Il passato: una dottrina politica e quella religiosa della ‘apertura’, precorse da due notevoli personalità. Il futuro: la meccatronica, la domotica e neo personaggi
Giuffrida Farina
Il motivo conduttore delineante lo scenario odierno, perno intorno al quale ruotano le vicende di seguito illustrate, concerne la svolta dottrinaria impressa da due anticipatori, definiamoli “reali primi pensatori”, personalità che posero le basi: l’una, del comunismo, con idee che precedettero quelle di Karl Marx e Friederich Engels; la seconda -nell’ambito della religione cattolica- del pluralismo e del dialogo con i lontani, temi affrontati svariati anni dopo la loro origine, nel Concilio Vaticano II che si svolse dal 1962 al 1965 sotto i pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI.
Ma procediamo con ordine, iniziando da un -quantomeno- originale e bizzarro personaggio; leitmotiv della cui esistenza fu un difficile rapporto con la “cattolicità”richiesta dall’abito sacro che indossava. Come ben noto, l’anno, memorabile, della pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista fu il 1848. Il celeberrimo “spettro” evocato da Engels e Marx si aggirava per l’Europa, doveva trionfare originando un nuovo modello di società basato sulla giustizia e l’uguaglianza. Ma (incredibile a pensarsi ed a dirsi) un presbitero e filosofo francese, Jean Meslier (1664 – 1729, decise di morire di inedia) curato in un piccolo paese di campagna, fu il vero precursore del Materialismo storico e di Quello dialettico di Marx ed Engels; ideatore, secondo molti studiosi,persino della Rivoluzione Francese.
Meslier edificò una teoria anarco-comunista ante litteram di “comunione dei beni”, ponendo, di fatto, egli, semplice curato di campagna, le fondamenta ideologiche del comunismo. Era trascorso qualche mese dalla sua scomparsa, allorquando vennero rinvenuti, tra i suoi scritti, alcuni documenti carichi di stranezze, destarono enorme sconcerto: si trattava di un vero e proprio testamento intellettuale, nel quale egli sosteneva di dimostrare <<in modo chiaro ed evidente le vanità e le falsità di tutte le divinità e di tutte le religioni del mondo>>.
Inoltre, in questo suo bizzarro testamento spirituale, il sacerdote chiedeva <<scusa ai propri fedeli per quanto di falso aveva predicato in tutta la vita, per aver mentito nell’esercizio di una professione di prete non consona alle proprie convinzioni filosofiche>>; i contenuti,poderosi e ponderosi, del singolarissimo dossier, difficilmente potevano fregiarsi del requisito di concisione:le tesi critiche di Meslier si basavano sul confronto/contrapposizione dei 4 Vangeli ufficiali, con fonti storiche e reperti archeologici; inoltre, attraverso citazioni precise, evidenziava quelle che riteneva “palesi contraddizioni interne ai passi evangelici”; riguardanti il reale numero e nomi degli apostoli, il racconto della nascita ed infanzia di Gesù secondo Matteo e Luca, l’esistenza di una persecuzione da parte di re Erode, l’effettiva durata della predicazione di Gesù …
Comunque, il pensiero filosofico dell’eccentrico ecclesiastico -che officiò nella piccola chiesa di Eirépigny per, all’incirca, quarant’anni- può, in maniera stringata,essere articolabile in tali punti essenziali: 1) Un nuovo modello sociale deve basarsi sul riscatto delle classi umili contro i soprusi di due classi dominanti e parassite, aristocrazia e clero. 2) Tutte le religioni nascono dal terrore della morte, i tiranni le utilizzano per imporre il proprio potere. 3) I nobili, i monarchi, i sacerdoti sono entità parassite che il popolo deve abbattere, per poter riappropriarsi della terra. 4)Gli eventi della storia non devono essere attribuiti a Dio, la sola Natura è autonoma ed eterna. 5) I Libri Sacri Ispirati sono invenzioni umane. 6) La fede,”credenza cieca”, è un principio di errori, illusioni, menzogne, raggiri. A questo libro Testamento, apparso in pubblicazione nel 1729, testo antireligioso più letto del XVIII secolo, Meslier dedicò gran parte della sua esistenza.
Ecco, ‘modernizzando’ il discorso, è innegabile l’attuale periodo assai triste per la Chiesa cattolica, funestato da tragici episodi di violenza contro fragili fanciulletti, da squallide vicende di corruzione, da orrende ‘finte beneficenze’, tese, invece, a beneficiare i propri conti bancari ed il proprio patrimonio materiale.
Ma ribaltiamo la riflessione su una personalità immensamente al di sopra di ‘uomini di Dio’dediti a lucrose attività imprenditoriali, e di inclementi mascalzoni indossanti un abito sacro, incapaci d’ascoltare la supplica di bambini e bambine vittime indifese. Don Primo Mazzolari, presbitero scrittore e partigiano italiano, scomparve nel 1959 all’età di 69 anni.
Fu sacerdote “trascinatore” in virtù del fascino e della potenza del suo energico eloquio, di idee assai originali ed atteggiamenti conformi alle concezioni teoriche, insomma convertiva in attività pratica quel che asseriva; suscitando spesso aspre critiche da parte dell’ambiente cattolico per il suo vasto pensiero essoterico/innovativo, manifestato con termini chiari, comprensibili da tutti. Cercò di avvicinare il Cristianesimo alla dottrina comunista e viceversa, in quanto riscontrava intersezioni nei due modelli; il suo agire, sovente in contrasto con i poteri forti ecclesiastici, lo condusse a guadagnarsi la nomea di “prete scomodo e di frontiera”, inoltre grosse polemiche, impossibili a non generarsi, a causa di un’opera assai particolare, una insolita esegesi su “Il compagno Cristo”… In maniera risoluta prese decisa posizione schierandosi dalla parte dei proletari perseguitati dalle vessazioni squadriste e sollecitò sempre, ancor prima della Marcia su Roma, un deciso atto di protesta da parte della Chiesa, intervento a sostegno degli oppressi del fascismo; la sua linea di pensiero politico, il perentorio dissenso all’ideologia fascista, fu sempre congruente con atteggiamenti e predicazione: alla stregua delle imprese Schindleriane, il Nostro energico personaggio, tanto inviso alle gerarchie cattoliche, riuscì a nascondere e salvare, durante la seconda guerra mondiale, numerosi ebrei e antifascisti dallo Shoah (Olocausto).
Ritornando a Meslier, le ‘oscillazioni’ del suo pensiero le ho tradotte con alcuni disegni rielaborati al computer, implicanti la giovane scienza Meccatronica (termine coniato da un industriale giapponese nel 1971) che coinvolge un impiego sinergico di meccanica, elettronica e di tecniche informatiche, per la gestione dei sistemi industriali di controllo dei processi e cicli produttivi.
In progressivo sviluppo sarà anche la Domotica, concernente automazione di apparecchiature/dispositivi elettrodomestici: non esisteranno interruttori da pigiare ma funzioni intelligenti che gestiranno l’ambiente domestico, con automazione/coordinamento dei sistemi di areazione, di allarme, di riscaldamento.
Inoltre la Robotica: inerente alla robotizzazione delle fasi cicliche di lavorazione e al quasi totale impiego di robot in tutti i campi nevralgici (medicina-chirurgia,settori industriale e militare, finanziario…). All’interno di essa esiste una sorta di ‘babele robotica’: Poiché tali apparecchiature presentano notevoli differenze di configurazione ed estesa versatilità di ‘compiti robotistici’, ciascun produttore ha sviluppato la propria lingua e linguaggio interattivo. In ambito biomedico, nel corso di interventi chirurgici sistemi robotizzati affiancano il lavoro del chirurgo…
Si sta studiando la creazione di robot controllati dalla nostra mente, e di atti di controllo e movimento d’oggetti e apparecchiature esplicati dalla ‘forza del pensiero’ di umanizzati robot. In termini sempre più estesi, verrà coinvolto l’attuale ‘dilagante’ mezzo televisivo, fino alla inevitabile comparsa d’un neo modello di essere umano correlato alla sua conversione cibernetica- televisiva. Le variazioni del pensiero rassomigliano, secondo la mia visuale, ad un semplice sistema meccanico oscillante (pensate ad una massa -es. una pallina- appesa a una molla) che compie un moto a fisarmonica di salita e discesa) e all’insieme elettronico di componenti definite, in letteratura tecnica, condensatori-induttori che ‘si palleggiano’ energia elettrica e magnetica, in un continuo interscambio energetico defluente da un componente all’altro. Infine, una mia elaborazione che risale al 1999, inerente ad un futuro costellato di “torreggiante” Meccatronica-Robotica e Telehomines: sono Neo Personaggi, TeleHomines Videns dotati d’una Neo Natura, inseriti all’interno di schermi. Un Sacerdos Videns passeggia pensoso, sognando 2 Feminae Videns; con 2 grafici parabolici (antenne televisive), accostati in guisa da simulare una effusione.