solidarietà a tutto campo, per le strade e nelle strade, partendo dall’India. Proclamata beata, due anni dopo la sua morte, per volere di papa Wojtyla, in occasione del centenario, ricordata a Skopje ed anche in altri luoghi del globo. L’ordine religioso fondato, Missionarie della Carità, proliferante ben presto in tutto il mondo: sempre in prima linea, contro il disagio. Nelle città dove maggiormente insistono sacche di miseria umana, non scevra da perbenismi occulti. La sua legge, al di là degli steccati religiosi: cristianesimo-cattolico, incarnato nell’accettazione delle diverse religiosità. “Non c’è amore più grande, di chi dona la vita per i suoi amici…” Lebbrosari e case d’accoglienza disseminati a Calcutta, testimonial della chiamata evangelica, totale ed incondizionata, nell’essenziale semplicità. Senza mai girarsi indietro né chiedere conto delle ingiustizie sociali, calcando solo la via della carità, in un eroismo senza smentite nel tempo. Anche lei sperimentò l’oscurità interiore, dei grandi Santi, sentendosi lontana da Dio: pur intrisa di fede incrollabile. Il suo accattivante sorriso, senza cerimoniali di sorta. La sua giornata, una liturgia scandita non soltanto dalla salmodia delle ore, ma dall’ascolto attivo delle miserie umane: un giaciglio per dormire e ciotola di riso, per un’operosità samaritana che illumina di Santità il nostro tempo .