Montecorice, terra di umanità disumana!

Giuseppe Lembo

Nel Cilento, Terra Velina dell’ESSERE in DIVENIRE, c’è Montecorice, con un passato storico che, vedeva in Ortodonico, con la sua saggia anima del Cilento antico, la sede di un “territorio marchesato”, oggi del tutto cancellato ed indifferente al tempo che fu e che, per non morire, ha bisogno di un saggio ed attivo protagonismo di idee e di un altrettanto saggio insieme del fare. E’ ridotto tristemente ad un territorio senz’anima, sempre più ammalato di umanità disumana. Siamo, guardando il degrado e le crescenti e diffuse sofferenze di Ortodonico ad un’umanità sempre più abbandonata a se stessa, dove va ormai tristemente scomparendo la risorsa umana, sua prima ed insostituibile risorsa di sviluppo.
Nell’indifferenza di chi lo governa, sta tristemente morendo, sempre più violentemente aggredito da un negazionismo diffuso.
In una triste indifferenza di umanità, si va negando al futuro, con i pochi giovani in fuga, sentendosi traditi nella e dalla Terra dei Padri, dove purtroppo, c’è una bassa e disumana qualità della vita e dove, è sempre più difficile, non solo vivere, ma semplicemente sopravvivere. Tanto, per effetto dell’indifferenza e del vuoto di impegno da parte dell’attuale governo del territorio, sempre più tristemente indifferente al cuore del territorio ed al suo borgo medievale, tragicamente indifferente a tutti.
Basta con l’indifferenza istituzionale nei confronti di Ortodonico, una risorsa di futuro, per lo sviluppo dell’intero territorio comunale.
Ortodonico può e deve cambiare! Si tratta di saggia ed utile risorsa per il futuro dell’intero territorio comunale. Per questo saggio fine ha bisogno di impegno e di umanità. Ha bisogno di un’immagine urbana che non ha, prevalendo il degrado sull’ordine e su di un possibile insieme urbano/antropico che potrebbe cancellare il degrado, capitalizzandone il cambiamento, al fine dello sviluppo possibile, nel suo insieme umano e sociale, tragicamente ammalato di umanità, sempre più disumana ed affiancata da istituzioni sonnacchiose e tristemente indifferenti al futuro di quelli che verranno e che sono e saranno sempre meno, per effetto del “fujtevenne” dalla Terra dei padri e delle culle sempre più vuote che negano ai territori, le risorse umane, prime ed insostituibili risorse di vita e di umanità, in cammino verso il futuro.