Violenza contro i bambini del mondo

Giuseppe Lembo

 L’infanzia nelle guerre del Novecento” di BRUNO MAIDA, ricercatore all’Università di Torino,

tratta di bambini negati, dentro e  fuori i conflitti che ancora insanguinano il Mondo. Un corposo saggio che ha protagonisti i bambini negati e tristemente condannati a morte da un Mondo criminale, dall’animo degradato che di umano non ha assolutamente niente.

È un libro, come già detto, importante per le tante tragedie raccontate e ricche di una documentazione che, oltre alle parole, ci dà la giusta dimensione delle tante cose narrate.

MAIDA, da un precedente libro, uno studio sulla Shoah, con “L’infanzia nelle guerre del Novecento”, in una serie di capitoli tematici, mette a nudo e ci mette a conoscenza del rapporto tra infanzia e guerra con il triste ruolo di sofferenze e di morte dei civili e dei bambini in particolare nelle disumane esperienze della Prima Guerra Mondiale, del fascismo, del nazismo, dello stalinismo e delle tragiche e vive code post-novecentesche che hanno visto e purtroppo continuano a vedere il mondo dell’infanzia, tra l’altro e sempre più spesso, protagonista dei tristi e tragici giochi della guerra, con bambini soldato, ingenuamente affascinati dalle divise e dalle armi, disumana causa di sofferenze e di morte.

Le guerre del Novecento, come si legge nel libro di Maida, sono costate 100 milioni di persone, con 62 milioni di civili e 100 milioni di uccisi in altre stragi; oltre a tutto questo enorme sacrificio di vite umane, c’è stato anche un numero enorme di bambini morti ammazzati. Negli anni novanta del Novecento, scrive Maida, sono scoppiate 30 – 40 guerre, con un costo di vite umane dei soli bambini, di ben 2 milioni tragicamente morti di guerra.

Purtroppo, in alcuni Paesi del Mondo, con regimi totalitari, ieri come oggi, si procede all’indottrinamento dei bambini, preparandoli e/o usandoli tristemente come bambini soldati.

Azioni di inopportuno indottrinamento, come scrive Maida nelle sagge ed illuminanti pagine di “Infanzia nelle guerre del Novecento” le abbiamo avute e vissute anche in Italia con il Regime Fascista che, attraverso e nelle Scuole trasferiva, senza una ragione ed inopportunamente, con ostinata propaganda, il messaggio della sua dottrina violentemente e disumanamente militaresca ai bambini che, così venivano preparati alla guerra.

Disumana umanità, senza rispetto per chi, infante, doveva essere lasciato libero di vivere la sua età, tristemente militarizzata e poi, ancora tristemente, bestialmente cancellata con il piombo assassino, causa di crimini dell’umanità, assolutamente incancellabili.

 

Come ci ricorda Maida, il Nazismo considerava anche i bambini, cittadini-soldati al servizio del Führer, da tutti, bambini compresi, considerato e circondato dal valore del “divino in Terra”.

Dalla Germania al regime totalitario dell’Unione Sovietica il passo è breve; le cose non erano tanto diverse. I giovani erano sempre mobilitati e pronti alla lotta a favore della classe operaia.

Anche per i giovani c’era l’obbligo assoluto dell’ordine e della disciplina.

Libri e moschetti erano in sé l’essenza virale di una vita diffusamente uguale a se stessa.

Un esempio tragico, riportato da Maida nel suo libro è riferito alla fine violenta di migliaia di ragazzi in Normandia ( di 10.000 se ne salvarono solo 600). “Fanatici e motivati”, come scrive Maida, furono massacrati in massa con il fucile in mano. Morirono disumanamente; senza una ragione da “bambini soldati”. Altro tragico esempio di bambini del Novecento negati alla vita, sono i tanti bambini dalla vita cancellata nei lager tedeschi, soprattutto ad Auschwitz dove, simbolo della violenza disumana contro gli innocenti, è Hurbinek, un figlio della morte di soli tre anni che non sapeva parlare e non aveva un nome.

Ne parla PRIMO LEVI nel suo libro “La tregua”, ricordando al Mondo: “nulla resta di lui; egli testimonia attraverso queste mie parole”.

 Non sono assolutamente risparmiati i bambini e la loro innocenza; muoiono in tante parti della Terra, senza una ragione, vittime di un Mondo violento che proprio non vuole cambiare e che vende armi e si arma nella logica di sempre attraverso una fiorente industria delle armi, un business basato sulla distruzione e morte d’ innocenti (nel solo periodo 1997-2000 nel Mondo sono state vendute armi leggere per 51 miliardi di dollari).

Maida ci informa, raccontando le tante disumanità di crimini adulti contro i bambini che, in Colombia, ci sono bambini che non hanno mai visto la Scuola e che, nei campi profughi palestinesi, ci sono bambini che non conoscono altro del Mondo al di fuori dei campi profughi.

E così ancora nel Ruanda, in Siria, in Pakistan, in Cambogia, dove tra il 1975 e il 1979, morirono due milioni di persone con innumerevoli bambini, con il kalashnikov al collo.

Nella guerra Iran – Iraq, anni ottanta del Novecento, morirono ben centomila bambini con in tasca il “passaporto per il Paradiso”. Oltre 66 mila bambini nel 2009 morirono in Uganda.

L’Asia, l’Africa ed il Sud America sono stati luoghi più frequenti della geografia della morte di innocenti della Terra.

Quale il comportamento dell’ONU di fronte a così tanti crimini, con tanti bambini disumanamente massacrati? Purtroppo, una superficiale indifferenza del “non sono fatti miei”.

Maida, a conclusione del suo libro, assolutamente da leggere, ci illumina su come vanno le cose del Mondo. Scrive: “I bambini con il fucile in mano rappresentano il fallimento degli adulti e della cultura dell’Occidente che produce armi, le vende e ci si arricchisce dopo avere avuto una responsabilità non secondaria nella povertà e nel caos di quei Paese che vivono di guerra perenne”.